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Conoscete gli effetti del mare sul cervello?

Il mare è salutare secondo tutti i punti di vista. Di fatto, quando una persona ha la possibilità di apprezzare estensioni infinite, il suo modo di pensare e il suo stato emotivo cambiano. Si tratta di cambiamenti che si rafforzano quando lo spazio infinito ha un movimento cadenzato. Per questo motivo, tante persone possono passare ore intere a contemplare il mare.

Il cervello è dotato di una caratteristica chiamata plasticità. Tutto quello che sperimentiamo genera un cambiamento, piccolo o grande, nell’architettura del cervello. Ad esempio, meditare e guardare il mare sono due esperienze che generano un cambiamento potente nella mente.

Eravamo io e il mare. E il mare era solo e solo io. Uno dei due mancava.
Antonio Porchia

Non è un caso che molti poeti di tutto il mondo abbiamo dedicato dei versi al mare. Questa gigantesca massa d’acqua scatena emozioni e la percezione del suo movimento può avere un’influenza molto potente sul sistema nervoso. A seguire, approfondiremo alcuni effetti del mare sul cervello.

1. Il mare potenzia la creatività

È stato dimostrato che gli ambienti ricchi di stimoli simultanei sono fonte di stress. Accade, ad esempio, quando ci spostiamo lungo una via molto trafficata di una grande città. Ci sono tante macchine, tante persone, tanti edifici. Il nostro sguardo abbraccia centinaia di stimoli allo stesso tempo registrando una sensazione di stanchezza.


Al mare, invece, accade tutto il contrario. Si tratta di una grande distesa d’acqua con pochi elementi visibili. Ci sono le onde, gli uccelli marini e forse qualche imbarcazione. Ogni elemento è facilmente identificabile. Davanti a questo scenario, il cervello reagisce immaginando e creando. L’ambiente consente di destinare buona parte delle nostre risorse a creare pensieri nuovi, mentre in altre dimensioni più stimolanti dovremmo usare le nostre risorse per mantenere la concentrazione.

2. Il mare favorisce la meditazione

Il mare non è solo un bel panorama, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Ha un suono dolce e ritmato, che si percepisce attraverso l’udito. Allo stesso tempo, il colore blu o verdastro dell’oceano calma la mente. Il mare stimola anche l’olfatto, con il suo aroma minerale e vivo.

Tutto questo potenzia la comparsa di onde alfa nel cervello. Queste onde sono tipiche del sonno. In questo caso, però, si presentano durante lo stato di veglia e quando il fulcro dell’attenzione è fisso e poco variabile. Questo stato cerebrale è lo stesso che si raggiunge con la meditazione ed ha il potere di eliminare gli elementi tossici dalla mente.

3. Contribuisce a rilassare e a ridurre l’ansia

Forse questo è l’effetto più visibile del mare. Il colore, il movimento e l’estensione del mare esercitano un effetto rilassante sul cervello e su tutto il sistema nervoso. Davanti ai nostri occhi c’è uno spazio del tutto aperto che completa l’infinità del cielo generando una sensazione di tranquillità.


Istintivamente, il mare calmo ci dà fiducia. Questo perché è una distesa piatta, non ci sono luoghi “nascosti”. Il nostro cervello percepisce l’assenza di minacce e per questo elimina i segnali d’allarme. Il risultato è un totale rilassamento del sistema nervoso. Inoltre, dentro di noi sappiamo che veniamo dal mare, che biologicamente parlando il mare è vita. Per questo motivo, lo percepiamo come “familiare” e ci dà un senso di protezione.

4. Il mare blocca il caos di pensieri

Rimuginare significa tornare di continuo sugli stessi pensieri, sulle stesse idee in maniera ossessiva. Nella mente sembra esserci qualcosa che non se ne va. Tuttavia, continuare a pensarci non significa arrivare ad una soluzione, ma tornare sempre al punto di partenza. Le stesse domande, le stesse risposte. E questo causa inquietudine.

Il mare ci aiuta a spezzare questi cicli di pensiero senza via d’uscita. Questo perché si tratta di un ambiente che non ha nulla a che vedere con i nostri scenari quotidiani. Non ci sono riferimenti alla nostra routine. Si tratta di una rottura e questo ci allontana dalle idee ossessive che spesso ci perseguitano nella vita di tutti i giorni.

