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Le persone che piangono guardando un film sono psicologicamente più forti

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Ci sono persone che piangono facilmente guardando un film, altre che si vergognano di mostrare le loro emozioni.

Soprattutto gli uomini, perché pensano che le lacrime facciano a pezzi la propria virilità, un’assurdità sessista senza alcun fondamento.

La verità è che piangere guardando un film, non è un segno di debolezza, al contrario, indica che la persona è psicologicamente più forte.È un segno di umanità che indica un’emozione che può essere tristezza, felicità, rabbia, nostalgia e soprattutto, sintomo di empatia.
E le persone così tendono ad essere socialmente più degne.Piangiamo guardando un film, perché siamo empatici.

Quando i personaggi di un film sono ben rappresentati, siamo portati ad entrare nella loro pelle, a vedere la realtà attraverso i loro occhi.

Tutti, a vari livelli, cercano l’identificazione nel cinema.

Gli studi condotti utilizzando la neuroimaging funzionale, hanno rivelato che il nostro cervello si collega al personaggio con il quale ci identifichiamo, in quanto attiviamo le stesse aree del cervello relative a ciò che il personaggio sta facendo, le stesse aree che sta usando per eseguire le attività come camminare, saltare o battere le mani, ad esempio.

Questa funzione ci consente inoltre, di capire la nostra situazione e il nostro punto di vista, oltre a sperimentare gli stessi stati emotivi.

Quando guardiamo un film con un alto contenuto emotivo, il nostro cervello rilascia anche ossitocina, un potente neurotrasmettitore che ci aiuta a connetterci con gli altri e ci permette di essere più comprensivi, amorevoli, affidabili e disinteressati.

Uno studio svolto presso la Claremont Graduate School, lo ha chiarito molto chiaramente.
In questo esperimento, gli psicologi hanno chiesto ai partecipanti di guardare un video dell’ospedale dei bambini di St. Jude.

La metà delle persone ha visto un sequenza del video che mostrava un genitore parlare del cancro terminale del suo bambino.

L’altra metà ha visto una sequenza in cui il bambino e il padre visitavano lo zoo e non veniva fatta alcuna menzione della malattia.

Come previsto, la scena in cui il padre parlava del cancro di suo figlio, ha generato una risposta emotiva più intensa: i partecipanti hanno mostrato un aumento del 47% dei livelli di ossitocina nel sangue.

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Allarme Voltaren, Moment, Buscofen e altri 24 medicinali noti. Pericolo infarto per chi li usa abitualmente. Ecco quali

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Buscofen, Voltaren, Moment, rischio infarto. Un connubio che non avremo mai voluto sentire.
La lista completa qui in basso ↓↓↓
Eppure i famosi medicinali che vengono usati, di solito, per curare qualsiasi tipo di dolore, dal mal di testa al mal di schiena aumenterebbero il rischio di infarto fino al 55% in più.
Lo studio condotto da due ricercatrici dell’università di Nottingham è stato diffuso dal noto quotidiano britannico The Guardian e ha rilevato una percentuale maggiore del rischio di infarto nei soggetti che assumono farmaci contenenti come principio attivo ibuprofene e diclofenac, rispettivamente contenuti nel Moment nel Voltaren nel Buscofen.
Ebbene, sarà forse il caso di affidarsi con un po’ più di moderazione a queste compresse “miracolose” che calmano dolori di varia natura in poco tempo.
Gli studiosi hanno messo sotto accusa tutte le famiglie di medicinali a base di ibuprofene, il principio attivo dalle proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche, contenuto appunto nel Moment, e le famiglie di farmaci, come Voltaren, che contengono il diclofenac, altro farmaco antinfiammatorio non steroideo.
La ricerca in questione, portata avanti dall’Università di Nottingham e pubblicata sul British Medical Journal, ha visto le ricercatrici Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland impegnate nell’osservazione di 9.218 pazienti che avevano già avuto un primo episodio di infarto, prendendo in considerazione vari fattori di rischio quali età, malattie cardiovascolari diagnosticate, fumo.
Nel corso dello studio è stato riscontrato che il rischio di incorrere in un attacco cardiaco era maggiore nei soggetti che avevano assunto i farmaci presi in esame nei tre mesi precedenti al loro episodio di infarto. I risultati hanno evidenziato che l’assunzione di ibuprofene aumenta del 24% il rischio di infarto, addirittura ancora maggiore, fino al 55%, per chi assume il diclofenac. Queste cifre hanno spinto le ricercatrici, che hanno sottolineato come “circa 1 persona sopra i 65 anni di età su 1000 avrà un infarto dovuto al consumo di ibuprofene (una cifra allarmante se si pensa che i consumatori abituali sono diversi milioni, circa 9 solo in Gran Bretagna)”, a portare l’attenzione sulla necessità di un’indagine approfondita sugli effetti anche gravi che questa tipologia di farmaci può avere sul cuore, mentre ricercatori dell’Università di Berna ritengono che tali risultati potrebbero essere spiegati anche da altri fattori.
Ecco la lista dei farmaci che contengono i principi attivi incriminati:

– Subitene
– Momentdoll
– Arfen
– Brufen
– Antalfort
– Spidifen
– Sinifev
– Nurofen febbre e dolore bambini
– Antalfebal bambini
– Actavis
– Ginenorm
– Cibalgina due fast
– Momentact
– Moment
– Algofen
– Antalgil
– Calmine
– Buscofen
-Vicks flu-action
– Nurofast
– Fenadol
– Dealgic
– Deflamat
– Voltfast
– Algosenac
– Ribex flu

FATE GIRARE- INFORMATE TUTTI

Acqua Sassy per sgonfiare la pancia in pochissimo tempo

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Esiste un metodo molto semplice per ridurre la pancia: si tratta della “Sassy Water”, ovvero l’Acqua Sassy.

Prende il nome dalla sua inventrice, Cynthia Sass, che l’ha ideata proprio per perdere peso. Questa ricetta trasforma l’acqua in una bevanda meravigliosa che può fare meraviglie per la tua salute.

Possiede zero calorie e può anche migliorare considerevolmente la digestione.

L’acqua Sassy è un elemento chiave in molti programmi per una pancia piatta. Oltre ad idratare il corpo, quest’acqua fornisce i fluidi (elettroliti) necessari, oltre ad equilibrare il metabolismo e lottare contro la ritenzione di liquidi.

8 bicchieri di acqua Sassy al giorno è la dosi generica, ma può variare in funzione dell’attività fisica effettuata.

Per preparare l’acqua di Sassy hai bisogno di:

  • 2 litri di acqua minerale
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 1 cetriolo tagliato a fettine
  • 1 limone tagliato a pezzetti
  • 12 foglie di menta fresca

Mescola il tutto e fai macerare per qualche ora, poi consuma.

Torta all’acqua: ottima per la dieta, senza latte, uova e burro

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Sei a dieta, ma non vuoi rinunciare a una fetta di torta? Ecco la ricetta perfetta! La famosa torta all’acqua, soffice e leggera, senza uova, burro e latte.

Ottima per chi vuole concedersi qualcosa di dolce senza peccare e semplice da preparare.

La ricetta per preparare la torta all’acqua

Ingredienti:

  • 250 ml di acqua
  • 250 gr di farina 00
  • 40 ml di olio di semi di mais
  • 150 gr di zucchero a velo
  • buccia e succo di un limone
  • 1 bustina di lievito

Procedimento:

1. Versate in una ciotola la farina, il lievito e lo zucchero a velo, unite la buccia grattugiata del limone e girate.

2. In un pentolino scaldate leggermente l’acqua, spegnete il fuoco e aggiungete l’olio di semi, mescolate e versate questo composto nella ciotola.

