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Noemi si è svegliata e respira da sola, le sue prime parole: «Datemi le mie bambole»

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“Datemi le mie bambole”. Sono state le prime parole della piccola Noemi, la bimba ferita nella sparatoria di piazza Nazionale una settimana fa, che è stata estubata è cosciente e respira da sola.

Un miracolo, commentano tutti fuori l’ospedale dove è tornata la folla dopo l’ennesima veglia di preghiera. La piccola, ricoverata nell’ospedale Santobono, è sveglia cosciente. Si è svegliata chiedendo di giocare con le sue bambole, Noemi, mentre venivano consegnati alla giustizia i suoi sicari. Sono state ore concitate quelle vissute a Napoli tra gli arresti all’alba dei fratelli Del Re e il risveglio dal coma della piccola nella sua stanza dell’ospedale Santobono. Noemi è stata estubata e respira autonomamente: è cosciente e respira autonomamente.

E’ stata forte ed è diventata il simbolo di quanto di buono Napoli riserva al mondo: forza, coraggio, bontà e soldiarietà. Sì perché veglie di preghiere, messaggi di solidarietà e voglia di riscatto dalla camorra che uccide Napoli hanno contraddistinto la lunga sequenza di questi giorni. Da quegli spari qualcosa sembra davvero essere cambiato in città, dove la rabbia è troppa per quanto accaduto.

“Il risveglio di Noemi un momento di commozione per tutto l’ospedale – ha detto manger del Santobono Anna Maria Minicucci – aspettavamo queso momento da una settimana”. Da questa mattinata la piccola è stata portata ad uno stato di sedazione non profonda e attualmente evidenzia una valida respirazione spontanea, supportata da ossigeno ad alti flussi, senza necessità di ventilazione meccanica. La prognosi, però, resta riservata, come riporta il bollettino medico.
Dal nosocomio fanno sapere che nella giornata di ieri la bambina è stata sottoposta a broncoscopia sia a destra che a sinistra, così da permettere di liberare i bronchi da muchi e coaguli. Il prossimo bollettino sarà diramato tra 24 ore

La notizia dell’arresto dei due fratelli accusati di aver pianificato ed eseguito l’agguato di piazza Nazionale a Napoli, in cui è rimasta coinvolta la piccola Noemi è, naturalmente, arrivata anche nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santobono. Tania e Fabio, i suoi genitori, ha riferito chi in queste ore difficili tiene loro la mano, hanno tirato un sospiro di sollievo e disteso per la prima volta i nervi dopo giorni di drammatica angoscia.

Intanto in conferenza stampa il procuratore Melillo ha illustrato i dettagli della operazione chiarendo come l’agguato in cui è rimasta ferita la piccola sia maturato in un contesto pienamente camorristico.

Quella che ha preceduto il risveglio di Noemi è stata un lunga notte di veglia e preghiere all’esterno del Santobono. La Napoli che si ribella alla Camorra era tutta lì per vegliare sulla piccola che poche ore fa ha riaperto gli occhi. “Datemi le mie bambole”. Sono state le prime parole della piccola Noemi, la bimba ferita nella sparatoria di piazza Nazionale una settimana fa, che è stata estubata e respira da sola. Un miracolo, commentano tutti fuori l’ospedale dove è tornata la folla dopo l’ennesima veglia di preghiera. La piccola, ricoverata nell’ospedale Santobono, è sveglia cosciente.

Noemi «è stata portata ad uno stato di sedazione non profonda e attualmente evidenzia una valida respirazione spontanea, supportata da ossigeno ad alti flussi, senza necessità di ventilazione meccanica». Queste le incoraggianti notizie dal bollettino medico del Santobono Pausilipon sulle sue condizioni. «Nella giornata di ieri la bambina è stata sottoposta a broncoscopia sia a destra che a sinistra, così da permettere di liberare i bronchi da muchi e coaguli. La prognosi permane riservata. Il prossimo bollettino sarà diramato tra 24 ore. Fonte: OttoPagine.it

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Avere una sorella “chiacchierona” tiene alla larga la depressione… parola di scienza!

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Nelle dinamiche relazionali e nello sviluppo degli individui ogni membro della famiglia ha un ruolo importante e diverso dagli altri. I genitori hanno il compito di educare e indicare il sentiero da percorrere, fratelli e sorelle però sono i compagni di viaggio che possono rendere il cammino più bello e meno faticoso. Su queste ultime due figure si concentrano gli studi di Laura Padilla-Walker, ricercatore e professore presso la Brigham Young University.

