loading...
Blog Page 158

E’ LEI … la surfista più FORTE e BELLA del MONDO! (VIDEO)

Lei si chiama Alana Rene Blanchard e regala ai suoi fan “social” più di una ragione per appassionarsi alle sue gesta. 24 anni appena compiuti, è già da tempo una veterana del circuito mondiale (ASP World Tour) dei contest super sponsorizzati del mondo del surf, che a volte la portano anche sulle spiagge europee, a Biarritz come a Cascais. La bellissima Alana si conferma come una delle atlete più forti del mondo (e anche amate dal pubblico, dato che a determinare l’esito della Surfer Poll sono i voti degli utenti. È la dimostrazione che uno splendido viso e un corpo mozzafiato non fanno la differenza, ma il talento sì: la modella e atleta Spy, infatti, è ormai una presenza costante nelle classifiche internazionali, ed è considerata a tutti gli effetti una delle surfiste migliori del momento. Forse crescere alle Hawaii l’ha aiutata, o forse è solamente dotata di un talento naturale.

 

 

Questo Condizionatore Non Usa Elettricità E Si Realizza A Costo Zero: Ecco Come (video)

Avere un condizionatore dentro casa è spesso indispensabile durante le torride estati, ma cosa ne direste di un climatizzatore 100% ecologico che non faccia schizzare in alto il prezzo della bolletta dell’elettricità?1

L’idea che vi proponiamo, promossa da Grameen Intel Social Business, è di una semplicità imbarazzante e vi permetterà di godere di aria fresca senza dispendio di denaro, proprio come fanno nei più poveri villaggi in Bangladesh.2

 

L’idea nasce dalla necessità dei villaggi rurali del Bangladesh, che non possiedono elettricità, di rinfrescare le loro abitazioni, quando nella stagione estiva gli interni delle case raggiungono le bollenti temperature di 45°C ed oltre.3

Le persone vivono in capanne che tendono ad accumulare calore in presenza di temperature così elevate, rendendo invivibile ed irrespirabile l’aria al loro interno.4

Per necessità gli abitanti di questi villaggi adottano un semplicissimo, ma pratico sistema per rinfrescare le temperature. L’idea si basa su un principio banalissimo: se apriamo la bocca e buttiamo fuori aria dirigendola su un palmo della mano, noteremo come l’aria sia calda, mentre se proviamo a rifare la stessa operazione restringendo l’apertura della bocca, l’aria diventa più fresca.5

L’ingegnoso metodo, dunque, si serve di comuni bottiglie di plastica tagliate a metà e disposte in fila lungo un pannello inserendo i colli delle stesse all’interno di pratici fori applicati nel pannello stesso. L’aria all’esterno entra così nelle bottiglie e poi, passando per il collo più ristretto, scende di temperatura ed entra nelle case.

I pannelli così costruiti vengono appoggiati in corrispondenza delle finestre in modo che l’aria così “climatizzata” possa entrare nelle abitazioni e mitigare il caldo insopportabile al loro interno.

Per avere una più chiara idea di come ciò sia possibile, date uno sguardo alla realizzazione e all’utilizzo dei pannelli-condizionatori che vi proponiamo nel nostro video… e provate a realizzarne uno!

Guarda il video

Sformato di patate, salsiccia e mozzarella filante

nINGREDIENTI

  • 600 g di patate
  • 4 salsicce
  • 500 g di mozzarella
  • sale
  • pepe
  • olio
  • prezzemolo
  • burro

PROCEDIMENTO

Per prima cosa mettete le patate a lessare in abbondante acqua salata con tutta la buccia.

Scolate dopo circa 20-25 minuti, le patate devono risultare cotte ma non sfatte. Lasciatele raffreddare.

Nel frattempo spellate le salsicce e tagliatele a pezzetti, fatele rosolare in padella con un filo di olio per almeno 5 minuti.  Tagliate la mozzarella a fettine.

Ora spellate le patate e tagliatele a pezzi. Mettetele in un contenitore, aggiungete le salsicce, un po’ di sale, pepe, un po’ di olio e aggiungete metà della mozzarella, tagliandola a pezzetti.

Mescolate bene tutto.

Prendete una pirofila da forno e imburratela oppure ricopritela con della carta da forno, versate all’interno il composto e mettete sopra le fettine di mozzarella che vi sono rimaste.

Infornate in forno preriscaldato ventilato a 200° per circa 10-15 minuti o fino a quando la mozzarella non si sarà sciolta.

Sfornate, lasciate riposare 5 minuti e aggiungete prezzemolo tritato fresco.

Il vostro sformato con salsiccia, patate e mozzarella è pronto!Buon Appetito

Home

Cosa succede quando non si è più abituati a ricevere amore?

