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Nulla è più strano che sentirsi estranei accanto a qualcuno

Non chiedetemi come né perché, ma una notte d’agosto mi sono ritrovata sdraiata di fronte al mare a guardare la luna accanto ad un estraneo.

Avremmo potuto rotolarci nella sabbia, come di solito farebbero un uomo e una donna in un simile scenario, ma non è accaduto. Ci siamo limitati a discutere su quale fosse lo strano fenomeno per cui la luna non fosse totalmente piena o sul perché fosse crescente o calante. In fondo, ciascun uomo è in qualche modo affascinato dalla scienza, soprattutto dai movimenti e le forme della dama bianca.

“Gli piaccio? Mi piace?” Mi sono chiesta.

Forse anche lui si è fatto la stessa domanda.

“Di questi tempi, quando toccarsi al di fuori è ormai dato per scontato e non ha più nessun valore, toccarsi dentro è diventato il prodotto più ambito e difficile da acquistare.”

Contatti fugaci per saziare una fame insaziabile

Talmente tanto ambito, che in molti cercano di compensarlo con contatti fugaci, compulsivi, nel tentativo di alimentare una fame che non saziano mai del tutto e che fa brontolare la pancia. È un suono che assume le tonalità di un lamento interiore, lasciandoci mezzi sordi anche se ormai non vi prestiamo più neanche attenzione.

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Forse nel nostro tentativo di arrivare più in là delle nostre pelli, quella notte ci è venuto in mente di disegnare le nostre caricature su un’app del cellulare, di tracciare in modo ridicolo le fasi del montaggio di un mobile “ikea” sulla sabbia, di schivare la macchina puliscispiaggia.

Un mezzo di locomozione strano che andava e veniva con sbuffi d’aria d’altri tempi, mentre noi chiacchieravamo o tacevamo, annusandoci di tanto in tanto le mani, quasi a cercare ancora traccia degli spiedini di sardine che poco prima avevamo divorato, come gatti voraci. Quant’è strano talvolta stare con un estraneo.

È stato allora che mi sono resa conto che ancor più strano è essere un estraneo per se stessi, ma questa, che la vediamo o meno, è un’ombra che non ci abbandona mai.”

D’improvviso, la luna ci ha avvolto in un fascio di luce, come fossimo attori appena saliti su un palcoscenico. Non so se è successo poco prima delle sue parole, o contemporaneamente, fatto sta che dal dolce rumore della nostra conversazione è risaltata questa frase: “Alcune volte sono con me stesso, altre, sono da solo”. È stato allora che l’ho guardato e, senza sapere perché, sapevo che non era più un estraneo.

Le connessioni trasformano gli estranei in un luogo da conoscere

L’ho accompagnato a casa e, quando ho spento la macchina per salutarci, è successo qualcosa di ancora più strano: ho sentito la mia pelle. Non so come ma mi aveva toccato dentro, con una piccola carezza, come una nota sulla corda di una chitarra che fa vibrare il legno. Così rimbombava la mia pelle. Eravamo come due adolescenti che si attraggono come calamite in una macchina, in sottofondo una chitarra classica a mo’ di colonna sonora.

Non so se è perché non baciavo nessuno da molto o se lo avevo sempre fatto con i cinque sensi addormentati, ma le sue labbra mi sono apparse dolci e magnetiche.

L’estate è finita e non ci siamo mai più rivisti. Ma questo non ha importanza.

“Il senso delle cose non è definito dalla sua durata. Esso ha uno spazio e un tempo indefiniti”

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Comunque sia, non riesco a smettere di ripetermi che non c’è nulla di più strano che sentirci estranei accanto a qualcuno, persino con noi stessi, per poi in un attimo ritrovarci, senza sapere perché, in una specie di casa, un tempio, che ci  lascia stupefatti, ma che ci unisce, ci riunisce, con noi stessi e con il mondo.

Può trattarsi anche solo di una frazione di secondo in cui non esistono pensieri che valgano, ed eccoci catapultati nuovamente nel bozzolo della nostra infanzia, quando tutto si trasformava in magia e potevamo solamente sentire, sognare, vivere.

Perché la magia, cari lettori, esiste. Se non ci credete, aspettate una notte di luna e restate ad osservarla accanto ad uno sconosciuto, anche se quell’estraneo siete voi stessi o colui che credete di conoscere da tutta la vita.  fonte

Suona la chitarra con i piedi e canta: un meraviglioso spettacolo nel parco

Un artista di strada mostra le sue qualità a Balboa Park, nella città di San Diego, in California. Pur non avendo entrambe le braccia, riesce a suonare la chitarra con i piedi in modo splendido.