Nel dettaglio la dottoressa Walker ha scoperto che sebbene madre e padre siano i principali soggetti di riferimento per ogni bambino, un fratello o una sorella riescono ad avere un’influenza anche maggiore. Gli effetti nello specifico si hanno dal punto di vista dello sviluppo del carattere e della personalità. I dati sono emersi in seguito ad un’indagine svolta su un campione di 395 famiglie con più di un figlio, e con almeno un bambino tra i 10 e i 14 anni di età. In tutti questi casi la presenza di un fratello o di una sorella ha avuto effetti determinanti sotto ogni punto di vista.

Fonte: https://news.byu.edu/news/sisters-give-siblings-better-mental-health

 

I vantaggi di poter contare su membri quasi coetanei sono maggiore sicurezza, autostima, generosità, altruismo e bontà. Merito forse della convivenza con un soggetto ritenuto proprio pari e delle quotidiane dinamiche di interazione, i ragazzi sono cresciuti più sani e autonomi. È stato osservato inoltre un altro elemento interessante, cioè che tutti i bambini con sorelle maggiori o minori, avevano molte probabilità in meno di sviluppare depressione in età infantile o adulta.

Si è notato infatti che era il sesso dell’altro figlio, più piccolo o più grande a modificare l’incidenza di tali disturbi dell’umore. La sorella femmina è quindi capace di generare maggiore benessere alleviando la tristezza e la solitudine. La ragione può stare nella propensione empatica delle donne ad essere più tenere e comprensive con il fratello maschio, diventando le loro amiche e confidenti. Inoltre, spesso una sorella tende ad essere più aperta, a parlare di più e a condividere: tutti aspetti che tengono lontani i comportamenti inclini alla depressione e all’isolamento.

Un po’ come avere una seconda mamma a disposizione, con cui però non esiste imbarazzo o conflitto generazionale. In sintesi avere una sorella equivale ad avere una grande risorsa nella propria vita.

Come eliminare il muco dalla gola

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Avere la gola piena di muco può diventare una condizione che genera molto fastidio e frustrazione alla persona colpita se non si agisce di conseguenza. Il catarro, tra le varie cause scatenanti, potrebbe essere il risultato di un’allergia o dell’influenza stagionale. In ogni caso, questa fastidiosa condizione è un qualcosa di cui tutti desiderano sbarazzarsi al più presto. Mentre attendi che la natura faccia il suo corso, prova ad agevolarla e a ridurre il catarro con questi semplici rimedi. Continua la lettura di questo articolo di imparaCOME se sei interessato a scoprire come eliminare il muco dalla gola.

Passi da seguire:
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Soffia regolarmente il naso, anche quando non senti il bisogno di liberare i condotti nasali. Mantenere le narici libere impedisce che il muco si accumuli in gola. Non utilizzare per troppo tempo lo stesso fazzoletto, cambialo spesso per evitare che i germi tornino a contatto con il tuo corpo.

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 Sciogli in un bicchiere d’acqua tiepida mezzo cucchiaino di sale. Mescola bene e fai più volte al giorno dei gargarismi con questa soluzione. L’acqua salata aiuta a fluidificare il muco, favorendone l’espulsione. Non ingoiare la soluzione, potrebbe disidratare l’organismo. Quando hai finito, sputa l’acqua salata nel lavandino e fai dei gargarismi con dell’altra acqua per rimuovere i residui di sale. In alternativa al sale, puoi anche usare la salvia o l’eucalipto.

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3 Per eliminare il muco dalla gola, prendi del miele, aggiungi dello zenzero in
polvere
e mischia bene. Assumi un cucchiaino di questo composto più volte al giorno.
Ancora più efficace come rimedio naturale è utilizzare il Miele di Manuka.

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4   Non mangiare prodotti lattiero-caseari. Consumare latte, gelati e latticini in genere aumenta la naturale produzione di muco. L’assunzione di questi alimenti porta alla produzione di muco molto denso che si attacca alla gola. Evita, quindi, il latte e i suoi derivati dalla dieta per alcuni giorni, fino a che la situazione non sarà migliorata ed avrai eliminato il muco.

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Smetti di fumareo quantomeno cerca di ridurre considerevolmente. L’inalazione di fumo può irritare la gola ed il naso e far aumentare la produzione di muco. Eliminando o diminuendo il fumo, potrai subito notare la differenza.

