Lei era un VERO cervello in fuga, uno di quelli che l’Italia aveva abbandonato e che la Germania aveva premiato

Fabrizia Di Lorenzo era un vero cervello in fuga, costretta ad andare via dalla sua terra del lavoro inesistente in cerca di fortuna.

Una ragazza determinata che è stata costretta a fuggire da una crisi economica che sta soffocando piano piano uno dei territori più belli dell’Abruzzo interno. Un territorio dove le uniche aspettative per una ragazza laureata sembrano essere  o quella di entrare a lavorare in un call center con l’aiuto di qualche politico influente,  o la via dell’emigrazione, alla ricerca di quell’affermazione nel campo professionale e del lavoro.
Lei aveva scelto la seconda strada, quella più difficile, contando sulla sua forza e sulle sue capacità.

 

 

 

Un cervello in fuga, Fabrizia. Uno dei tanti. Fabrizia Di Lorenzo aapparteneva alla cosiddetta generazione Erasmus e proprio alla Freie Universität Berlin aveva compiuto parte degli studi, scegliendo un percorso formativo orientato all’integrazione tra i popoli e alla lotta alla discriminazione. Dopo gli studi al Liceo linguistico Vico di Sulmona e la laurea triennale all’Università La Sapienza di Roma in Mediazione linguistico-culturali, la 31enne ha conseguito la magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche e un master alla Cattolica di Milano in tedesco per la comunicazione economica.

Dal 2013 e dopo un’esperienza a Vienna si era trasferita stabilmente a Berlino. Lavorava alla 4Flow, società di consulenza trasporti e logistica che conta 350 dipendenti, ma in precedenza aveva avuto un impiego alla Bosch.

Fabrizia doveva far ritorno a Sulmona, la sua città, per trascorrere le vacanze natalizie con la famiglia, ma aveva scelto quel mercatino gioioso colorato di tante luci per fare gli ultimi acquisti di Natale, ed è lì che ha trovato la morte.(fonte)

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