Maltrattamento psicologico: i colpi invisibili fanno più male

Identificare un maltrattamento è facile quando si tratta di violenza fisica, ma che dire del maltrattamento psicologico? È difficile da percepire, è un maltrattamento silenzioso in cui tutto avviene tra due persone, mentre il resto del mondo potrebbe non accorgersene.

Molto spesso i due tipi di maltrattamento vanno di pari passo o addirittura potrebbe esserci maltrattamento psicologico senza che ci sia quello fisico, mentre è impossibile che si verifichi il contrario.

Il maltrattatore sa che le sue parole hanno molto potere. Per questo le usa. Di fatto, il maltrattamento psicologico è molto più efficace di quello fisico. Lascia tracce e ferite che dureranno nel tempo.

Molte persone sostengono che questi colpi invisibili facciano molto più male di qualsiasi violenza fisica. Molti preferiscono le botte al dover impiegare anni e anni per superare i problemi psicologici causati da maltrattamento.

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Le tue parole mi fanno male

Il maltrattamento psicologico implica parole che fanno male, degradanti e di disprezzo. All’inizio può essere quasi impercettibile, perché la persona maltrattata non se ne rende conto e cade pian piano nella trappola del maltrattatore.

Il maltrattamento psicologico ha l’obiettivo di sottomettere una persona senza che questa ne sia consapevole. Volete imparare a riconoscere un maltrattatore psicologico? Fate molta attenzione alle seguenti caratteristiche!

  • Vi insulta, urla, vi ridicolizza e vi disprezza, facendovi sentire che non valete nulla e che la vostra vita è inutile. Lo fa in un modo che a volte vi fa sentire persino grati di avere accanto una persona che sta con voi nonostante questo.
  • È eccessivamente geloso e vi controlla di continuo. Siete il suo bene più prezioso e allo stesso tempo quello che disprezza di più: un’incoerenza che vi confonde, ma allo stesso tempo vi tiene legati.
  • Vi isola dai vostri amici e dalla vostra famiglia. Ha il potere di controllare con chi uscite e decide lui/lei quando avete del tempo libero o meno. Siete la sua marionetta. Non siete più liberi, ma sottomessi ai desideri e ai capricci di qualcun altro.
  • Le minacce costanti vi fanno avere sempre più paura. Potrebbe minacciarvi di abbandonarvi oppure utilizzare altri dei vostri punti deboli.
  • La pressione emotiva e sessuale che esercita su di voi vi fa sentire colpevoli. In realtà, i vostri sensi di colpa non sono giustificati. Il maltrattatore psicologico è abile a rigirare la frittata perché sembri che la colpa sia vostra.
Le ferite e i lividi non saranno sulla vostra pelle, ma sulla vostra anima.

Se nella vostra vita avete incrociato una persona con alcune di queste caratteristiche, probabilmente si trattava di qualcuno che vi ha maltrattato psicologicamente.

Anche se a volte queste persone usano la violenza fisica se la pressione psicologica non è sufficiente, non si tratta di un loro comportamento tipico.

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Voglio liberarmi dai tuoi colpi invisibili

La verità è che è difficile aiutare una persona vittima di un maltrattamento psicologico, anche perché spesso lei stessa non si lascia aiutare. A volte si tratta di persone che non capiscono di essere in questa situazione, né se è il caso di protestare. Il maltrattamento le convince che meritano questa situazione; credono di non essere brave persone e di essersela cercata.

Si tratta di persone dall’autostima totalmente distrutta. Un’autostima rotta, una vita senza senso, circondata dal dolore e dalla paura, oltre che dal bisogno di soddisfare sempre le necessità di chi sta facendo loro del male. E anche quando una persona è cosciente del maltrattamento psicologico che sta subendo e si decide a chiedere aiuto, molto spesso non sa dove trovarlo.

Il maltrattamento psicologico è potente proprio perché è silenzioso: quindi come dimostrare che ci stanno maltrattando? Sarà la nostra parola contro quella del maltrattatore, e ci sono molte persone scettiche che crederanno che ce lo siamo immaginati o siamo diventati pazzi.

Può anche accadere che, pur essendo consapevoli del male che ci stanno facendo, vogliamo continuare a proteggere la persona che ci sta maltrattando. Quante vittime difendono i loro carnefici! Questo stato psicologico si chiama Sindrome di Stoccolma.