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Per eliminare il muco alla gola è fondamentale rimanere idratati tutto il giorno, in modo tale che il muco non possa rimanere attaccato seccandosi nella nostra gola. Bevi almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno ed evita i latticini poiché tendono a stimolare le tonsille. Oltre all’acqua fredda, bevi dei brodi di pollo caldi oppure altri brodi leggeri. Inoltre, forse il rimedio migliore di tutti è bere un tè caldo con l’aggiunta di miele (che protegge la gola) e di limone (che scioglie il muco).

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Anche il vapore è un alleato per eliminare il muco dalla gola. Fai bollire dell’acqua in un recipiente grande, mettiti un asciugamano sulla testa, e inala il vapore rilasciato dall’acqua. Questo ti aiuterà a sciogliere il muco. Raggiungerai un effetto ancora migliore se lasci sciogliere del tè o una camomilla nell’acqua. In alternativa, anche una doccia calda genererà calore in vapore che potrà aiutarti nell’eliminazione del catarro.

Un altro rimedio per il catarro sono i cibi speziati che aiutano la tua gola a liberarsi dal muco. Particolarmente indicati sono:

peperoncini;
salsa wasabi;
rafano;
zenzero;
aglio.

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Una soluzione rapida, ma purtroppo non altrettanto deliziosa per eliminare il muco dalla gola è bere un paio di cucchiaini di aceto di mele, seguiti da un bicchiere d’acqua. Per diminuire il cattivo sapore dell’aceto, accompagnalo con del pane tostato, anch’esso un buon metodo per rimuovere il catarro dalla gola.

Se vuoi saperne di più su questo miscuglio ti consigliamo di leggere anche come consumare l’aceto di mele.

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10  Ricordati inoltre che non è una buona abitudine quella di ingoiare il muco, in quanto facendo ciò, il catarro continuerà a circolare nel corpo. Inoltre, quando tossisci, cerca di farlo delicatamente per non irritare la gola. Se senti di avere del catarro in bocca, cerca sempre di espellerlo, pertanto è opportuno che tu sia munito sempre di fazzoletti di carta.

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Se sei un amante delle erbe, puoi cospargerti la parte superiore del petto con un olio al quale aggiungerai olio essenziale d’eucalipto. Può verificarsi che inizierai a tossire di più nell’immediato, ma dopo ti sentirai meglio perché il tuo corpo inizierà a eliminare il muco dalla gola. In questo articolo ti spieghiamo come fare da solo l’olio d’eucalipto.

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In questo articolo abbiamo visto tanti metodi per eliminare il muco dalla gola, ma se tutte queste misure che ti abbiamo elencato non servono a ridurre il catarro, ti consigliamo di rivolgerti al medico. Lo specialista ti proporrà un trattamento più forte grazie alla somministrazione dimedicine e di una adeguata terapia.

Questo articolo è puramente informativo, in unCOME non abbiamo la facoltà di prescrivere nessuna cura né realizzare alcun tipo di diagnosi. Ti invitiamo ad andare dal medico nel caso in cui presenti qualsiasi tipo di malessere.

Noi non siamo medici quindi non possiamo darle consigli più di quanto ha già fato l’otorino. Le consigliamo di andare dal dottore e di fare una visita più specifica.

 

 

Le persone che piangono guardando un film sono psicologicamente più forti

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Ci sono persone che piangono facilmente guardando un film, altre che si vergognano di mostrare le loro emozioni.

Soprattutto gli uomini, perché pensano che le lacrime facciano a pezzi la propria virilità, un’assurdità sessista senza alcun fondamento.

La verità è che piangere guardando un film, non è un segno di debolezza, al contrario, indica che la persona è psicologicamente più forte.È un segno di umanità che indica un’emozione che può essere tristezza, felicità, rabbia, nostalgia e soprattutto, sintomo di empatia.
E le persone così tendono ad essere socialmente più degne.Piangiamo guardando un film, perché siamo empatici.

Quando i personaggi di un film sono ben rappresentati, siamo portati ad entrare nella loro pelle, a vedere la realtà attraverso i loro occhi.

Tutti, a vari livelli, cercano l’identificazione nel cinema.

Gli studi condotti utilizzando la neuroimaging funzionale, hanno rivelato che il nostro cervello si collega al personaggio con il quale ci identifichiamo, in quanto attiviamo le stesse aree del cervello relative a ciò che il personaggio sta facendo, le stesse aree che sta usando per eseguire le attività come camminare, saltare o battere le mani, ad esempio.