3. Emulsionate con una frusta a mano oppure elettrica, dovete ottenere un composto abbastanza liquido ma senza grumi.

4. Adesso unite il succo di mezzo limone e date un’ultima mescolata.

5. Versate l’impasto in una teglia di 22 cm foderata con carta forno e livellatela con l’aiuto di una spatola.

6. Fate cuocere la torta all’acqua per 40 minuti a 160°.

7. Una volta sfornata lasciatela intiepidire e se volete spolverizzatela con altro zucchero a velo.

8. Potete servire questa leggerissima torta con una marmellata del gusto che preferite.

9. Provatela e non ve ne pentirete, con pochi ingredienti e semplici passaggi otterrete un dolce squisito.

MAGNESIO: il minerale che aiuta a curare quasi tutto, ma in pochi lo sanno.

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E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano.

Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona.

E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario.

Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.

Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.

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Pierre Delbet

Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi.

Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.

La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva.

All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.

In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.

Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.

Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.

La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.

Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.

Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia.

Malgrado tutto ciò, il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato.

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La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata.

Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.

Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985)

E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito.

Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”.

Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo.

Come integrare il Magnesio? Presto detto: il magnesio si trova nei cereali integrali, nella soia, nei fagioli, nei i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), nei frutti di mare, nella cioccolata e nel cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impiego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.

Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale.

Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa.

Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio. La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Per quanto mi riguarda, uso il Magnesio Supremo, scelto dopo aver letto il libretto accompagnatorio. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie, o ordinarlo online. Francamente dove lo acquistiate non ha importanza. Posso solo dirvi che mi ha aiutata, tanto. Così ho pensato fosse giusto e doveroso, da parte mia, mettervi a parte del mio “piccolo segreto”.

 

Dieta libera e passi dalla taglia 46 alla 42 in 2 settimane

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Con la dieta libera si bruciano i grassi in eccesso, si attiva il metabolismo e in pochi giorni migliorerete la vostra salute con questa alimentazione sana.
Ecco il menu’ della dieta libera:

Lunedì
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 4 biscotti integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata mista, frittata con erbette cotta senza olio o burro,1 fetta di pane kamut
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: 80 grammi di pasta integrale condita con zucchine cotte al vapore, 30 grammi di ceci o fagioli bolliti e conditi con 1 cucchiaino di olio e aceto di mele

Martedì
Colazione: 150 ml di latte vegetale o latte parzialmente scremato con 3 cucchiai di cereali integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 100 grammi di bresaola, insalata mista e 1 fetta di pane ai 5 cereali
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Verdure a scelta cotte sulla griglia e 60 grammi di riso con gli asparagi

Mercoledì
Colazione: 1 yogurt magro con 1 cucchiaio di cereali integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata di pollo e 1 fetta di pane
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: cous cous con gamberi e zucchine

Giovedì
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 3 fette biscottate normali o integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 1 mozzarella, 125 grammi di pomodorini, 1 fetta di pane di segale
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Insalata mista, 1 fetta di salmone cotta al vapore, 1 fetta di pane

Venerdì
Colazione: 150 ml di latte vegetale o latte parzialmente scremato con 4 biscotti integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: Insalata di fagiolini e patate
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Verdure a scelta cotte al vapore e 1 fetta di arista di maiale condita con spezie

Sabato
Colazione: 1 yogurt magro con 3 fette biscottate integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 60 grammi di riso con zucchine e 80 grammi di bresaola
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: 1 sogliola cotta al vapore, 1 patata piccola cotta al vapore e insalata mista

Domenica
Colazione: 1 tazza di tè o 1 tazzina di caffè con 3 fette biscottate normali o integrali
Spuntino: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Pranzo: 60 grammi di riso venere con gamberi e scorza di limone
Merenda: 1 frutto o 1 noce o 1 mandorla
Cena: Insalata mista, feta greca e un paio di crostini di pane abbrustoliti
Potete sostituire il pranzo con la cena,evitate tutti i cibi spazzatura,evitate tutte le bevande gassate e zuccherate, seguite questa dieta libera per 2 settimane per ottenere i giusti risultati.