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È importante sottolineare che, anche se il numero di donne vittime di questa situazione supera quello degli uomini, entrambi i sessi soffrono di maltrattamento psicologico.

La cosa fondamentale è riuscire a identificarlo e permettere che la persona maltrattata si lasci aiutare. A volte, per quanto lo desideriamo, non possiamo fare molto. Il danno mentale è così profondo che alla fine il maltrattatore riesce a raggiungere il suo obiettivo. Anch’esso invisibile.

FONTE

5 sintomi della fibromialgia

I sintomi della fibromialgia sono molto simili a quelli di altre malattie. Se avvertite alcuni dei sintomi che vi elencheremo a seguire, dunque, recatevi al più presto da uno specialista per ottenere una diagnosi

La fibromialgia è una malattia riconosciuta da tutte le organizzazioni mediche (compresa l’Organizzazione Mondiale della salute dal 1992) e che colpisce soprattutto le donne.

Attualmente la fibromialgia è ancora una sfida per la scienza e la medicina, in quanto presenta un quadro clinico ampio e una quantità piuttosto copiosa di sintomi che vanno dal dolore cronico muscolo scheletrico al colon irritabile, vescica iperattiva, alterazioni del sonno, bruxismo, etc.

I pazienti affetti da questa patologia devono fare i conti con l’ipersensibilità al dolore e gli sbalzi d’umore causati dalla malattia che li limita molto.

Tutto ciò avviene perché la sofferenza paralizza e perché risulta più complicato sottoporre il paziente ad un trattamento completo e funzionale affinché recuperi il suo benessere.  

Ovviamente, come nel caso di tutte le malattie croniche, è importante disporre del maggior numero possibile di informazioni, far parte di alcune associazioni che vi possano aiutare o provare varie cure. Tutto ciò può offrirvi risultati adeguati e soddisfacenti.

Intanto in quest’articolo vi illustreremo 5  sintomi iniziali della fibromialgia, affinché li possiate riconoscere e prendere in considerazione.

Fibromialgia: sintomi iniziali

Iniziamo sottolineando una cosa molto importante: in media una persona affetta da fibromialgia tarda molto nel ricevere una diagnosi adeguata che chiarisca le ragioni di tutti i sintomi che presenta.

Di solito è alquanto frequente passare da un medico all’altro fino a quando, finalmente, ci si rivolge ad uno specialista che riesce a formulare una diagnosi corretta. Per esempio, dopo aver fatto un primo controllo, si parla di malattie reumatiche o malattie artritiche.

Senza dubbio questa malattia ha una dimensione molto più ampia.

La neurologia, infatti, dice che non appartiene al gruppo delle malattie reumatiche, ma è un problema del sistema sensoriale che ha le sue origini nel sistema nervoso centrale.

Per questo motivo, è molto importante prestare attenzione ai sintomi e non sottovalutarli. Nel caso in cui questi siano persistenti o si uniscano ad altri problemi, la cosa migliore da fare è consultare al più presto un bravo specialista.

punti sensibili della fibromialgia

L’atrofia

L’atrofia è la percezione della perdita dei movimenti articolari o la sensazione di dolori molto forti.

  • La sensazione di sentirsi “atrofizzati” si percepisce di solito al mattino ed è uno dei primi sintomi della fibromialgia.
  • Dopo essere rimasti per molto tempo seduti, a letto o in piedi, il corpo e le articolazioni non reagiscono come prima.
  • Potete anche percepire questo sintomo quando siete sottoposti a cambiamenti di temperatura o all’umidità.

Un esempio è quando ci si trova in una stanza con l’aria condizionata; quando si esce, si nota la differenza di temperatura, si ha mal di testa e una sorta di atrofia ai muscoli del collo e delle spalle.

Disturbi del sonno

I pazienti affetti da questa malattia possono svegliarsi al mattino stanchi, come se avessero dormito poco, anche se in realtà le ore di sonno sono state sufficienti.

 

 

 

 

Diversi studi sul tema indicano che durante la fase più profonda del sonno (la fase delta) le onde celebrali vengono interrotte molte volte, inducendo ad un sonno tranquillo e ristoratore.

Si potrebbe dire che, anche se si dorme, non si sta riposando.

Piccoli disturbi cognitivi

donna con mal di testa fibromialgia

Le persone che soffrono di fibromialgia dicono di avvertire, come primo sintomo, una certa difficoltà a concentrarsi, accompagnata da una lentezza che non permette loro di svolgere determinati compiti.