5. Il mare ha un effetto relativamente ipnotico

La semplice contemplazione del mare ci aiuta ad entrare in uno stato mentale nuovo. Come abbiamo detto, favorisce la produzione di onde alfa. Allo stesso tempo, genera una grande attrazione dal punto di vista emotivo. In questo modo, relativizziamo il concetto di tempo, per questo possiamo passare molte ore ad osservare il mare senza renderci conto del tempo che passa.


Il mare è in definitiva una delle grandi meraviglie della natura. Ci consente di vivere un momento trascendentale e allo stesso tempo una sensazione di rinnovamento. Equivale quasi ad una terapia per i suoi straordinari effetti sul cervello. Senza dubbio, il mare è un luogo dove rifugiarsi quando siamo pervasi dallo sconforto e dalle preoccupazioni. fonte Qui

Dopo un addio, non siamo più quelli di prima

Quando diciamo addio alle persone, qualcosa si rompe dentro di noi. Si potrebbe dire che la frattura avvenga all’interno delle nostre illusioni, nelle nostre speranze, nei nostri sentimenti. Da quel momento, una parte di noi scompare per sempre, anzi, talvolta arriva a tormentarci.


Per questo, coloro che nella vita hanno dovuto dire addio a qualcosa o a qualcuno di importante, sanno che, dopo un addio, non si torna più quelli di prima. Ci rimane dentro una certa nostalgia, il rimpianto.


In fin dei conti, un addio è un lutto, che sia forzato o meno. È un processo fatto da un susseguirsi di istanti, alcuni dei quali dolorosi, che ci fanno sentire la necessità di afferrarci a qualcosa di impossibile. Tutto ciò può essere fonte di perturbazione, e ciò che è rimasto di noi dopo l’addio subirà un cambiamento.

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Nulla è permanente, tutto si trasforma

Le persone cambiano, e con loro, i rapporti con il resto del mondo. Si cambia nonostante si desideri con tutte le forze il contrario, e persino quelle volte in cui si è disposti a rassegnarsi pur di non dover affrontare il momento di “lasciare andare”, quando si è costretti ad abbandonare qualcosa di cui si crede di aver bisogno.

Quest’ultimo punto è importante poiché, come è già stato detto in varie occasioni, la sensazione di necessità limita la nostra libertà, sottoponendoci alle aspettative e ai comportamenti degli altri. Se non ci prendiamo cura di questo aspetto, saremo carne da macello per le relazioni tossiche.

Sotto un altro punto di vista, gli addii sono come dolci condanne. Anche se suona paradossale, sono dolci, poiché ci permettono di sentire ed assaporare tutta l’amarezza del momento, per offrirci poi la possibilità di crogiolarci nel piacere di ciò che verrà dopo: la libertà emotiva.


A volte, gli addii sono necessari per ritrovare se stessi, cosa che si fa tremendamente difficile se si vive aggrappati e ancorati a determinati sentimenti, persone, luoghi o attività.


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Non dimenticatevi di richiudere le ferite del vostro passato emotivo


E’ sempre importante sapere quando termina una tappa della vita. Se insisti a rinchiuderti in essa più del necessario, perdi la gioia e il senso del resto. Occorre saper voltar pagina, occorre saper chiudere certe porte, occorre saper concludere certi capitoli.

L’importante è saper chiudere il cerchio e lasciare che certi momenti della vita si concludano.

Non possiamo stare nel presente avendo nostalgia del passato. E neppure domandandoci continuamente perché. Ciò che è successo, è successo. Occorre scioglierlo, occorre liberarsene. Non possiamo restare bambini in eterno, né adolescenti tardivi, né impiegati di imprese inesistenti, né tenere legami con chi non desidera avere vincoli con noi.

I fatti passano e bisogna lasciarli andare. 

Paulo Coelho


Prima di iniziare una nuova tappa, bisogna imparare a chiuderne molte altre. Guarire le ferite del nostro passato emotivo è un processo doloroso e complicato, eppure ciascuno di noi ha almeno una ferita ancora aperta legata al suo passato emotivo e sentimentale, ferita che turba il nostro presente e che potrebbe arrivare a determinare il nostro futuro.