Il Braccialetto Rosso Con 7 Nodi: L’amuleto Più Potente Che Porterà Positività Nella Vostra Vita

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Vi sarà certamente capitato di vedere che molte persone portano un braccialetto rosso sul polso sinistro.
Tanti pensano che sia un dettaglio di moda, altri credono che sia un amuleto di protezione contro le energie negative ed è proprio così.

Il braccialetto può essere portato anche sul polso destro?

No. Deve essere portato solo sul polso sinistro (è il lato ricevente del corpo e dell’anima), attraverso di esso si realizza una connessione vitale con le energie protettive.

Origine del braccialetto rosso

L’origine del filo rosso è antichissima e sono diverse le fonti che raccontano la sua storia.

Nella cabala è un’antica tradizione quella di avvolgere un filo rosso intorno al polso sinistro e lo scopo è sempre stato quello di assorbire le energie negative.

Un filo rosso venne avvolto 7 volte attorno alla tomba di Rachele, la moglie di Giacobbe, che diede alla luce dopo molti anni e tentativi, due figli: Giuseppe e Beniamino.

Alla nascita di Beniamino ella morì e fu sepolta in terra di Israele, sulla strada tra Gerusalemme e Betlemme.

Quindi il filo rosso venne avvolto intorno al sua tomba ed acquisì poteri mistici. Successivamente venne tagliato in molti pezzi da legare al polso sinistro.

I cabalisti ritengono che cercando la Luce dei santi come Rachele, si possa utilizzare il loro influsso come aiuto. Portando un filo rosso intorno al polso sinistro, ci si può connettere con le energie protettive che aleggiano attorno alla tomba di Rachele.

In molte altre tradizioni il filo rosso protegge dai riti nefasti, attira prosperità, energia positiva e felicità.

Se siete persone sensibili e spirituali, saprete già che questo tipo di amuleto sradica la negatività e funge da promemoria per non giudicare e non inviare energia negativa agli altri.

Perché 7 nodi?

Il braccialetto è legato a una sequenza di sette nodi, ognuno dei quali simboleggia una dimensione spirituale che si infonde nella nostra realtà.

Ecco come fare per annodare in modo corretto il filo rosso intorno al polso sinistro ed ottenerne i benefici:

Il filo dovrà essere di pura lana ed acquistato esclusivamente per questo scopo.

Chiedete ad una persona a voi molto cara e vicina di annodarvi il filo rosso.

Il braccialetto dovrà portare 7 nodi e per ognuno di essi, la persona dovrà pensare a cosa desidera attirare nella vostra vita.

Annodarlo con fiducia e positività, in modo che la positività arrivi finalmente nella vita di chi possiede il braccialetto rosso.

Cosa accade quando il braccialetto si spezza

Il braccialetto si spezzerà quando avrà attratto sufficiente energia negativa.
Interpretate positivamente questo segnale!

Cosa ne pensate? Conoscevate la storia di questo amuleto?
Condividetela con i vostri amici, lo apprezzeranno!

Le Persone Che Amano Stare Da Sole, Hanno Questi 6 Tratti Speciali Della Personalità

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Per quanto riguarda la nostra personalità e il modo in cui ci rapportiamo agli altri, siamo spesso inseriti in una delle due categorie:

Introversi o Estroversi

È possibile essere un po’ entrambe le cose?
Vi siete mai chiesti quali sono le qualità specifiche di ciascuna e cosa indicano?

In questo articolo riveliamo cosa significa essere una di quelle persone affascinanti, ma che amano stare da sole senza avvertire solitudine, ansia e depressione.

Le persone che amano stare da sole, spesso devono spiegare agli altri questo loro modo di essere.
Come se andassero contro l’aspettativa sociale di ciò che è normale e di ciò che non lo è .

