Questa madre di 26 anni è rimasta paralizzata dopo il parto. Quando l’infermiera si è avvicinata, quello che le ha sussurrato l’ha lasciata di stucco.

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A 26 anni, la vita sorride alla statunitense Holly Gerlach. Sin da piccola aveva sognato di diventare madre – per questo, quando ha dato alla luce la prima figlia, Cassey, non era in sé dalla gioia. Si è trattato di un parto senza complicazioni. Tutto sembrava volgere al meglio, ma nel giro di poche settimane c’è stato un repentino cambio di rotta.

Una volta a casa dopo il parto, la giovane ha cominciato ad avvertire dolore al collo, e a non avere sensibilità alle gambe. Corsa in ospedale, è stata subito portata al reparto di terapia intensiva. La situazione era grave: paralizzata dal collo in giù.

Alla donna è stata diagnosticata la Sindrome di Guillain-Barré, una malattia autoimmune poco diffusa che colpisce il sistema nervoso. Attaccata alle macchine, per poter respirare, Holly ha patito una serie di trattamenti, e provato molto dolore. Una volta, un’infermiera si è chinata verso di lei, e la donna le ha sussurrato: “mi fa tanto male”. Ma la tenacia e la volontà di essere madre erano talmente forti da fare in modo che non si arrendesse.

Dal momento che non poteva muoversi completamente, ogni giorno la ragazza era sollevata e trattata con macchinari specifici, per essere poi sistemata sulla sedia a rotelle. Non potendo parlare, la famiglia si serviva di un alfabeto: lei annuiva ogni volta che si doveva scegliere una lettera specifica. Nel frattempo trascorreva del tempo con la piccola Casey.

Poco a poco, Holly ha ricominciato a respirare da sola. Poco dopo ancora, le mani hanno smesso di essere paralizzate. Dopo 70 giorni, è stata dimessa dal reparto di terapia intensiva.

Al 78esimo giorno, la ragazza ha cominciato la fisioterapia, lavorando con dei piccoli pesi. All’87esimo giorno, è stata in grado di alzarsi da sola, dopo tre mesi.

E ha continuato a rinforzare i muscoli delle braccia, fino a che non si è sentita sufficientemente forte…

…per tenere in braccio la sua bambina, che nel frattempo aveva 4 mesi!

Anche gambe e piedi miglioravano, nel frattempo. Al 94esimo giorno la giovane donna ha mosso i suoi primi passi, aiutata dagli infermieri, e con il supporto di un carrellino ortopedico. Finalmente, dopo più di 3 mesi trascorsi in ospedale, era pronta per tornare a casa.

Durante questo tempo, ha imparato a provvedere a sé stessa da sola, di nuovo. Tuttavia, non era sufficiente. Eccola un anno più tardi:

Holly era in ottima forma! Oggi la donna è in grado di vivere nuovamente la sua vita, cosa che nel periodo della malattia le è stato impossibile. Motivata fortemente dal desiderio di poter essere con sua figlia, e dall’inestimabile aiuto di tutti i professionisti che si sono presi cura di lei in ospedale, ha potuto superare la malattia e andare avanti con la sua vita. 

Ci auguriamo che la storia di Holly possa essere di grande ispirazione per chiunque si sia trovato, o si trova ancora, a fronteggiare una malattia rara. A lei auguriamo ora un futuro più che felice con sua figlia e la sua famiglia.

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