Quando hai dato tutta te stessa in una storia, quando hai anche accantonato la tua vita, i tuoi amici, i tuoi interessi (forse un po’ troppo) per quel lui che ti faceva battere il cuore e quando quella persona a cui tanto hai donato ad un certo punto si sveglia e ti dice: ‘non ti amo più’, il tuo cuore si spezza… Si spezza veramente e ricomporne i pezzi ti sembra impossibile. Quando un cuore si spezza mai più tornerà come prima. Subentra così un istinto primitivo, quell’istinto di sopravvivenza che ti spinge a non fidarti più, a vedere tutto come una minaccia, a chiuderti a riccio in te stessa.

 

 

fg

 

Con le unghie e con i denti difendi quei brandelli di cuore che ti sono rimasti e smetti di lasciarti completamente andare. Con la famiglia, con gli amici, con un nuovo amore tu non sei più la stessa. La testa prende il sopravvento sul cuore e ti sussurra costantemente nell’orecchio: ‘Te l’avevo detto…’  ‘Non dovevi fidarti…’ Succede… Succede a tutti nella vita di avvertire questa tremenda sensazione e ti senti morire. La fiducia in una felicità futura vacilla e tu ti senti spaesata. Qualcuno ti ha sottratto quel sogno e adesso ti senti tradita, derisa e privata della tua parte più bella, quella che con tanto amore avevi deciso di donare ad un’altra persona, ma che ti è stata resa sgualcita e impolverata e adesso non ti sembra più così tua. Ricominciare a lasciarsi andare, ad aprirsi con qualcuno fa paura.

Ci si sente vulnerabili e si preferisce la solitudine e la chiusura in se stessi al rischio di venire ferita ancora. Quando non sei pi abituato a ricevere amore possono dirti qualsiasi cosa, ma tu non ti fidi più. A ogni ti amo o ti voglio bene tu rispondi abbassando lo sguardo non credendoci più. Ti sembra che quelle non possano essere parole rivolte a te e allontani le persone. Allontanare le persone servirà solo a farti sentire più sola. Rischiare è la cosa giusta da fare, perchè peggiore di una nuova delusione è una vita condotta senza amore.

 

Chi sorride è sempre più forte di chi si infuria

Dicono che il modo in cui si vive dipenda dal punto su cui si focalizza l’attenzione, dunque è logico pensare che è molto più vantaggioso trovare una soluzione a ciò che ci destabilizza che passare il giorno a lottare contro i mulini a vento. Tra le cose che ci rendono più instabili ci sono proprio le discussioni, e un modo per uscirne disinvolti è agire con la serenità di chi sorride e non con una collera impulsiva e duratura.dd

Quando una situazione vi sfugge di mano e sentite che non sapete da dove cominciare, la pazienza, assieme ad un pizzico di ottimismo, può aiutarvi a superare immuni la circostanza. In caso contrario, un inutile squilibrio emotivo potrebbe nascere in voi, dando luogo a stress, ansia e rabbia.

Chi sorride serenamente ottiene sempre quello che vuole

A volte ci troviamo coinvolti in una discussione accesa; nella maggior parte dei casi è solito accadere con un familiare o con un amico. Questo rende la tensione ancora maggiore dato che un disaccordo finito male può dare luogo a risultati di cui potremmo pentirci.

Di fronte ad una circostanza del genere, ci sono due possibilità: perdere il controllo della situazione oppure razionalizzarla al massimo. La scelta dell’una o dell’altra dipende dalla nostra forza di controllare l’impulsività e di mantenere il sangue freddo. In questo senso, è molto più sano avere una mente aperta, perché può portare la conversazione ad un punto sicuro.

“È più facile ottenere ciò che si desidera con un sorriso che con la punta della spada”
(William Shakespeare)

 

Non è questione di vincere o di perdere; la lezione che si porta a casa colui che è stato capace di agire serenamente sarà molto più utile per il futuro: il dialogo pacifico, un sorriso al momento giusto e un comportamento calmo in risposta all’agitazione serviranno per altre situazioni simili che si dovranno affrontare. Per questo motivo, vi diciamo “sorridete serenamente se volete ottenere qualcosa”.

Infuriarsi vi porta in una strada senza uscita

A parte qualche sporadico beneficio, la rabbia vi porterà ad una strada senza uscita: la furia non vi consente di ascoltare né di essere ascoltati, così come impedisce la comprensione.

Le discussioni si presentano quando la conversazione cambia improvvisamente di tono, allora la voce si alza e non si riesce a vedere altro che il proprio ego. Nessuno dei due interlocutori si sofferma a pensare se magari ha torto, se sta provando ad imporre le sue idee o se ha delle convinzioni che potrebbero non corrispondere alla realtà.