È normale provare vertigini di fronte all’abisso emotivo di un addio. Così come quando dobbiamo guardare in basso da una grande altezza, ma la nostra mente ci impedisce di farlo.

In questi casi, però, qualcosa è sprofondato giù per il dirupo delle emozioni, e nonostante sia ormai impossibile da recuperare, è indispensabile cercare di visualizzarlo per accettare l’idea che sia andato distrutto durante la caduta. Vale a dire che è fondamentale vedere quel tassello che faceva parte della nostra vita per credere che ormai si è staccato da noi, non ci appartiene più. È stato bello finché è durato, certo, ma si è trasformato in un flagello che ci impediva di andare avanti per il cammino della nostra vita.

In definitiva, quando dovete dire addio a qualcuno, siatene grati, perché ogni addio vi offre la possibilità di apprendere i rudimenti indispensabili per affrontare ciò che la vita ha in serbo per voi.


Immaginate come potrebbe essere tornare a sentirvi voi stessi, accettare e lasciare andare tutto quello che ormai non vi appartiene più, riuscendo finalmente a camminare a passi leggeri. Naturalmente non esistono parole nel dizionario che riescano a descrivere questa sensazione così piacevole e meravigliosa…  fonte

Le difficoltà non sono un macigno da sopportare, bensì un gradino per risalire

Nessuna strada è priva di ostacoli. Le difficoltà si presentano quasi ad ogni passo che facciamo. Tuttavia, siamo noi a scegliere se raccogliere quella difficoltà e portarla come un macigno sulla nostra testa oppure se lasciarla lì dov’è, e usarla come un gradino grazie al quale risalire e poi saltare. Le avversità, considerate come un’opportunità, sono un’ottima occasione per crescere.

È l’esperienza nel superare le difficoltà e nell’imparare dai fallimenti a renderci in grado di raggiungere il successo. Evitiamo di trasformare le avversità in un macigno che ci schiacci, è sempre meglio usarle come gradino per risalire.

“Senza l’esperienza nel superare le difficoltà e nello sfruttare i fallimenti, nessuno è in grado di raccogliere notevoli successi. Evitiamo di trasformare le difficoltà e le avversità in un macigno che ci schiacci, bensì usiamole come un gradino per risalire”.

-Bernabé Tierno-

Quel grande maestro chiamato fallimento

Qualsiasi lezione importante proviene dal fallimento. Quest’ultimo, infatti, è un grande maestro di vita. È grazie al fallimento che impariamo le lezioni più importanti che la vita può offrirci.

Sin dal momento in cui cerchiamo di metterci in piedi per la prima volta, e invece cadiamo a terra davanti ad un ostacolo, impariamo che, prima o poi, fallire è inevitabile. Tuttavia, scopriamo anche che è impossibile raggiungere un obiettivo se non ci si prova più volte.

Se ci fossimo arresi dopo la prima caduta, non avremmo mai imparato a camminare. Che ne sarebbe stato della nostra vita, oggi, se non avessimo imparato a camminare? Guardate indietro e riflettete su tutte le cicatrici che portate sul corpo e nell’anima. Quali sono quelle che vi hanno aiutato a crescere? Di sicuro, ne avete molte.

Ore che avete capito meglio questo concetto, sarete in grado di riconsiderare qualsiasi difficoltà che troverete e ad usarla per risalire. In fondo, lo avete già fatto e di sicuro potete riuscirci di nuovo. Rifatelo tutte le volte che sarà necessario.

Perché pensate che alcune persone abbiano più successo di altre? Si tratta forse di fortuna? Certamente no. Ciò che accade è che le persone di successo hanno fallito più volte, perché non si sono arrese e hanno continuato a risalire sui propri fallimenti, invece di farli pesare sulla loro testa.

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”

-Michael Jordan-

5 importanti lezioni che impariamo da ogni fallimento

Nella vita, fallire è inevitabile. Eppure, cresciamo passo dopo passo, ad ogni gradino che costruiamo con i nostri errori e con i nostri fallimenti. Da questi errori, infatti, possiamo imparare lezioni molto importanti che ci aiuteranno ad essere più consapevoli della nostra esperienza.

