Un bambino spinge la figlia dalla struttura per arrampicata. La reazione della madre sta raccogliendo gli applausi da tutta la Rete!

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Karen Alpert si trovava in un parco giochi con il figlio. Si è distratta per aiutare uno degli amichetti del piccolo che piangeva e si è persa quello che è successo alla struttura per arrampicata. Il figlio stava cercando di salire, quando una sconosciuta gli si è avvicinata e ha iniziato a parlargli a voce alta. Karen ha risposto a questa donna con una lettera aperta pubblicata sul suo blog. E il messaggio è sorprendente:

 

Cara sconosciuta che hai ripreso mio figlio oggi al parco giochi,

Fammi fare chiarezza. Oggi tua figlia stava cercando di salire sulla struttura per arrampicata? Capito. E anche mio figlio stava provando a fare la stessa cosa? Semplice. Ma dal momento che la tua bambina è nuova al gioco, si è spaventata e fermata più volte nel mezzo, mio figlio non aveva altra scelta se non superarla e magari facendolo l’ha urtata e sarebbe potuta cadere e avrebbe iniziato a piangere? Ok…

Prima di continuare voglio dire che sì, lo so che sarei dovuta essere lì mentre tutto questo succedeva, ma purtroppo ero dall’altra parte del parco, con l’amico di mio figlio che stava piangendo. Quindi, bene, non ero lì, ma questo ti dà il diritto di educare mio figlio? Questo ti dà il diritto di parlare con quel tono a mio figlio e dirgli che deve scendere? Questo ti dà il diritto di comportarti come se fossi la persona che se ne occupa in quel momento, quando in realtà si tratta di MIO figlio? 

Sì, TE LO DÀ. 

Non ho avuto modo di farlo oggi, ma GRAZIE. Perché se mio figlio si comporta da prepotente e io non ci sono, per qualsiasi motivo, hai il pieno diritto di dirgli di scendere. Non ti sto dicendo che hai il diritto di toccarlo o di urlargli furiosamente (solo io posso farlo), ma per favore sentiti libera di fermarlo se non sa aspettare il suo turno. O se cammina al contrario sullo scivolo. O se lancia qualcosa. O è arrogante. O sta facendo qualsiasi cosa che non dovrebbe fare, infastidendo qualcuno.

 

 

 

 

Perché, anche se non sei sua madre, sei un adulto, quindi più intelligente di quanto non sia lui. E so che lì fuori c’è un esercito di persone che sarebbero indignate se qualcuno sgridasse i loro figli, ma non è il mio caso.

Ci vuole un villaggio per educare un bambino. E al giorno d’oggi il nostro villaggio è più grande ed esteso e non dormiamo sotto lo stesso cielo, non guidiamo carri o ci riuniamo la sera intorno al fuoco e non ci conosciamo neanche. Ma possiamo ancora scegliere se avere un villaggio o no. E io ho deciso di avere un villaggio.

Mi dispiace non essere stata lì a fare il mio dovere. Grazie per avermi aiutato.

Cordialmente,

la mamma di “quel” bambino

Non credo che la donna, chiunque fosse, si aspettasse di ricevere una lettera del genere. È stata condivisa già 300.000 volte. Facciamo circolare il messaggio nel nostro villaggio in costante crescita.

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