Aggrapparsi alla rabbia è come afferrare un carbone ardente con l’intenzione di tirarlo addosso a qualcuno: alla fine, siete voi che vi scottate”.
(Buddha)

 

La rabbia annebbia le sensazioni e convince il soggetto che la vive che è impossibile che sia in errore. Forse questa persona non è consapevole che vincere il conflitto non le apporterà nulla, dato che non imparerà nulla dai pensieri del suo interlocutore e di certo ci saranno dei malintesi.

Gestire una situazione difficile con calma

Colui che sorride di fronte alle complicazioni sarà più forte di colui che si arrabbia, soprattutto perché saprà gestire meglio le situazioni difficili che si troverà davanti. Saprà che la riflessione e l’analisi sono gli acerrimi nemici dell’atteggiamento arrogante che di solito ci fa arrabbiare.

Otterrà anche l’esperienza necessaria per cercare le soluzioni ai suoi problemi e per aprirsi alla tolleranza necessaria per avere relazioni interpersonali. È importante saper ascoltare e rispettare ciò che gli altri pensano, anche se è un’idea diversa dalla nostra; è necessario anche ricordarci che tutti possiamo sbagliarci nelle parole o nei fatti.

 

Potrà sembrare scontato, ma imparare a controllare i nervi in momenti delicati aiuta a canalizzare la rabbia in momenti in cui non riuscite a trattenerla. Non si tratta di vedere i problemi con gli altri come se non esistessero, bensì di imparare a gestirli efficacemente.

“Nei momenti di forte stress o avversità, è sempre meglio mantenersi occupati per dirigere la propria rabbia ed energia verso qualcosa di positivo” fonte Qui
(Lee Iacocca)

Gli uomini che amano realmente le donne

a“L’amore infantile segue il principio “Amo perché sono amato”. L’amore maturo obbedisce al principio “Sono amato perché amo.” L’amore immaturo dice “Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice “Ho bisogno di te perché ti amo”.

–Erich Fromm–


Amare è un’arte, e come qualsiasi arte, si pratica e si migliora

Nell’immaginario collettivo esistono molteplici miti ed etichette relativi a come dovrebbe essere un “verouomo”, ma è raro che queste credenze vengano sostituite o quanto meno integrate da altre un po’ più costruttive.

A volte, si allude alla passione fra due amanti come a qualcosa di irrefrenabile, lontano dal poter essere controllato dai protagonisti coinvolti. È un principio che può sembrare eccitante, eppure, sfortunatamente, nella realtà spesso accade che i due protagonisti diventino gli aguzzini del loro stesso amore, quando la passione diventa ossessiva e poi tossica.

La loro passione si trasforma in una prigione e le storie fantastiche dei romanzi d’amore sono cosa ben distante.

Quando la passione diventa un turbine di gelosia e rimproveri, il rapporto costruttivo e la magia vengono messi da parte per lasciare il passo ad una esistenza sfortunata, amara e controproducente.

 

I film hollywoodiani ci dicono ben poco di come funziona davvero la convivenza, di cosa significa un vero scambio di esistenze. Il fatto che sia intima e paritaria, non rende la convivenza meno misteriosa e vivace per chi ha il privilegio di viverla.

Tuttavia, per chi anelasse a contemplare la vera nobiltà morale di una storia d’amore in versione “reale e senza censure”, il film “Amour” di Michael Haneke costituisce un ottimo esempio per capire come funziona realmente un amore basato sull’intimità e sul rispetto reciproco.

L’incanto irresistibile degli uomini che non impongono, che condividono solamente

Particolarmente sottovalutati sono quegli uomini che cercano realmente di condividere, conquistare, conoscere.

C’è ben poco di loro negli eroi che intraprendono battaglie, nei sanguinari uomini di guerra. Ma nonostante il loro modo di essere non trovi riscontro nei miti, lo si può trovare nella natura umana.

Risulta relativamente facile trovare uomini che anelino con ansia a diventare eroi e conquistatori, ma ben pochi sono quelli che aspirano davvero a trasformarsi nella versione più perfetta di un uomo, la più lontana dall’essere bestia dimostrandosi grati per il dono della ragione, cercando di migliorare anziché dominare.

 

È senza dubbio la raffinatezza di questi comportamenti e questi atteggiamenti a fare la gioia dei cuori il cui cammino si intreccia con il loro. Si rivedranno nelle loro aspirazioni, nei loro sospiri, nei loro sogni riflessi nell’universo femminile.

Essi non si trasformeranno mai in incubi, saranno per sempre sogni condivisi.