  • Questi problemi sono conosciuti come “fibro nebbia” e sono caratterizzati da piccoli deficit della memoria o dal sentirsi oppressi quando si devono fare più cose alla volta.
  • È importante sottolineare il fatto che questi sintomi possono anche essere associati a periodi di stress; per questo, nel momento in cui bisogna capire se sono dovuti alla fibromialgia o meno, bisogna tenere in considerazione molti altri sintomi quali i dolori articolari, la stanchezza, etc.

Malessere addominale

Molte persone affette da fibromialgia presentano diversi problemi nella digestione che si manifestano con i seguenti sintomi:

  • Dolori addominali e giorni di stitichezza o diarrea.
  • Può anche apparire ciò che si conosce come “sindrome del colon irritabile”.
  • La digestione può risultare pesante e si può anche presentare una certa difficoltà nel deglutire gli alimenti. Gli esperti dicono che a volte la fibromialgia può interessare anche alcuni problemi che riguardano i muscoli dell’esofago.

Sindrome del dolore miofasciale

La sindrome del dolore miofasciale è una condizione neuromuscolare per cui si formanopunti estremamente dolorosi (punti ipersensibili) distribuiti nei muscoli o in altri tessuti connettivi.

  • Ogni volta che si fanno dei movimenti ripetitivi, si crea un doloroso sovraccarico, impossibile da prevedere, che può apparire nei luoghi e nei momenti meno probabili.
  • A volte può succedere che si inizi a sentire un dolore acuto su collo, spalla e gomito solo dopo aver portato una borsa pesante per diverso tempo.

donna che si tocca le spalle fibromialgia

Non dimenticate che la fibromialgia colpisce ogni persona in modo diverso e presenta, senza dubbio, una vasta gamma di sintomi.

Ciò nonostante i sintomi di cui vi abbiamo parlato possono essere punti di riferimento che possono spronarvi a cercare aiuto nel caso in cui persistano minacciando la vostra qualità della vita.

FONTE

Un Ragazzo Canta Bob Marley, Poi Dalla Folla Emerge Una Voce: Il Duetto Che Segue è Da Brividi

Questo artista di strada aveva già raggruppato intorno a sé un folto numero di persone, ma quando ha iniziato a cantare una famosa canzone di Bob Marley, si è iniziata a sentire una voce femminile che gli faceva da spalla. Di chi era quella voce? Di una donna che nell’aspetto non poteva apparire più diversa ma che nell’animo, evidentemente, aveva una forte componente reggae. Lo spettacolo che ne è venuto fuori è bellissimo e quasi commovente.

 

Il bambino fa la cacca in poltrona. Guardate la reazione del cane vicino a lui: mi sono piegato dal ridere!

Questo piccolo è seduto comodamente in poltrona con il suo caro amico, un Boston Terrier. La mamma, dietro le quinte, riprende la scena. Ma quando il bimbo, ad un tratto, si “lascia andare”… guardate la reazione dell’animale!

 

 

Non so cosa mi faccia più ridere, se il cane che abbandona la nave o lo sguardo perplesso del bambino quando si accorge di essere rimasto il solo sulla poltrona!

Dopo aver guardato il ragazzino per 2 ore è saltato. Incredibile quello che è successo qui!

Un ragazzino che sembra un senza fissa dimora, è stato messo in un’affollata strada di New York. Fuori fa freddo (la temperatura è scesa fino a -15° , e lui indossa solo una maglietta a maniche corte. Prova, come può a coprirsi con un sacchetto della spazzatura. Guardate voi stesso quali sono state le reazioni dei passanti.

 

 

L’unica persona che si è fermata per prestare soccorso al ragazzino è un senzatetto. È proprio vero che a volte, chi ha meno è più disposto a condividere. Voi cosa pensate?

Questo bimbo rischia di morire in sala operatoria. Ma quando il padre scopre chi lo sta operando è sconcertato…

Quante volte ci troviamo a giudicare le persone senza sapere esattamente cosa stia succedendo nelle loro vite o che tipi di problemi stiano attraversando? Molto spesso è difficile provare empatia verso gli altri e cercare di guardare oltre le apparenze. Lo dimostra bene questa storia che vi presentiamo oggi:

Un medico arriva in ospedale. È stato chiamato d’urgenza al reparto di chirurgia per un caso molto disperato: un bambino ha avuto un grave incidente. Il medico si infila subito il camice ma, prima di entrare in sala operatoria, si imbatte nel padre del bambino che gli grida contro: “Perché è venuto così tardi, perché tutto questo tempo, non sa che la vita di mio figlio è in pericolo…? Lei non ha il senso della responsabilità!”. Il medico sorride e, con molta calma, risponde: “Mi dispiace, non ero in ospedale, ero da tutt’altra parte, ma sono arrivato appena ho potuto. E ora si calmi e mi lasci fare fare il mio lavoro!”.