Ecco alcune delle qualità di queste persone a nostro avviso, straordinarie:

1- Sono estremamente leali

Solitamente non hanno molto amici e non le vedrete fuori tutte le sere magari in fila per l’apertura dell’ennesimo locale alla moda.

Apprezzano le persone affidabili e di spessore ed è con loro che si sentono a proprio agio e amano condividere i loro spazi e i dettagli della loro vita.
Se avete un amico con queste caratteristiche, potete essere certi che sarà leale e vi darà anima e corpo in caso di bisogno.

2- Sorpresa! Sono aperte a nuove idee

Solo perché amano trascorrere del tempo da sole, non significa che escludano di fare cose nuove ed eccitanti. Magari passano un po’ di tempo in tranquillità prima di di tuffarsi in un’attività altamente sociale.

3- Hanno una mente di grande spessore

Trascorrendo del tempo da sole, hanno la possibilità di contemplare situazioni, problemi… in ogni dettaglio e arrivare presto ad una soluzione.

Hanno un’ottima conoscenza di se stesse, sanno chi sono e cosa vogliono.
Quando si sentono particolarmente stressate, si ritirano in solitudine a meditare piuttosto che riempirsi la giornata di distrazioni.

4- Affrontano anche i pensieri più scomodi

Sono tante le persone che preferiscono non ritrovarsi sole con i loro pensieri. Le persone che amano trascorrere del tempo in solitudine, in particolare nella quiete, mostrano una coscienza pulita e non lottano contro i loro pensieri interiori.
Riescono quindi ad affrontare ogni crisi e ogni tempesta.

5- Comprendono il valore del tempo. Il loro e il vostro

La parola tempo è forse una delle più utilizzate.
Le persone che trascorrono del tempo da sole capiscono e apprezzano il suo valore.

Desiderano sfruttarlo nel modo migliore e sono grate di quello che gli altri dedicano loro, proprio perché ne comprendono il valore.
Non vogliono che vada sprecato il loro, ma nemmeno il vostro.

6- Stabiliscono limiti e confini

Il tempo che trascorrono da sole, permette loro di stabilire motivazioni e priorità. Stabiliscono dei limiti ragionevoli e si muovono entro confini forti e salutari rispetto al mondo esterno.

La vostra idea sulle persone che amano stare da sole è cambiata? Pensate ancora che siano semplicemente introverse?

Lasciateci le vostre opinioni e condividete per conoscere quelle dei vostri amici!

Arriva la pianta che uccide il desiderio di fumare: bastano pochi secondi e ci libera dalle sigarette. Ecco come

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Arriva la pianta che uccide il desiderio di fumare: bastano pochi secondi e vi libera dalle sigarette.

Arriva la pianta che uccide il desiderio di fumare: bastano pochi secondi e ci libera dalle sigarette.

Ecco come – Il potere della Stevia è incredibile: uno studio condotto in Germania ha dimostrato che questa pianta può aiutare le persone a smettere di fumare e ad evitare l’alcool. Stevia è una pianta proveniente dalla famiglia dei crisantemi e si origina nel Paraguay.

Questa pianta è stata utilizzata molto tempo come dolcificante, ma essa è in grado di bloccare i segnali che arrivano dal cervello per fumare le sigarette.

Se si vuole smettere di fumare, si dovrebbe iniziare a consumare un paio di gocce di Stevia ogni giorno: l’utilizzo è molto semplice, non appena si sente il desiderio della nicotina, basta applicare due gocce sulla lingua e la voglia sparirà in pochi secondi.

In polvere o in gocce, il trattamento di questa pianta è davvero miracoloso e si può trovare in erboristeria o nei supermercati.

Cosa aspettate quindi? Il consumo di questa pianta vi aiuta a smettere di fumare ed è in grado, inoltre, di combattere alcune malattie della pelle come l’acne e a diminuire la voglia di cibo. Diffondete questo editoriale ad amici e parenti: la soluzione anti nicotina è finalmente arrivata!