Gli uomini che amano davvero le donne

Gli uomini che amano davvero le donne…sono sempre corrisposti. Può darsi che non godano del piacere della reciprocità in termini di spazio e tempo, eppure la loro impronta sarà sempre incisa a fuoco nelle donne che hanno il piacere di conoscerli.

Gli uomini che amano realmente le donne non impongono, non costringono. Non sono neppure ossessionati dalla seduzione, piuttosto dal piacere di essere sedotti.

Non sono attratti dalla reputazione delle donne che li accompagnano. Tendono a prestare più attenzione alle qualità che gli consentiranno di provare gioia ogni giorno della loro vita.

Danno più importanza alla lotta di una donna per affermare la sua vera identità, con tutte le conseguenze e le virtù che questa battaglia ha segnato in lei.

 

Sono soliti seguire le loro compagne nelle loro conquiste, poiché considerano completa la felicità di coppia solo quando entrambi trionfano per quei valori condivisi; non per l’apparenza o per i possedimenti.

Riconoscono che l’amore può finire, provano vertigini al pensiero di affacciarsi al precipizio della passione, ma non per questo rinunciano ad esso.

Cercare di proteggere un amore tenendolo rinchiuso è come provare felicità lasciando un cioccolatino avvolto nella carta.

Sono coloro che sanno apprezzare il valore della stabilità e della routine, ma solo se si basa su una realevolontà da parte di due anime di rimanere unite.

Hanno visto talmente tanti cuori infrangersi dopo essere stati spettatori, che preferiscono fare l’arte, senza limitarsi ad osservare la tradizione dell’amare.


In definitiva, gli uomini che amano davvero le donne amano sempre in un modo che non fa male, che non soffoca, che non sotterra. Sanno far svanire con maestria le armi con cui la società strozza i cuori, al punto che non si può fare a meno di desiderare fortemente di stare insieme a loro.


Gli uomini che amano le donne sono molto numerosi, ma devono essere rivendicati e riconosciuti nei tempi che corrono. fonte Qui

Gli amici sono la famiglia che ci si sceglie

Ci sono persone che rallegrano la nostra vita grazie al semplice fatto che incrociano casualmente il nostro cammino. Alcune di loro lo percorrono al nostro fianco, altre le intravediamo appena tra un passo e l’altro. Tutte loro prendono il nome di “amici” e sono di diversi tipi.

Ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. I primi a germogliare sono i nostri amici papà e mamma, che ci mostrano cos’è la vita. Poi vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire con noi.

Quindi, conosciamo tutta la famiglia di foglie, la quale rispettiamo e amiamo. Poi, però, il destino ci presenta altri amici, che non sapevamo che avrebbero attraversato il nostro cammino. Molti di loro lichiamiamo amici dell’anima o del cuore; sono sinceri e puri, sanno quando non stiamo bene e cosa ci rende felici.

A volte, uno di quegli amici scoppia nel nostro cuore e, a quel punto, lo chiamiamo “amico innamorato”;egli fa brillare i nostri occhi, fa cantare le nostre labbra e fa saltare le nostre gambe. Ci sono anche amici che durano solo per un tempo determinato, per l’arco di una vacanza, per qualche giorno o per qualche ora. Questi, per il tempo che passiamo insieme, disegnano ampi sorrisi sul nostro volto.

 

È impossibile dimenticare gli amici lontani, quelli che stanno sulla punta del ramo e che, quando il vento soffia, appaiono sempre tra una foglia e l’altra.

Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo qualcuna delle nostre foglie, alcune si vedono solo durante le estati, altre permangono per tutte le stagioni. Ma ciò che ci dà maggior felicità è che quelle che sono cadute continuano a starci vicine, alimentando le nostre radici con allegria. Si tratta di ricordi di momenti meravigliosi, quei momenti in cui i nostri cammini si erano incrociati.

A te, foglia del mio albero, auguro pace, amore, salute, fortuna e prosperità, oggi e sempre. Per il semplice fatto che ogni persona che attraversa la nostra vita è unica, lascia sempre un po’ di sé e si porta sempre via un po’ di noi.

Ci saranno persone che si portano via molto, ma non ci sarà nessuno che non lascerà nulla. Questa è la responsabilità più grande della nostra vita ed è la prova evidente che due anime non s’incontrano mai per caso.

“L’albero degli amici” – Jorge Luis Borges

 

Gli amici sono la famiglia che ci si sceglie. Un amico non può darvi la soluzione a tutti i problemi, né ha le risposte a tutti i vostri dubbi o timori. Tuttavia, si sforza di ascoltarvi e di condividere con voi ogni sentimento ed emozione.

Un amico è colui che conosce tutti i vostri difetti e, nonostante ciò, vi vuole bene. Forse questi sono proprio gli amici del cuore e gli amici innamorati, quelli che possiamo chiamare “compagni di vita”. Sono incredibilmente coraggiosi ed è grazie a loro che siamo vivaci e attivi.