Ma il padre del bambino continua ad incalzarlo: “Calmarmi? Come si sentirebbe se suo figlio si trovasse in questo momento nei panni del mio bambino? Lei starebbe tranquillo?”. Il dottore sorride ancora e risponde: “Le voglio dire quello che disse Giobbe nella Bibbia: ‘Dalla polvere siamo venuti e in polvere ritorneremo, sia benedetto il nome di Dio’. Noi medici non possiamo fare sempre miracoli, ma stia tranquillo, faremo tutto il possibile per suo figlio”. Il padre, per nulla conciliato da queste parole, borbotta: “È facile dare consigli quando non siamo coinvolti in prima persona”.

L’operazione dura qualche ora. Alla fine il medico esce dalla sala operatoria soddisfatto e dice al padre: “L’intervento è riuscito benissimo e suo figlio è fuori pericolo!”. Senza attendere la risposta del padre, guarda l’orologio e corre via dicendo: “Se vuole sapere altro chieda all’infermiera!”. Il padre, stizzito,  si rivolge all’infermiera e le chiede: “Ma è sempre così questo medico? Che arroganza! Non poteva aspettare qualche minuto e dirmi di più sullo stato di mio figlio?”.

L’infermiera, con le lacrime agli occhi, gli risponde: “Il figlio del dottore è morto ieri in un incidente stradale e il dottore era proprio al funerale quando l’abbiamo chiamato per l’urgenza. Ora che il suo bambino è fuori pericolo e sta bene, il dottore è corso a vedere la sepoltura di suo figlio”.

Questa storia è molto commovente e ci insegna a non giudicare mai dalle apparenze e ad avere maggiore comprensione nei confronti del prossimo, anche quando non lo si conosce. Se anche tu sei d’accordo con questo messaggio, condividi questa storia con tutti quelli che conosci.

Buongiorno te che ti svegli felice nonostante i problemi.

 

 

A te che ogni giorno regali il tuo sorriso a chi incontri nel tuo cammino. A te che sogni ad occhi aperti. A te che nonostante i sogni non cambieresti la tua vita, perché nella tua vita magari manca il superfluo, ma trabocca della cosa più importante: la gioia di vivere.

– G. Stella

Un test di 2 minuti fatto da un famoso psicologo! Scegliete una persona da questo albero e scoprirete il vostro stato emotivo

Vuoi conoscere il tuo attuale stato emotivo? Prova a fare questo test ideato da un famoso psicologo che si serve di specifiche procedure analitiche per cercare di comprendere lo stato d’animo dei suoi pazienti.

Sappiamo benissimo che non è semplice riuscire in questo lavoro e che molto spesso le persone non sono totalmente disposte, consciamente od inconsciamente, ad aprirsi agli altri e parlare chiaramente dei propri sentimenti e delle proprie emozioni. Spesso mentono o non riescono ad esprimersi efficacemente per arrivare a farsi capire in modo corretto.

Così molti studiosi hanno perfezionato svariate tecniche, supportati dai loro studi e dalle loro capacità professionali e sono arrivati a creare diversi test psicologici che hanno margini di errore quasi nulli e permettono di conoscere lo stato emotivo del paziente senza che questo riesca ad “ingannare”.

Pip Wilson è uno di questi: psicologo di fama internazionale, ha dedicato la sua vita ed i suoi studi alla ricerca di un test che fosse attendibile. Per riuscire nel suo obiettivo ha ideato un simpatico sistema in cui chiedeva a dei bambini di identificarsi con una delle figure rappresentate nell’immagine: omini che giocano o si arrampicano su un albero.

Se volete provare a fare questo test che vi rivelerà tratti della vostra personalità e del vostro stato d’animo, provate anche voi a scegliere una figura con cui identificarvi e ricordatene il numero. Scorrendo troverete i risultati relativi alla vostra scelta:

Controlla il tuo risultato

FIGURE 1, 3, 6, 7 

Come avrete notato, queste sono tutte figure che provano ad arrampicarsi. Questo denota da parte vostra una forte propensione a superare gli ostacoli che la vita vi pone davanti. Siete persone forti ed ostinate, che non si piegano di fronte ai problemi, si sforzano di raggiungere la propria meta senza perdere la creatività che vi caratterizza.

