Mi piace la gente “inopportuna”, quella che arriva quando non te lo aspetti

Uno dei legami di amicizia più celebri nel mondo della letteratura è quello tra Henry James e Robert Louis Stevenson. Questi due grandi autori del XIX secolo, nonostante la loro vita e il loro stile fossero molto diversi, hanno sempre avuto un’ammirazione reciproca eccezionale, quasi magica.

Tutto ebbe inizio nel 1884, quando Henry James pubblicò un articolo sul Longman’s Magazine elogiando un romanzo di Stevenson pubblicato da soli tre mesi, “L’isola del tesoro”. Qualche giorno dopo, lo stesso Stevenson rispose con un altro articolo, dando così il via ad una relazione epistolare in cui hanno potuto dialogare in modo fantastico della vita, della letteratura, dell’arte e della filosofia.

Stevenson spendeva sempre belle parole per quell’amicizia. Secondo lui, arrivò al momento perfetto, quando ce n’era più bisogno. In quegli anni, la sua salute non era buona e il suo umore era perennemente sotto i tacchi a causa delle settimane passate a letto con la febbre. Il suo unico rifugio erano le lettere che Henry James gli scriveva.

Sfortunatamente, il padre di Long John Silver, chiamato dagli aborigeni delle isole del Pacifico “il narratore”, lasciò presto questo mondo dopo un’emorragia cerebrale.

Quella perdita segnò Henry James per sempre. Fu un’amicizia segnata dall’ammirazione e dall’unione di due menti appassionate di letteratura, d’arte e della vita, passione che fu un autentico stimolo per due anime che entrarono in armonia praticamente subito, nonostante i differenti stili di scrittura.

 

Il sesto senso nelle relazioni interpersonali

Iniziamo svelandovi una cosa importante: le persone non hanno solo 5 sensi, ne hanno più di 20. William James, celebre psicologo e fratello dello stesso Henry James, ne ha definiti molti, tra cui la nocicezione, la propriocezione e la cinestesia.

L’intelligenza avrà sempre ragione, ma è anche vero che l’intuito e il sesto senso non si sbagliano mai.

Il sesto senso è indubbiamente importantissimo. Ben lontano dall’essere legato ad elementi magici o soprannaturali, esso è connesso con il nostro intuito, con la capacità di guardarci dentro per comprendere le nostre emozioni, per risvegliare la nostra creatività ed entrare in connessione con l’ambiente e le persone circostanti. È grazie ad esso che instauriamo i legami più autentici e significativi.f

 

L’inconscio e il sesto senso

La gente inopportuna che arriva inspiegabilmente nella nostra vita, in realtà, non è estranea. Forse Henry James e Robert Louis Stevenson non si conoscevano, ma il sesto senso (di cui tutti siamo dotati) ha indicato loro da subito, anche attraverso la scrittura, che ci sarebbe stata una grande affinità.

  • Gli esperti parlano del peso che ha in questo l’inconscio, ovvero quella parte in cui immagazziniamo la gran parte delle nostre emozioni, esperienze e sensazioni. Nel corso degli anni, creiamo forti collegamenti neuronali verso determinate esperienze e certe persone con cui ci identifichiamo istintivamente, senza rendercene conto.
  • Proviamo molto spesso queste sensazioni: ci sono dettagli che ci attraggono senza che ne conosciamo il motivo. Ci sono cose e persone che evitiamo senza sapere perché. Tutto questo compone il nostro sesto senso emotivo, il quale ci rende particolarmente ricettivi alle persone “inopportune”, quelle con cui andiamo meravigliosamente d’accordo, poiché il nostro cervello le identifica come affini a noi.

Come potete vedere, la vera magia sta dentro di voi. In quell’intima architettura cerebrale che orchestra le nostre emozioni, permettendoci di entrare in connessione con le nostre cosiddette “anime gemelle”, quelle persone che ci regalano il loro onore, i loro pomeriggi al bar a fare 4 risate, i loro “come stai oggi?” e i “sono qui per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno”.

Non esitate a farle entrare nel vostro cuore, perché le persone inopportune che illuminano i vostri pomeriggi di burrasca e di preoccupazioni posso diventare la cosa più bella della vostra vita.

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