Questa funzione ci consente inoltre, di capire la nostra situazione e il nostro punto di vista, oltre a sperimentare gli stessi stati emotivi.

Quando guardiamo un film con un alto contenuto emotivo, il nostro cervello rilascia anche ossitocina, un potente neurotrasmettitore che ci aiuta a connetterci con gli altri e ci permette di essere più comprensivi, amorevoli, affidabili e disinteressati.

Uno studio svolto presso la Claremont Graduate School, lo ha chiarito molto chiaramente.
In questo esperimento, gli psicologi hanno chiesto ai partecipanti di guardare un video dell’ospedale dei bambini di St. Jude.

La metà delle persone ha visto un sequenza del video che mostrava un genitore parlare del cancro terminale del suo bambino.

L’altra metà ha visto una sequenza in cui il bambino e il padre visitavano lo zoo e non veniva fatta alcuna menzione della malattia.

Come previsto, la scena in cui il padre parlava del cancro di suo figlio, ha generato una risposta emotiva più intensa: i partecipanti hanno mostrato un aumento del 47% dei livelli di ossitocina nel sangue.

Allarme Voltaren, Moment, Buscofen e altri 24 medicinali noti. Pericolo infarto per chi li usa abitualmente. Ecco quali

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Buscofen, Voltaren, Moment, rischio infarto. Un connubio che non avremo mai voluto sentire.
La lista completa qui in basso ↓↓↓
Eppure i famosi medicinali che vengono usati, di solito, per curare qualsiasi tipo di dolore, dal mal di testa al mal di schiena aumenterebbero il rischio di infarto fino al 55% in più.
Lo studio condotto da due ricercatrici dell’università di Nottingham è stato diffuso dal noto quotidiano britannico The Guardian e ha rilevato una percentuale maggiore del rischio di infarto nei soggetti che assumono farmaci contenenti come principio attivo ibuprofene e diclofenac, rispettivamente contenuti nel Moment nel Voltaren nel Buscofen.
Ebbene, sarà forse il caso di affidarsi con un po’ più di moderazione a queste compresse “miracolose” che calmano dolori di varia natura in poco tempo.
Gli studiosi hanno messo sotto accusa tutte le famiglie di medicinali a base di ibuprofene, il principio attivo dalle proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche, contenuto appunto nel Moment, e le famiglie di farmaci, come Voltaren, che contengono il diclofenac, altro farmaco antinfiammatorio non steroideo.
La ricerca in questione, portata avanti dall’Università di Nottingham e pubblicata sul British Medical Journal, ha visto le ricercatrici Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland impegnate nell’osservazione di 9.218 pazienti che avevano già avuto un primo episodio di infarto, prendendo in considerazione vari fattori di rischio quali età, malattie cardiovascolari diagnosticate, fumo.
Nel corso dello studio è stato riscontrato che il rischio di incorrere in un attacco cardiaco era maggiore nei soggetti che avevano assunto i farmaci presi in esame nei tre mesi precedenti al loro episodio di infarto. I risultati hanno evidenziato che l’assunzione di ibuprofene aumenta del 24% il rischio di infarto, addirittura ancora maggiore, fino al 55%, per chi assume il diclofenac. Queste cifre hanno spinto le ricercatrici, che hanno sottolineato come “circa 1 persona sopra i 65 anni di età su 1000 avrà un infarto dovuto al consumo di ibuprofene (una cifra allarmante se si pensa che i consumatori abituali sono diversi milioni, circa 9 solo in Gran Bretagna)”, a portare l’attenzione sulla necessità di un’indagine approfondita sugli effetti anche gravi che questa tipologia di farmaci può avere sul cuore, mentre ricercatori dell’Università di Berna ritengono che tali risultati potrebbero essere spiegati anche da altri fattori.
Ecco la lista dei farmaci che contengono i principi attivi incriminati:

– Subitene
– Momentdoll
– Arfen
– Brufen
– Antalfort
– Spidifen
– Sinifev
– Nurofen febbre e dolore bambini
– Antalfebal bambini
– Actavis
– Ginenorm
– Cibalgina due fast
– Momentact
– Moment
– Algofen
– Antalgil
– Calmine
– Buscofen
-Vicks flu-action
– Nurofast
– Fenadol
– Dealgic
– Deflamat
– Voltfast
– Algosenac
– Ribex flu

FATE GIRARE- INFORMATE TUTTI

Acqua Sassy per sgonfiare la pancia in pochissimo tempo

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Esiste un metodo molto semplice per ridurre la pancia: si tratta della “Sassy Water”, ovvero l’Acqua Sassy.