1. Fallendo acquisiamo esperienza

La prima lezione importante che traiamo dai fallimenti è l’esperienza. L’esperienza ci aiuta a sviluppare una comprensione più profonda delle dinamiche della vita. L’esperienza del fallimento è molto preziosa perché altera completamente la nostra visione limitata e ci spinge a riflettere sulla vera natura delle cose. Tutto ciò ci permette di trasformarci e di migliorare per tirar fuori il meglio di noi.

“La saggezza acquisita grazie all’esperienza è molto preziosa”.

-Roger Ascham-

2. Fallendo acquisiamo conoscenze

Il fallimento comporta la conoscenza diretta delle cose. Non si ha la stessa conoscenza quando abbiamo vissuto un’esperienza in prima persona rispetto a quando, invece, ci viene raccontata. Nulla può sostituire la conoscenza acquisita grazie ai fallimenti.

“La conoscenza è un’avventura incerta che, per se stessa e in modo permanente, implica il rischio dell’illusione e dell’errore”.

-Edgar Morin-

3. Fallendo impariamo ad essere resilienti

Il fallimento aiuta a migliorare la propria resilienza. Per raggiungere un grande successo, infatti, bisogna conoscere la propria capacità di riprendersi. Essere resilienti può esserci utile da molti punti di vista, per esempio, per moderare le nostre aspettative o per sostenere le responsabilità necessarie per raggiungere le proprie mete oppure gli sforzi ed i sacrifici che bisogna fare per ottenere un obiettivo.

 

4. Fallire ci permette di crescere

Quando non siamo in grado di fare qualcosa, cresciamo e maturiamo come esseri umani. Giungiamo ad una comprensione più profonda della nostra vita e troviamo risposte al perché facciamo quello che facciamo. Ciò ci aiuta a riflettere e a vedere le cose da una prospettiva diversa, crescendo a partire da situazioni dolorose.

5. Fallire ci rende coraggiosi

Una delle lezioni più importanti che possiamo trarre dai fallimenti è la necessità di creare e di diffondere una grande quantità di valori. Infatti, il valore si trova al centro stesso del successo e una carenza di questo elemento è un fattore fondamentale per il fallimento.

“Considero più coraggioso chi vince i propri desideri che chi vince i propri nemici, perché la battaglia più difficile è quella con se stessi”

-Aristotele-

fonte QUI

 

SCOPRI LE TUE ORIGINI GUARDANDO LE DITA DEL PIEDE – ECCO COSA RIVELANO

Secondo una ricerca, per scoprire le nostre origini, anche quelle più lontane, è sufficiente toglierci le scarpe e e osservare la forma del nostro piede.

Il vostro piede può dirvi la vostra origine:

1. ORIGINI EGIZIANE
2. ORIGINI ROMANE
3. ORIGINI GRECHE
4. ORIGINI GERMANICHE
5. ORIGINE CELTICHE

Risultati immagini per SCOPRI LE TUE ORIGINI GUARDANDO LE DITA DEL PIEDE

NELLA BARBA CI SONO GLI STESSI BATTERI DEL WC

Le barbe folte e incolte possono contenere gli stessi batteri di una toilette.

Lo rivela un sorprendente studio privato (basato su un piccolo campione di dati, quindi non scientifico) del Laboratorio di Diagnosi di Albuquerque, nel New Mexico, commissionato da una rete televisiva statunitense.

 

 

 

 

E’ stato fatto un test di pulizia sulle barbe di alcuni volontari: alcuni batteri sono stati considerati “normali”, “altri invece sono dello stesso tipo di quelli che si possono trovare nelle feci”, dice il biologo John Golobic.

Non c’è da preoccuparsi, in ogni caso. Il biologo spiega che tali batteri non causano alcun tipo di malattia, anche se potrebbero risultare poco graditi a potenziali partner.

Il consiglio di Golobic è semplice: “Toccatevi la barba il meno possibile”.

FONTE

ECCO COSA SUCCEDE SE DORMIAMO SUL LATO SINISTRO DOPO AVER MANGIATO – GUARDA

I monaci antichi dopo ogni pasto si coricavano soltanto 10 minuti ed era quello che bastava per alleggerire tutta la digestione, come mai?