Un digiuno di 24 ore può drasticamente migliorare la tua salute

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Un’eccellente pratica di salute e longevità è il digiuno intermittente, un calendario alimentare in cui mangi regolarmente alcuni giorni e fai una pausa dal cibo in altri o per diverse ore della giornata.

Uno degli errori dello stile di vita occidentale moderno è mangiare troppo spesso, cosa che rende il tuo corpo pigro nella riparazione e nell’attività di rinnovamento.

Il digiuno intermittente imita in modo molto efficace le abitudini alimentari dei nostri avi, che non avevano accesso a supermercati e alimentari o al cibo in ogni momento.

Alternavano periodi di cibo a sazietà a periodi di digiuno e le ricerche moderne mostrano che questi cicli sono molto benefici: migliorano la salute cardiovascolare e le funzioni metaboliche e riducono i rischi di cancro.

Il digiuno intermittente rinnova il sangue e il sistema immunitario

Uno studio pubblicato su Cell Stem Cell ha scoperto che il digiuno intermittente rinforza il sistema immunitario, che si sbarazza dei globuli bianchi danneggiati e li sostituisce con nuovi, facendo sì che le cellule staminali passino da uno stato di “assopimento e stasi” a uno stato di rinnovo.

Il digiuno è essenziale per dare al tuo corpo una scossa, per resettare il tuo corpo.

I ricercatori dell’Università della California del Sud hanno scoperto che durante un periodo di digiuno prolungato i globuli bianchi diminuiscono, ma quando riprendi a mangiare il numero aumenta.

Indagando più a fondo questo fenomeno, i ricercatori hanno scoperto che il corpo stava eliminando le cellule immunitarie vecchie e danneggiate sostituendole con nuove cellule.

Il ciclo del digiuno favorisce un rigeneramento attraverso un gene chiave che controlla l’enzima PKA. Durante il digiuno il PKA è ridotto, cosa che avvia il processo di rigenerazione che mette in moto le cellule staminali.

Gli scienziati ritengono che queste scoperte abbiano implicazioni sull’invecchiamento in salute e stanno cercando di capire se questi benefici interessano anche differenti sistemi e organi, al di là del sistema immunitario .

Il digiuno intermittente fa bene al tuo cuore, al tuo cervello e al girovita

Il digiuno ha una storia molto lunga, è stato usato in diverse pratiche spirituali per millenni.

Oggi anche le scienze moderne ci dicono che il digiuno può dare un gran numero di benefici, inclusi i seguenti:

  • Normalizza l’insulina e la sensibilità alla leptina e potenzia l’efficacia e l’energia dei mitocondri

Uno dei principali meccanismi che rendono il digiuno intermittente così benefico per la salute è collegato all’impatto su sensibilità a insulina e leptina.

Lo zucchero è una preziosa fonte di energia per il tuo corpo, ma se è consumato continuamente e in quantità eccessive causa resistenza a insulina/ leptina.

La resistenza all’insulina/leptina è una delle principali cause di malattie croniche come malattie cardiache, diabete di tipo 2 e cancro.

Il digiuno intermittente aiuta a far sì che il tuo corpo non usi gli zuccheri come prima fonte di energia, ma i grassi.
 Diverse evidenze confermano che quando il tuo corpo si adatta a bruciare i grassi invece degli zuccheri, i rischi di malattia diminuiscono sensibilmente.

Il digiuno intermittente normalizza anche i livelli di grelina, conosciuto come “l’ormone della fame”. Un altro vantaggio del digiuno intermittente è che aiuta a ridurre il desiderio smodato di zuccheri.

  • Promuove la produzione dell’ormone della crescita (HGH)

La ricerca ha evidenziato che digiunare può aumentare i livelli di HGH del 1.300% nelle donne e del 2.000 negli uomini. L’HGH gioca un ruolo molto importante nella salute, nell’attività fisica e rallenta il processo di invecchiamento.