Prende il nome dalla sua inventrice, Cynthia Sass, che l’ha ideata proprio per perdere peso. Questa ricetta trasforma l’acqua in una bevanda meravigliosa che può fare meraviglie per la tua salute.

Possiede zero calorie e può anche migliorare considerevolmente la digestione.

L’acqua Sassy è un elemento chiave in molti programmi per una pancia piatta. Oltre ad idratare il corpo, quest’acqua fornisce i fluidi (elettroliti) necessari, oltre ad equilibrare il metabolismo e lottare contro la ritenzione di liquidi.

8 bicchieri di acqua Sassy al giorno è la dosi generica, ma può variare in funzione dell’attività fisica effettuata.

Per preparare l’acqua di Sassy hai bisogno di:

  • 2 litri di acqua minerale
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 1 cetriolo tagliato a fettine
  • 1 limone tagliato a pezzetti
  • 12 foglie di menta fresca

Mescola il tutto e fai macerare per qualche ora, poi consuma.

Torta all’acqua: ottima per la dieta, senza latte, uova e burro

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Sei a dieta, ma non vuoi rinunciare a una fetta di torta? Ecco la ricetta perfetta! La famosa torta all’acqua, soffice e leggera, senza uova, burro e latte.

Ottima per chi vuole concedersi qualcosa di dolce senza peccare e semplice da preparare.

La ricetta per preparare la torta all’acqua

Ingredienti:

  • 250 ml di acqua
  • 250 gr di farina 00
  • 40 ml di olio di semi di mais
  • 150 gr di zucchero a velo
  • buccia e succo di un limone
  • 1 bustina di lievito

Procedimento:

1. Versate in una ciotola la farina, il lievito e lo zucchero a velo, unite la buccia grattugiata del limone e girate.

2. In un pentolino scaldate leggermente l’acqua, spegnete il fuoco e aggiungete l’olio di semi, mescolate e versate questo composto nella ciotola.

3. Emulsionate con una frusta a mano oppure elettrica, dovete ottenere un composto abbastanza liquido ma senza grumi.

4. Adesso unite il succo di mezzo limone e date un’ultima mescolata.

5. Versate l’impasto in una teglia di 22 cm foderata con carta forno e livellatela con l’aiuto di una spatola.

6. Fate cuocere la torta all’acqua per 40 minuti a 160°.

7. Una volta sfornata lasciatela intiepidire e se volete spolverizzatela con altro zucchero a velo.

8. Potete servire questa leggerissima torta con una marmellata del gusto che preferite.

9. Provatela e non ve ne pentirete, con pochi ingredienti e semplici passaggi otterrete un dolce squisito.

MAGNESIO: il minerale che aiuta a curare quasi tutto, ma in pochi lo sanno.

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E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano.

Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona.

E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario.

Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.

Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.

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Pierre Delbet

Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi.

Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.

La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva.

All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.

In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.

Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.

Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.

La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.

Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.

Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia.

Malgrado tutto ciò, il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato.

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La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata.

Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.

Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985)

E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito.

Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”.

Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo.

Come integrare il Magnesio? Presto detto: il magnesio si trova nei cereali integrali, nella soia, nei fagioli, nei i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), nei frutti di mare, nella cioccolata e nel cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impiego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.

Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale.

Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa.

Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio. La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Per quanto mi riguarda, uso il Magnesio Supremo, scelto dopo aver letto il libretto accompagnatorio. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie, o ordinarlo online. Francamente dove lo acquistiate non ha importanza. Posso solo dirvi che mi ha aiutata, tanto. Così ho pensato fosse giusto e doveroso, da parte mia, mettervi a parte del mio “piccolo segreto”.

 

Dieta libera e passi dalla taglia 46 alla 42 in 2 settimane

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Con la dieta libera si bruciano i grassi in eccesso, si attiva il metabolismo e in pochi giorni migliorerete la vostra salute con questa alimentazione sana.
Ecco il menu’ della dieta libera:

Lunedì
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 4 biscotti integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata mista, frittata con erbette cotta senza olio o burro,1 fetta di pane kamut
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: 80 grammi di pasta integrale condita con zucchine cotte al vapore, 30 grammi di ceci o fagioli bolliti e conditi con 1 cucchiaino di olio e aceto di mele