Gli amici non hanno il potere di cambiare il vostro futuro o il vostro passato, ma sono al vostro fianco ogni volta che ne avete bisogno, perché vogliono esservi d’aiuto e ci provano in tutti i modi. Non sono neanche in grado di togliere tutte le pietre dal vostro cammino affinché voi non cadiate, ma vi porgono una mano per sostenervi.

Le allegrie e le tristezze dei nostri amici non sono nostre, né le nostre sono loro; tuttavia entrambi siamo contenti della felicità dell’altro.

 

Detto ciò, non c’è dubbio che la cosa migliore che possa capitarvi nella vita sia trovare qualcuno con cui ridere, parlare e piangere. È gratificante sapere che qualcuno si preoccupa per la vostra felicità e vi dà attenzioni.

Trovare un’amicizia sincera è come trovare un vero tesoro: si tratta dell’ingrediente più importante nella ricetta della vita. Gli amici sinceri sono quelli che vi lasciano lo spazio per crescere, che pongono limiti alla vostra vita.

Gli amici sono capaci di ricomporre i nostri pezzetti con un abbraccio, nonostante ci sentissimo sopraffatti dalla disperazione solo fino a qualche minuto prima.

Gli amici sfuggono a qualsiasi ordine che si voglia stabilire. Non sono né i primi né gli ultimi nella nostra lista di priorità; occupano un posto privilegiato ed unico, uno spazio creato apposta per godersi lo scambio emotivo tra due persone che si vogliono bene.

Tutti ormai sappiamo che un’amicizia non cresce con la presenza, bensì con la magia di sapere che, nonostante non vediamo quella persona, la portiamo sempre nel nostro cuore. Può darsi che non vediamo qualcuno da anni ed anni e che, quando ci incontriamo, sembra che il tempo non sia mai passato.

 

Al mondo, ci sono poche cose belle come uno sguardo intriso di complicità, come lo scintillio di occhi felici o come un sorriso spontaneo che comunica comprensione. È proprio per queste qualità che si distinguono le vere amicizie.

I buoni amici migliorano il vostro stato d’animo, vi aiutano a raggiungere i vostri obiettivi, vi appoggiano nei momenti difficili, minimizzano la vostra tristezza, alleviano il vostro stress e invecchiano insieme a voi.

La verità è che non è necessario avere tanti amici, l’importante è avere i migliori. Spesso e volentieri, gli amici si contano sulle dita di una mano; è proprio la loro rarità a rendere una vera amicizia non solo un tesoro, ma un’immensa fortuna. fonte Qui

I paragoni sono sempre odiosi

Viviamo circondati da continui paragoni, che non fanno altro che rafforzare la nostra autostima oppure, al contrario, affondarla fino a limiti inaspettati.

Nel fare paragoni, ci sarà sempre qualcuno che ne uscirà perdendo e qualcun altro che ne trarrà beneficio. Non è per nulla positivo, neanche per colui che ne esce vincitore. Il paragonarsi, o che ci paragonino a qualcuno, ci toglie qualcosa, non aggiunge nulla alla nostra vita.

Non siamo la copia di nessuno, non possiamo paragonarci ad altri. Ognuno di noi è unico e speciale: confrontarci con altre persone è un modo inutile di dare ad intendere di essere migliori, quando in realtà siamo diversi.hh

Non paragonatevi a nessuno, tenete la testa bella alta e ricordate: non siete migliori né peggiori, semplicemente siete così e questo nessuno lo può superare.

Siete unici al mondo!

 

Anche se nasciamo imparando una determinata serie di cose (come comportarci, come parlare…) e possiamo “copiare” espressioni del parlato o modi di camminare dai familiari a noi più vicini, la verità è che, anche così, ognuno di noi risulta unico a questo mondo.

Mai e poi mai esisterà qualcuno come voi. Per quanto possiate volerlo, è impossibile. Per questo motivo, i paragoni non servono assolutamente a nulla. Nascono per la smania di motivare la persona che ne esce favorita, spingendo l’altra a sforzarsi di essere come lei.

È una cosa totalmente impossibile. La persona che non esce beneficiata dal confronto, per quanto si sforzi, non potrà mai essere come l’altra. Ciò le genererà solo frustrazione, perché non otterrà mai quello che gli altri le richiedono o che, nel caso di un raffronto personale, lei stessa si impone di raggiungere.

Risulta importante riflettere sulla questione del paragonare sé stessi ad altre persone. Questo è un chiaro esempio di invidia.