E’ anche un ormone bruciagrassi, cosa che spiega perchè digiunare conduce alla perdita di peso.

  • Abbassa i livelli di trigliceridi e migliora i biomarcatori di altre malattie
  • Riduce lo stress ossidativo

Il digiuno diminuisce l’accumulo di radicali ossidativi nelle cellule, quindi riduce il danno ossidativo di proteine cellulari, lipidi e acidi nucleici, associati a invecchiamento e malattie.

  • Protegge il cervello

Il digiuno stimola la produzione di una proteina chiamata brain-derived neurotrophic factor (BDNF), che stimola il rilascio di nuove cellule cerebrali e numerosi altri composti che ti proteggono da Parkison e Alzheimer.

La ricerca suggerisce che il digiuno a giorni alterni (riducendo i tuoi pasti nel giorno di digiuno a 600 calorie) può potenziare il BDNF dal 50 to 400 %, a seconda della regione del cervello.

Ricerche condotte sugli animali mostrano che il digiuno ha un impatto benefico sulla longevità per diversi meccanismi che innesca, inclusi il miglioramento della sensibilità all’insulina.

Il digiuno intermittente è uno dei più efficaci modi per liberarsi dei grassi in eccesso.

Quando il tuo corpo non ha bisogno di zuccheri come prima fonte di energia, sperimenti un senso di fame minore rispetto a quando le tue riserve di zucchero si svuotano velocemente.

Digiuno intermittente e perdita di massa magra

Un effetto collaterale del digiuno intermittente potrebbe essere la perdita di massa magra.

Tuttavia il Dr. Krista Varaday, professore assistente presso il Kinesiology and Nutrition alla University of Illinois, ha condotto diversi studi sul digiuno intermittente e ha scoperto che il 90% del peso che le persone perdono è grasso del corpo, con solo il 10% di massa magra.

Fare movimento e consumare una giusta quantità di proteine di alta qualità aiuta a ridurre la perdita di massa muscolare.

Il piano di digiuno intermittente 5:2 del Dr. Michael Mosley

Il termine “digiuno intermittente” copre una vasta quantità di piani alimentari.

Come regola generale, riguarda il tagliare calorie completamente o in parte, un paio di giorni a settimana, ogni tot giorni o anche ogni giorno.

Il Dr. Michael Mosley è così convinto dei benefici del digiuno intermittente che ha scritto un libro: The Fast Diet: Lose Weight, Stay Healthy, and Live Longer with the Simple Secret of Intermittent Fasting .

Il piano di digiuno da lui proposto è mangiare normalmente per 5 giorni a settimana e poi digiunare per due giorni, il piano di digiuno intermittente 5:2.

Durante i giorni di digiuno raccomanda di ridurre a 1/4 l’abituale apporto calorico o di 600 calorie per gli uomini e 500 calorie per le donne, oltre a bere acqua e tè.

Non importa molto quali giorni scegli per digiunare. Il lunedì è una buona giornata per iniziare, soprattutto se hai avuto un weekend molto calorico.

Nella giornata di digiuno puoi scegliere di distribuire le 500/600 calorie nell’arco della giornata o digiunare tutto il giorno e fare un unico pasto la sera. Trova la routine che va bene per te.

Il Dr. Mosley dà 3 regole d’oro per una buona riuscita:

  1. Cerca di essere sensibile nei giorni di non digiuno. Mangia normalmente, concediti dei buoni pasti, ma non esagerare.
  2. Fai attenzione a cosa bevi. Succhi, latte, alcool e frullati di solito contengono molte calorie e zuccheri ma non soddisfano l’appetito.
  3. Prova ad aggiungere un altro giorno di digiuno. Prova il piano 4:3 (quattro giorni di alimentazione normale e 3 giorni di riduzione delle calorie). Oppure prova il digiuno a giorni alterni, che farà davvero schizzare la tua perdita di peso nel giro di pochi mesi, soprattutto se fai esercizio.