La più antica medicina orientale (ayurvedica ed indiana) consigliavano sempre di coricarsi sul lato sinistro e la ragione è logica: il nostro sistema linfatico pende sul lato sinistro, per cui fegato, stomaco, pancrea e vescica possono smaltire,

 

 

 

drenare e produrre le loro enzime verso il lato digestivo neutralizzando acidi e grassi senza far pressione per cui non ci vogliono 2 o 3 ore per far una digestione, ma in un corpo sano basterebbe una siesta di 10 massimo 15 minuti per sentirti leggeri.

Il corpo in questo modo acquista tutta l’energia della digestione, mentre noi di solito siamo appesantiti e perdiamo ancora energia digerendo.

FONTE

KEANU REEVES: PERDE PRIMA LA FIGLIA, POI LA MOGLIE IN UN INCIDENTE E LA SORELLA DI LEUCEMIA – LUI DECIDE DI VIVERE COSI’

Abbandonato dal padre alla età di 3 anni; cresciuto con 3 diversi patrigni; dislessico; il sogno di diventare giocatore di Hockey infranto da un brutto incidente; una figlia morta durante il parto; sua moglie morta in un incidente stradale; la persona a cui tiene di più, sua sorella, affetta da leucemia; il suo migliore amico, River Phoenix (fratello di Joaquin, con cui recitò in Belli e Dannati), morto di overdose…

Con tutto quello che ha passato, Keanu Reeves non perde occasione per aiutare le persone che ne hanno bisogno. Quando girava il film “The Lake House”, ha sentito per caso la discussione di due guardarobiere; una piangeva perchè avrebbe perso la casa se non avesse pagato 20.000 dollari e lo stesso giorno Keanu versò la somma di denaro necessario nel conto bancario della donna; ha donato inoltre somme stratosferiche agli ospedali.

 

 

 

Nel 2010 alcune sue foto hanno fatto il giro del mondo. Per il suo compleanno Keanu è entrato in una pasticceria e si è comprato una brioche con una sola candela sopra mangiandola proprio davanti la pasticceria e offrendo caffè alle persone che si fermavano a parlare con lui. Dopo aver guadagnato cifre astronomiche per la trilogia di Matrix, l’attore ha donato oltre 50 milioni di dollari (sì, avete letto bene) allo staff che curò i costumi e gli effetti speciali: i veri eroi della trilogia, come lui stesso li definì. Ha regalato inoltre una Harley-Davidson a ciascuno degli stunt. Una spesa complessiva di oltre 75 milioni di dollari. Per molti film di successo (L’avvocato del diavolo con Al Pacino e Le riserve con Gene Hackman, ad esempio) è arrivato a tagliarsi il cachet anche del 90% per permettere alla produzione di assumere un’altra star di prima grandezza con cui farlo recitare.

Nel 1997 alcuni paparazzi lo scovarono addirittura intento a passare una mattinata in compagnia di un barbone a Los Angeles, stando ad ascoltarlo e condividendone la vita per qualche ora.
La maggior parte delle star quando fanno un gesto caritatevole lo dichiarano a tutti i mass media. Keanu Reeves non ha mai dichiarato di fare beneficenza semplicemente per una questione di principi morali e non per apparire migliore agli occhi dei fan. Quest’uomo potrebbe acquistare tutto, e invece ogni giorno si alza e sceglie uno cosa che non si può comprare: l’umiltà.

FONTE

Zenzero: sai che puoi coltivarlo in casa? Ecco come fare

Coltivare lo zenzero in casa, non è particolarmente complicato, tuttavia è indispensabile tenere conto di alcuni fattori che ne favoriranno il processo e vi aiuteranno ad ottenere il successo desiderato.

Lo zenzero può essere coltivato sia in vaso che in giardino, ama il calore, l’ombra, il terreno ricco e l’umidità, ma odia il gelo. Prima di poter giungere alla completa maturazione ed essere così utilizzato intero, sono necessari 10 mesi. La cosa fantastica è che una volta maturo se ne possono asportare piccole porzioni alla volta, mentre è ancora interrato e continua a crescere.

Per poter coltivare lo zenzero, è necessario acquistare una bella radice, chiamata rizoma, adatta alla coltivazione. Quelli acquistati al supermercato ad esempio, possono essere stati trattati con pesticidi o sostanze chimiche che ne rendono quasi impossibile la germinazione. Pertanto è meglio rivolgere la propria scelta verso negozi di giardinaggio, o negozi biologici.