Quando proviamo invidia per un’altra persona, significa che aspiriamo ad essere come lei, a raggiungere ciò che lei ha ottenuto. Ma volete davvero esserle uguali? Magari la sua non è la strada che dovete percorrere. Seguite il vostro cammino personale, non pretendete di percorrere quelli che non vi appartengono.

“I paragoni non sono mai positivi, tantomeno tra fratelli; in tal modo, favorite la formazione di rancore e che il rapporto finisca, con il tempo, per logorarsi. Inoltre, sentiranno che l’affetto di voi genitori non è lo stesso per entrambi.”
-Anonimo-

Come si può notare, i paragoni non portano niente di buono, solo sentimenti negativi. Anche se il confronto non nasce dall’invidia, magari si genererà rancore verso l’altra persona, quella che ne esce vittoriosa.

Il demonio dell’invidia

L’invidia è un sentimento letale che nuoce tanto a chi la prova quanto a chi la soffre Ver más »

Dite addio ai paragoni

 

Ora che avete inteso come i paragoni non portino a nulla di buono per la vostra vita, risulta importante eliminarli. Le persone intorno a voi probabilmente continueranno a confrontarvi con altri, anche il vostro “io” più profondo potrebbe a volte avere tale tendenza.

Tuttavia, che il confronto nasca da voi o che lo riceviate dall’esterno, questo è il momento di sforzarsi di fare orecchie da mercante dinanzi a qualcosa che ci scredita e che ci fa regredire, invece che motivarci.

  • Non cercate l’approvazione altrui: paragonarsi agli altri ci porta a preoccuparci per come veniamo considerati, così che ogni volta che ne abbiamo la possibilità cerchiamo la loro approvazione in merito alle nostre azioni. Ci sentiamo insicuri, non sappiamo se stiamo agendo bene, non seguiamo il nostro cammino personale. Siate sicuri di voi stessi e continuate a percorrere la vostra strada. Anche seguendo questa via raggiungerete grandi cose.
  • Non pretendete di venire ammirati né di ammirare: ciò alimenta il vostro ego. È meglio trovare qualcuno che divenga la vostra fonte d’ispirazione, che vi aiuti a raggiungere le vostre personali mete. Non puntate ad ammirare e ad essere qualcun altro e fate anche in modo che non facciano la stessa cosa con voi.
  • Nessuno è perfetto: di sicuro state vedendo quella persona con cui vi confrontate (o vi confrontano) come se fosse perfetta, ma in realtà non è così. È una realtà che ha voluto creare la vostra mente. Nessuno è perfetto, neanche voi. Questa è la miglior prova di perfezione.
“La personalità inizia dove terminano i paragoni”
-Karl Lagerfeld-

Ora che sapete di dover allontanare i paragoni, è arrivato il momento di gettarli nell’immondizia, guardare avanti e iniziare ad essere voi stessi. Avete una personalità unica e speciale, vi resta solo da scoprirla. Una volta emersa, vi sentirete in pace con voi stessi e non dovrete più preoccuparvi di affrontarvi o che vi paragonino a qualcuno. Abbiate fiducia, siate sicuri di voi stessi. fonte Qui

Nel cuore come sul tram: fate uscire prima di entrare

Nel cuore come sul tram: per permettere a un nuovo amore di prendere dimora nel nostro cuore, è necessario liberarsi da ogni peso, paura e amarezza, così da poter avanzare verso una nuova relazione. Gli amori di ieri non devono ristagnare in noi al punto da sigillare le porte del nostro cuore. Perché l’amore si impara, si matura e si cresce.

Ciascuno di noi porta con sé un “bagaglio” di esperienze affettive che determina in qualche modo chi siamo. Le relazioni, proprio come le ossa, si spezzano, e si sa che a volte i fallimenti amorosi ci feriscono al punto da lasciare cicatrici indelebili nella nostra anima.

Tutto questo può avere grandi ripercussioni future, e per questo, prima di intraprendere una nuova relazione, è sempre consigliabile, per precauzione, passare del tempo in solitudine, per “ricostruire” se stessi.

Prima di aprire di nuovo le porte del mio cuore, devo lasciar andare molte cose, guarire le mie ferite, far uscire le lacrime e vivere per qualche tempo nei meandri della mia solitudine…

Capita spesso di sentire dire che più si sta alla larga dagli “ex”, tanto meglio. Ebbene, più che di distanza fisica si tratta di imparare a praticare l’accettazione e il distacco emotivo. Bisogna innanzitutto accettare il passato ed assimilare l’apprendimento che se ne è ricavato, per poi spezzare il legame della sofferenza e, naturalmente, sanarlo.

Vi invitiamo a riflettere su questo.