Martedì
Colazione: 150 ml di latte vegetale o latte parzialmente scremato con 3 cucchiai di cereali integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 100 grammi di bresaola, insalata mista e 1 fetta di pane ai 5 cereali
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Verdure a scelta cotte sulla griglia e 60 grammi di riso con gli asparagi

Mercoledì
Colazione: 1 yogurt magro con 1 cucchiaio di cereali integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata di pollo e 1 fetta di pane
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: cous cous con gamberi e zucchine

Giovedì
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 3 fette biscottate normali o integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 1 mozzarella, 125 grammi di pomodorini, 1 fetta di pane di segale
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Insalata mista, 1 fetta di salmone cotta al vapore, 1 fetta di pane

Venerdì
Colazione: 150 ml di latte vegetale o latte parzialmente scremato con 4 biscotti integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata di fagiolini e patate
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Verdure a scelta cotte al vapore e 1 fetta di arista di maiale condita con spezie

Sabato
Colazione: 1 yogurt magro con 3 fette biscottate integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 60 grammi di riso con zucchine e 80 grammi di bresaola
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: 1 sogliola cotta al vapore, 1 patata piccola cotta al vapore e insalata mista

Domenica
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 3 fette biscottate normali o integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 60 grammi di riso venere con gamberi e scorza di limone
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Insalata mista, feta greca e un paio di crostini di pane abbrustoliti
Potete sostituire il pranzo con la cena,evitate tutti i cibi spazzatura,evitate tutte le bevande gassate e zuccherate, seguite questa dieta libera per 2 settimane per ottenere i giusti risultati.

Il Braccialetto Rosso Con 7 Nodi: L’amuleto Più Potente Che Porterà Positività Nella Vostra Vita

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Vi sarà certamente capitato di vedere che molte persone portano un braccialetto rosso sul polso sinistro.
Tanti pensano che sia un dettaglio di moda, altri credono che sia un amuleto di protezione contro le energie negative ed è proprio così.

Il braccialetto può essere portato anche sul polso destro?

No. Deve essere portato solo sul polso sinistro (è il lato ricevente del corpo e dell’anima), attraverso di esso si realizza una connessione vitale con le energie protettive.

Origine del braccialetto rosso

L’origine del filo rosso è antichissima e sono diverse le fonti che raccontano la sua storia.

Nella cabala è un’antica tradizione quella di avvolgere un filo rosso intorno al polso sinistro e lo scopo è sempre stato quello di assorbire le energie negative.

Un filo rosso venne avvolto 7 volte attorno alla tomba di Rachele, la moglie di Giacobbe, che diede alla luce dopo molti anni e tentativi, due figli: Giuseppe e Beniamino.

Alla nascita di Beniamino ella morì e fu sepolta in terra di Israele, sulla strada tra Gerusalemme e Betlemme.

Quindi il filo rosso venne avvolto intorno al sua tomba ed acquisì poteri mistici. Successivamente venne tagliato in molti pezzi da legare al polso sinistro.

I cabalisti ritengono che cercando la Luce dei santi come Rachele, si possa utilizzare il loro influsso come aiuto. Portando un filo rosso intorno al polso sinistro, ci si può connettere con le energie protettive che aleggiano attorno alla tomba di Rachele.

In molte altre tradizioni il filo rosso protegge dai riti nefasti, attira prosperità, energia positiva e felicità.

Se siete persone sensibili e spirituali, saprete già che questo tipo di amuleto sradica la negatività e funge da promemoria per non giudicare e non inviare energia negativa agli altri.

Perché 7 nodi?

Il braccialetto è legato a una sequenza di sette nodi, ognuno dei quali simboleggia una dimensione spirituale che si infonde nella nostra realtà.

Ecco come fare per annodare in modo corretto il filo rosso intorno al polso sinistro ed ottenerne i benefici:

Il filo dovrà essere di pura lana ed acquistato esclusivamente per questo scopo.

Chiedete ad una persona a voi molto cara e vicina di annodarvi il filo rosso.

Il braccialetto dovrà portare 7 nodi e per ognuno di essi, la persona dovrà pensare a cosa desidera attirare nella vostra vita.

Annodarlo con fiducia e positività, in modo che la positività arrivi finalmente nella vita di chi possiede il braccialetto rosso.

Cosa accade quando il braccialetto si spezza

Il braccialetto si spezzerà quando avrà attratto sufficiente energia negativa.
Interpretate positivamente questo segnale!

Cosa ne pensate? Conoscevate la storia di questo amuleto?
Condividetela con i vostri amici, lo apprezzeranno!