Fate attenzione alla scelta del rizoma, deve apparire grassoccio, con la buccia sottile e avere dei rigonfiamenti che  indicano la presenza di gemme al suo interno.

Come piantare lo zenzero

Se la radice presenta numerose gemme, è possibile tagliare ogni gemma e interrarla in vasi separati, in modo da avere più piante e quindi più possibilità di successo.

  • Per prima cosa immergete la radice di zenzero in acqua tiepida e lasciatela in ammollo tutta la notte prima di interrarla
  • Riempire un vaso con un terriccio ricco e assicurategli un buon sistema drenante.
  • Tagliare lo zenzero all’altezza dei rigonfiamenti, o dei germogli, se ne ha,  e posizionarli a 3/4 centimetri di profondità, con la gemma rivolta verso l’alto e coprite con il terriccio. Le radici si sviluppano in direzione orizzontale, pertanto scegliete un vaso abbastanza largo e non particolarmente profondo.
  • Innaffiare con un nebulizzatore e posizionare il vaso in un luogo caldo, ma non sottoposto all’azione diretta dei raggi solari.

Lo zenzero ha una crescita lenta, ma già dopo un paio di settimane dovrebbero cominciare a vedersi i primi germogli spuntare dal terreno.

Dopo 3-4 mesi piccoli pezzi di zenzero possono già iniziare ad essere raccolti, ed è possibile continuare in questo modo all’infinito sin quando continuerete a garantirgli ciò di cui ha bisogno per la crescita. Ricordarsi di innaffiarlo una volta al giorno, preferibilmente la sera.

Ricordati di condividere con familiari e amici se lo hai trovato utile

FONTE

Come distendere le rughe con rimedi naturali

Tutte le donne del mondo (ma anche gli uomini) si prendono cura del loro aspetto fisico e delle condizioni della loro pelle, in particolare quella del viso.
Per idratare e nutrire la pelle, e cancellarne i piccoli inestetismi, esistono un’infinità di prodotti di bellezza o cosmetici più o meno costosi.

Non tutti però, possono o sono disposti a spendere una fortuna per acquistarli. Ed è qui che i rimedi naturali fatti in casa ci tornano utili, considerando anche che non contengono sostanze chimiche nocive.

© Piotr Marcinski / Shutterstock.com - 336417926

Abbiamo già parlato di come alcuni alimenti aiutino a ringiovanire la pelle, o come ridurre le rughe con preparati a base di olio di cocco.
Oggi in particolare descriveremo come creare una crema fatta in casa anti-rughe.
Questa crema consentirà non solo di ridurre la comparsa delle rughe, ma anche di rallentare il processo di invecchiamento della pelle e di idratarla.

Per realizzarla basta seguire le seguenti istruzioni:
Ingredienti necessari2 cucchiai di Vaselina1 tuorlo d’uovo1 cucchiaino di miele1 cucchiaio di olio d’oliva1 avocado maturo
IstruzioniSciogliere la vasellina sul fuoco.Poi una volta sciolta togliere dal fuoco e aggiungere il tuorlo d’uovo, miele e olio.Mescolare bene il tutto finché non otterremo un impasto omogeneo.Una volta miscelato per bene l’impasto, lasciamo riposare per qualche minuto.
Come si applica?Lavarsi accuratamente il viso e asciugare bene.Applicare poi la crema massaggiando delicatamente con movimenti circolari.Lasciamo agire per 30 minuti e successivamente pulirsi il viso con un asciugamano bagnato.I risultati non si faranno attendere!
Perché questi ingredienti?L’avocado è noto per essere un vero e proprio rigenerante per la pelle, possiede infatti numerose proprietà nutritive, è ricco di beta-carotene, glutatione e potassio.Il tuorlo d’uovo è un toccasana per la pelle, ed è ricco di vitamina A.Il miele addolcisce la pelle e la protegge dai batteri; l’olio d’oliva ha proprietà ammorbidenti ed emollienti.La vaselina dal suo canto oltre ad ammorbidire la pelle, crea una pellicola protettiva limitando la perdita d’acqua dell’epidermide.