Quell’angolo di cuore dove risiedono ancora gli ex

La mente umana non prevede un interruttore magico con cui spostare nel “cestino del riciclaggio” tutte le esperienze traumatiche o negative vissute. Se così non è, c’è un motivo: l’essere umano ha bisogno di imparare, di acquisire esperienza per potersi adattare meglio all’ambiente circostante e alle persone che lo circondano.

Nell’era moderna, quella delle reti sociali e della tecnologia, sappiamo tutti che l’amore non deve essere per sempre, siamo consapevoli che d’amore non si muore, che essere single può essere magnifico anche se, inevitabilmente, rimaniamo gli stessi inguaribili romantici. Perché il cuore non risponde sempre alla ragione, e quando meno ce lo aspettiamo, qualcosa lo attraversa con una forza tale da lasciarci senza fiato…e innamorati, una volta ancora.

Nel cuore, o per meglio dire, in quell’angolo del cervello abitato dalla nostra memoria emotiva, che lo vogliamo o no, risiedono tutte le nostre relazioni del passato, in modo più o meno intenso. Nel caso in cui siano state traumatiche o non soddisfacenti, esse possono influenzare direttamente il nostro ruolo nella coppia, così come il partner stesso. Ogni peso emotivo o fallimento che non sia stato gestito nel modo adeguato avrà conseguenze sulla nostra “salute” affettiva e relazionale. 

 

 

 

 

Aprite le porte del vostro cuore e…lasciate andare

Le relazioni più sane e felici sono quelle che affrontano il presente con la maturità derivata dall’aver accettato il proprio passato individuale. In una relazione c’è spazio solo per due persone, e tutte le ombre delle relazioni passate risultano ingombranti. È opportuno lasciarle andare.

Aver smesso di vedere o di parlare al nostro partner non significa che lo abbiamo dimenticato. Il suo ricordo è ancora presente anche se non fa più male, non ha su di noi più alcun effetto… È una libertà difficile da raggiungere, ma non impossibile.

Un aspetto su cui molti psicologi di coppia acconsentono è che il vero problema sta nel fatto che nessuno ci insegna ad intraprendere relazioni di coppia sane ed assertive – la maggior parte di noi si limita a ricopiare modelli appresi da altri.

Nessuno ci spiega come voltare pagina dopo una delusione emotiva, come dimenticare una delusione o un tradimento. La maggior parte delle persone avanza a “tentoni” attraverso il mondo strano e complesso delle relazioni affettive.

 

I segreti per lasciar andare le relazioni passate

L’odio è un’emozione intensa tanto quanto l’amore, e per questo motivo non servirà nulla dare adito ad emozioni negative come, ad esempio, la rabbia. Ancora meno utile si rivela la famosa strategia del “se non sento non soffro”, ossia la tattica di chiudere la porta del cuore per evitare di rimanere feriti di nuovo.

  • Chi decide di non amare mai più, in realtà, è ancora ancorato al dolore di ieri. È ancora prigioniero di chi lo ha ferito, vittima di una schiavitù illogica e insana. Bisogna imparare a lasciar andare determinate cose, determinate persone e anche certe emozioni negative.Qualche tempo in solitudine ci aiuterà a chiudere quei cerchi, a curare l’assenza e a ritrovare noi stessi.
  • L’ex può essere presente su un unico livello, quello del passato. Tutto ciò che il passato contiene deve avere un fine e una funzione ben precisi: aiutarci ad avanzare con maggior saggezza, prudenza e libertà. Perché la conoscenza che se ne ricava è la nostra forza, e l’unica cosa che rimane da fare è “disattivare” quel vincolo emotivo.
  • Uno dei problemi persistenti al giorno d’oggi è che anche dopo aver lasciato il proprio partner, i social network ci impediscono di liberarci del tutto della sua presenza. La cosa migliore da fare in questi casi – quest’aspetto è particolare e ognuno dovrebbe valutarlo per bene prima – è senza dubbio “eliminare” gli ex da ogni piattaforma virtuale.

 

In conclusione, è bene avere chiaro in mente che prima di intraprendere una nuova relazione, oltre al nuovo partner, è normale trovarsi ad affrontare molti dei propri affetti del passato.

È fondamentale accettarci l’un l’altro, ciascuno con le proprie cicatrici e il proprio passato, perché ciò che siamo adesso è anche il risultato della nostra esperienza. Tuttavia, bisogna affrontare il presente per quello che è: una realtà nuova, incerta, meravigliosa. Vale la pena viverlo con l’entusiasmo di un bambino, ma l’esperienza di un adulto.