FIGURE 2, 11, 12, 18, 19

Siete persone socievoli e altruiste, che sanno stare fra le gente e per questo molto apprezzate e rispettate. Sempre pronti a soccorrere un amico e a dispensare buoni e saggi consigli, sapete come ci si comporta in compagnia e in qualsiasi ambiente, così riuscite a farvi stimare da tutti…o quasi!

FIGURA 4

Siete delle persone felici e serene, a cui piace la propria vita e vivete ogni circostanza con serenità. Non pretendete nulla proprio perché vi sentite a vostro agio, ma questo ovviamente non significa che non lottiate anche voi per i grandi obiettivi che avete. Solamente riuscite a raggiungerli più facilmente proprio grazie alla vostra calma, al vostro temperamento ed al grande ottimismo che vi caratterizza.

FIGURA 5

È ora di riflettere un po’ su voi stessi e la vostra vita: cosa c’è che non va? Se vi siete identificati in questa figura molto probabilmente non state passando un periodo sereno. Vi sentite tristi e abbattuti e non riuscite a trovare un modo per venirne a capo. Quindi è ora di agire! Pensate a ciò che può farvi bene e concentratevi su voi stessi: dovete prendere in mano la vostra vita e ripartire al meglio!

FIGURA 8

Se vi siete identificati in questa figura molto probabilmente amate molto la solitudine tanto da preferire molto spesso la buona compagnia di voi stessi a quella di persone che magari nemmeno vi piacciono. Siete persone calme ed introspettive, che amano fare lunghi discorsi con il proprio Io e conoscersi profondamente.

FIGURA 9

Siete l’anima della festa, il sorriso della compagnia! Sempre pronti a ridere e scherzare, siete persone allegre che sanno affrontare la vita con ottimismo e grande forza di volontà. Niente vi abbatte perché sapete che con le vostre forze riuscirete a superare ogni cosa, sempre con il sorriso sulle labbra!

FIGURE 10, 15

Se vi identificate in una di queste due figure siete senz’altro persone con un grande spirito di adattamento. Sapete prendere tutto sul serio ma riuscite a portare il vento dalla vostra parte, restando sereni ed allegri. Nel contempo sapete sfruttare le correnti a vostro vantaggio e questo vi rende persone con grandi capacità di problem solving. Non vi serve nulla e non avete grandi necessità, tutto può fare al caso vostro o può essere utilizzato nel miglior modo possibile affinché riusciate a raggiungere i vostri obiettivi.

FIGURE 13, 21

Non siete di certo persone che amano stare fra la folla o in grande compagnia. Per voi esprimere ciò che avete dentro risulta molto difficile e per questo preferite piuttosto stare soli, anche se a volte questo vi fa avvertire un forte senso di isolamento. Provate ad aprirvi un po’ di più nei confronti delle persone che vi sono accanto e più in generale alla vita.

FIGURA 14

In questo momento non state passando un periodo proprio felice e sereno: vi sentite in piena “caduta” e avete paura di non riuscire a tirarvi su. Vi sentire demoralizzati ed avviliti e questo tende a farvi isolare dagli altri per paura di trascinarli con voi. Provate invece ad aprirvi a chi vi vuole bene e cercate dei metodi per allontanare le ansie ed i brutti pensieri. Non è un percorso facile, ma con una buona dose di volontà e magari l’aiuto di qualche amico o parente fidato, sicuramente riuscirete ad uscirne più forti di prima.

FIGURE 16, 17 

Queste figure, contrapposte ma parte entrambe di una coppia, si contraddistinguono dalle altre perché rappresentano una coppia unita. Denotano in chi le sceglie una forte propensione ad amare ed essere amati ed in questo momento lo stato d’animo emotivo è quello di una persona che si sente fortemente amata da qualcuno e parte di un legame o di una comunità più in generale. Vi sentite parte di una “squadra” e percepite l’altro come indispensabile per voi e la vostra vita. L’isolamento non è contemplato: vi abbatterebbe e vi renderebbe tristi e sconfitti.

FIGURA 20

Non ci sono dubbi: siete stati scelti come leader anche dalle persone che vi sono intorno! Se vi siete identificati in questa figura, siete senz’altro persone che hanno saputo raggiungere gli obiettivi predisposti con la sola propria forza e attitudine. Questo vi ha permesso di divenire un punto di riferimento non solo per se stessi ma anche per gli altri che vi stimano e vi sono accanto.

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