Questa crema preparata in casa non presenta controindicazioni, ma è comunque consigliabile nel caso in cui si notassero delle reazioni anomale a seguito dell’applicazione (arrossamenti, bruciore, prurito) di rimuoverla sciacquando il viso con acqua. È sconsigliato l’uso nei soggetti che presentano allergie nei confronti di uno, o più ingredienti, utilizzati nella preparazione.

Come alleviare il dolore al nervo sciatico con una pallina da tennis

Il nervo sciatico è un nervo misto che trae origine dal plesso sacrale e attraversa in lunghezza la gamba. È un nervo abbastanza voluminoso, spesso soggetto a infiammazioni. Il dolore sciatico, infatti, è una condizione molto comune che può avere diverse cause: dalla presenza di un’ernia, all’assunzione di una postura scorretta per lungo tempo.

Il dolore, veramente fastidioso e intenso, si concentra nella parte posteriore della coscia, nella bassa schiena o nei glutei. Oltre al dolore, tra i sintomi possono avvertirsi anche formicolii e debolezza muscolare.

Abbiamo già visto alcuni rimedi naturali per il trattamento del dolore sciatico. Oggi, vedremo invece un’altra soluzione, più “meccanica”, che si basa sull’uso di una o più palline da tennis per far leva su alcuni punti di pressione e alleviare il dolore.

Il trattamento con la pallina da tennis utilizza gli stessi principi del massaggio, della digitopressione e della riflessologia, che aiutano ad alleviare dolori muscolari e tensione. La pallina interviene su alcuni punti del muscolo piriforme che si trova vicino al nervo sciatico, migliorando la circolazione, diminuendo la rigidità e migliorando la mobilità della parte. È una pratica economica che può essere fatta a casa, meglio se dietro i consigli di un esperto.

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Prima di iniziare…

È importante ricordare che in molti casi l’infiammazione del nervo sciatico è solo il sintomo di altre problematiche ben più importanti, come ad esempio la presenza di un’ernia. Per questo, prima di iniziare qualsiasi trattamento è sempre bene confrontarsi con un medico per ricercare la causa del problema, evitando che, invece di avere dei benefici, andiate a peggiorare la situazione. La pallina lavora sul muscolo piriforme, evitate quindi di sollecitare direttamente il nervo. Infine, come detto in precedenza, prima di iniziare qualsiasi terapia, confrontatevi con uno specialista in modo da scoprire se ci sono dei limiti o delle controindicazioni per il vostro caso specifico.

 

 

 

Come utilizzare la pallina

È possibile utilizzare una o più palle da tennis unite tra di loro, in base al tipo di dolore e alla capacità di equilibrio. Mentre siete seduti o sdraiati sul pavimento, mettete la pallina da tennis sotto il muscolo dal quale proviene il dolore. Se utilizzate una sola pallina, si eserciterà una pressione maggiore sulla zona. Utilizzarne più di una, invece, vi consentirà di distribuire il peso e la pressione su una superficie maggiore, avvertendo meno dolore.

Spostate lentamente il peso sulla pallina, utilizzando una moderata quantità di forza per comprimere i punti trigger del muscolo piriforme in cui avvertite dolore. L’obiettivo è quello di diminuire l’ipertono del muscolo, ripristinando il normale flusso di sangue nella zona e alleviando l’irritazione del nervo sciatico. Indugiate in uno dei punti per circa 15 secondi, passando poi al successivo. In alternativa, potete far rotolare le palline avanti e indietro con dei movimenti delicati.

Il dolore che sentite non deve essere troppo forte. Se lo è, allentate la pressione o aggiungete altre palline. Dovete essere molto cauti mentre lavorate sui punti di pressione, per evitare di andare a infiammare maggiormente la parte, aggravando la condizione. Se sentite dolore acuto interrompete subito.

Se eseguita correttamente, questa tecnica aiuta ad alleviare il dolore alla sciatica. Ovviamente, la pallina da tennis non può mai sostituire le mani di un esperto e, ancora, vi ricordiamo di non iniziare la terapia prima di esservi accertati della causa che ha portato all’infiammazione e dell’esistenza o meno di controindicazioni.

 

Oltre all’utilizzo della pallina da tennis, per combattere il dolore al nervo sciatico, si suggerisce di effettuare della ginnastica dolce e degli esercizi di stretching.

Ecco un video che mostra brevemente come eseguire gli esercizi con la pallina da tennis:

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