Fonte:lamenteemeravigliosa

Non serve ferire per insegnare, né essere feriti per imparare

 Viviamo in un mondo in cui si intrecciano tantissime persone, circostanze e particolarità che delineano e condizionano il nostro sviluppo emotivo. Esisteranno di certo situazioni irrimediabilmente dolorose e persone per le quali ferire gli altri è cosa semplice, così come momenti di immensa felicità e persone spinte dal desiderio di contribuire alla felicità altrui.

L’insieme di tutto questo, del bene e del male, sarà sempre presente e inevitabile – nessuno è perfetto. Tutti noi commettiamo errori, e alle volte siamo proprio noi a ferire gli altri senza rendercene conto. Tuttavia, il problema sopraggiunge quando si dà per scontato il fatto che per imparare, bisogna soffrire, quando in realtà non serve ferire per insegnare, né essere feriti per imparare.  

Il dolore e il suo lato positivo

Ci siamo più volte soffermati sul fatto che ogni apprendimento è sempre un regalo, anche quando il maestro è il dolore– argomento che approfondiremo in fondo a quest’articolo. La sofferenza, in questo caso, non sarà stata vana, e i suoi frutti ci serviranno per le esperienze future. A nessuno piace dover soffrire per imparare la lezione, attraversare giorni di terribile dolore e tristezza.

 “Il buono e il cattivo dipendono dal pensiero di chi li rende tali.”
-William Shakespeare-

 

Per comprendere a pieno la citazione di Shakespeare, forse bisognerebbe analizzarne il contesto, ma anche così emerge una parte di verità: di fronte a situazioni in cui il dolore è inevitabile e che sembrano sfuggirci di mano, non possiamo fare nulla se non aspettare di superare il pessimo momento. Ma c’è di più: è bene ricordare sempre che tutto ciò che ci succede passa prima per i filtri della nostra mente, luogo in cui siamo noi ad avere l’ultima parola.

In altri termini, è opportuno discernere tra quando il dolore è ineludibile e quando può invece essere evitato: il comportamento di chi ferisce un’altra persona senza alcun motivo, non è tollerabile né ammissibile. Le esperienze negative ci aiutano a maturare, ma solo quando non siamo costretti a viverle. Altrimenti, la ferita non è mai una buona tecnica di apprendimento.  

Lasciare il segno senza lasciare una ferita

Non abbiamo bisogno di ulteriori ferite che, per giunta, probabilmente non meritiamo, la vita ce ne dà già abbastanza. Nessuno si merita di subire costanti lesioni emotive che lasceranno cicatrici. Nessuno dovrebbe avere al suo fianco una persona che si diverte a ferirla senza motivo, convinta che la via più veloce per farsi notare è causare dolore.

Non è un compito facile, ma se vi capita di lasciarvi trasportare dall’ira provocando dolore alle altre persone o se condividete la vostra vita con chi fa altrettanto, forse è arrivato il momento di pensare ad un cambiamento. Quasi tutti gli insegnamenti della vita potrebbero essere appresi in modi diversi, senza rancori, invidia o cattiverie.

 “Probabilmente mi amava, vallo a sapere, ma di sicuro aveva una straordinaria capacità di ferirmi.”
-Mario Benedetti-

Non possiamo permettere agli altri di ferirci senza motivo e noi abbiamo la capacità di impedirlo – perché non ci fa male chi vuole, bensì chi può. Dobbiamo essere in grado di scegliere persone che lascino in noi un’impronta mostrandosi onestamente per come sono, quelle che ci consentono di essere migliori, prendendosi cura dei nostri sentimenti e riconoscendo il valore del nostro “io” interiore.

 

Essere stati feriti non è una scusa per ferire

Di persone tossiche pronte a danneggiarci anziché aiutarci è pieno il mondo, per questo è difficile evitare che ci causino dolore. Tuttavia, come già detto, prendere le redini della nostra vita ci aiuterà ad evitare di subire ferite sistematiche.

Dopo aver vissuto situazioni cariche di dolore, maltrattamenti psicologi e imposizioni da parte degli altri, comincerà a verificarsi in noi una serie di conseguenze dolorose; dobbiamo avere la capacità di gestirle nel giusto modo, così da evitare che ci portino a comportarci allo stesso modo.

Le persone che da piccole, ad esempio, sono state emotivamente abbandonate e che sono cresciute in una situazione familiare instabile, da adulte saranno influenzate da una serie di apprendimenti totalmente sbagliati. In questo senso, è bene tenere a mente che usare la propria sofferenza come scusa per ferire a propria volta, non porta nulla di buono né per gli altri né per se stessi. Non è questo il modo per far sì che le persone ci ascoltino e apprendano il nostro messaggio.

 “Quando si ferisce un’altra persona, lo si fa a causa delle proprie ferite. Più profonde sono, più grande il danno recato”.
-Miguel Ángel Núñez-

Metti mi piace