Come fare il digiuno al meglio. Le mie personali 6 avvertenze

  • Il digiuno non è adatto a tutti perché, liberando molte tossine, all’inizio può dare disagio.

Per alcune persone sarebbe meglio iniziare a ripulire un po’ l’alimentazione prima di pensare di fare un digiuno drastico, perché questo alleggerirebbe di più e non farebbe arrivare di colpo a un digiuno che mette in circolo troppe tossine, più di quante ne riuscirebbero a sopportare.

  • Il digiuno intermittente non è per tutti perché può acutizzare la tendenza all’aria e alla secchezza.

Se hai gonfiore (che può essere anche solo gonfiore addominale), articolazioni doloranti, magrezza esagerata, memoria che comincia già a scarseggiare, il digiuno potrebbe essere controproducente.

Potrebbe dare agitazione, nervosismo, una sensazione di prostrazione, di fatica esagerata, un gonfiore anche maggiore di quello che si aveva…

  • Per fare un digiuno l’intestino deve essere molto efficiente.

Se sei costipato, è meglio che tu sblocchi l’intestino completamente prima di dedicarti a una pratica di digiuno, in modo da favorire comunque una corretta eliminazione di scarti e tossine.

  • Il digiuno deve essere graduale, soprattutto se non l’hai mai fatto.

Puoi avvicinarti alla pratica del digiuno iniziando a saltare un pasto e facendo un piccolo digiuno di un giorno per provare e vedere come va.

  • Nel giorno di digiuno è necessario un costante apporto di liquidi.

Non fare digiuni senza acqua, l’acqua è fondamentale!

Ci vogliono liquidi ed è necessario che questi liquidi siano caldi. E poi, a seconda della tua costituzione, puoi introdurre dei centrifugati o prendere dei brodi di verdura molto speziati.

  • Il digiuno non deve essere la scusa per ingozzarsi negli altri giorni.

Fai attenzione che il desiderio di fare il digiuno non nasconda un’incapacità di stabilire delle buone abitudini costanti. Non deve essere la punizione per aver strafatto negli altri giorni.

Vadevecum per il digiuno

  1. Fai il digiuno in un momento in cui puoi riposare senza stress
  2. Bevi sempre molto durante il giorno di digiuno, meglio se acqua calda
  3. Continua a fare l’oil pulling e magari prendi mezzo cucchiaino di erba di grano al mattino
  4. Attenzione a svuotare sempre l’intestino e, se occorre, aiutati con le erbe
  5. Bevi centrifugati crudi (se hai sintomi di calore) o zuppe calde con alghe (se hai costituzione fredda)
  6. Puoi introdurre un paio di cucchiai al dì di olio di cocco, per nutrire senza appesantire
  7. Puoi fare un giorno di digiuno alla settimana, ma la cosa più preziosa e potente è introdurre un piccolo digiuno quotidiano. Per taluni va bene al mattino e per altri la sera. Scopri qual è il digiuno che fa per te…
  8. Evita la spirale non virtuosa di “mi intossico/tanto poi digiuno” perché non è sano
  9. Il digiuno mobilita molte tossine, quindi potrebbe anche darti mal di testa e altri sintomi di depurazione forte (alitosi, sfoghi sulla pelle ecc.)
  10. Sicuramente è un fattore di lunga vita, se fatto con saggezza

Chi dovrebbe fare attenzione a fare il digiuno. O non dovrebbe farlo affatto?

Ci sono alcune categorie particolari che dovrebbero evitare il digiuno.

Se appartieni a una di queste 5 categorie, concentrati sul migliorare la tua alimentazione, prima di pensare al digiuno:

  • Ipoglicemia
  • Diabete
  • Stress cronico
  • Squilibrio del cortisolo
  • Gravidanza e allattamento