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La storia della statua che tutte le donne vogliono baciare

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Sarebbero cinque milioni le donne che nel corso di un paio di secoli non hanno saputo resistere al fascino di Guidarello Guidarelli, il nobile cavaliere effigiato nel 1525 dallo scultore Tullio Lombardo nella celebre lastra funebre che, tra le opere conservate nella Pinacoteca del Mar, il Museo d’arte della città di Ravenna, costituisce senza dubbio quella più nota e visitata.

altera2Una leggenda popolare vuole che « le donne nubili che baceranno Guidarello, potranno sposarsi entro l’anno… ». Fatto sta che la statua dal volto languido e bello di Guidarello Guidarelli è diventata negli anni oggetto di pellegrinaggio di dame e signorine, rubandone i baci furtivi.

Milioni di labbra si sono dunque posate su quel volto fissato nel marmo, milioni di dolci contemplazioni e platonici abbandoni si sono succeduti al cospetto di quello struggente ritratto colto nel passaggio tra la vita e la morte.

E stando alle cronache, le manifestazioni d’affetto per la statua, oltre alle visite di vip della cultura, del teatro e del cinema, contemplano pure l’invio di appassionate lettere anonime e mazzi di rose rosse depositate ai suoi piedi.

guidarello2Nel passato,secondo le testimonianze orali, che sono state tramandate a Ravenna, alcune donne facoltose ottenevano, pagando il guardiano, la possibilità di essere chiuse all’interno della stanza, da sole, potendo godere così, come amanti, la bellezza del condottiero.

Gli sono stati attribuiti poteri “taumaturgici”, altre a quello di trovare marito, anche quello di dare alla luce un pargolo di rara bellezza alle donne che fossero riuscite a baciarlo.

Le guance sbaciucchiate e spalmate del rossetto delle infuocate ammiratrici fecero il giro del mondo e furono immortalate anche in un film, La ragazza di latta, del 1970 di Vittorio Aliprandi, interpretato da Sydne Rome.

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Si dovette persino correre ai ripari: la statua fu recintata, ma non servì, si racconta di donne innamorate che si nascondevano negli anfratti dell’Accademia per passare la notte in un gelido amplesso con la statua… alla fine si arrivò all’estrema conseguenza di nascondere la statua del bel soldato nei sotterranei dell’Accademia.

Pure Gabriele d’Annunzio fu affascinato da Guidarello, che celebrò così in un sonetto del 1903:

“Ravenna, Guidarello Guidarelli / dorme supino con le mani conserte / su la spada sua grande. Al volto inerte / ferro morte dolor furon suggelli…”,

contribuendo a circondare l’effigie del guerriero di quell’aura decadente che avrebbe condotto alla definitiva venerazione estetica e sentimentale del suo volto.

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Il velo di mistero che avvolge la statua di Guidarello Guidarelli continua ancora oggi.

 

Ecco un vecchio video dove viene denominato “il morto più sexy del rinascimento”.

Guidarello Guidarelli nacque tra il 1450 e il 1460 a Ravenna (al tempo sotto il dominio della Repubblica di Venezia) da una famiglia d’origine fiorentina trasferitasi nella città romagnola agli inizi del XV secolo. È il primo di sette figli (di cui tre maschi e quattro femmine) e il padre, Francesco, era notaio. Uomo d’arme, nel 1468 Guidarello (ancora in giovanissima età) venne insignito della nomina di cavaliere dall’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico III d’Asburgo.
Durante il periodo di carnevale del 1501, in attesa di sferrare l’attacco decisivo su Faenza, Cesare Borgia si dilettava con i suoi passatempi preferiti: tornei, corride e balli in maschera. Fu proprio in occasione del gran ballo mascherato organizzato ad Imola per l’ultimo giorno di febbraio che Guidarello Guidarelli venne ferito a morte. La causa di quel ferimento mortale resta un mistero, anche se non è escluso che, al di là di possibili vendette politiche, l’uomo sia stato vittima, nel clima surriscaldato del carnevale, di un colpo sferrato per futili motivi.

Un dolce nuovo, irresistibile, il Nutellamisù

Un tiramisù diverso dal solito ma più goloso e ideale per chi ha voglia di cioccolato e soprattutto amante della Nutella? Provate il Nutellamisù, facilissimo da preparare e buonissimo!

Cosa occorre:

  • latte
  • Nutella
  • savoiardi
  • uova
  • zucchero
  • panna liquida
  • vaniglia
  • mascarpone

La preparazione è semplicissima e veloce, vi consiglio di prepararlo almeno una volta prima della dieta o per farlo assaggiare ai vostri ospiti, per le dosi e il procedimento vi lascio al link del video tutorial, bastano pochi minuti e il dolce è pronto, in basso trovate il link utile che porta al tutorial, buon appetito!

GUARDA IL VIDEO TUTORIAL PER PREPARARE IL NUTELLAMISU’

Ha inserito questi pannelli dietro i termosifoni ottenendo risultati sorprendenti!Più calore più risparmio.VIDEO

Si tratta di particolari pannelli che, inseriti dietro ai termosifoni, possono far risparmiare molto sul riscaldamento domestico in quanto evitano la dispersione di calore all’interno della parete a contatto con il radiatore, respingendolo all’ interno dell’ abitazione.

La maggior parte delle costruzioni di oggi vengono coibentate con cappotto termico già durante la fase di costruzione, ma le costruzioni fatte fino a qualche decennio fa non lo sono, e come numero sono in netta maggioranza in Italia.

Sono molti di più quindi gli italiani costretti a vivere in strutture non coibentate che non possono nemmeno ristrutturare in quanto sono inquilini, oppure per indisponibilità economica, dato che un cappotto termico ha un costo di svariate migliaia di euro.

Queste strutture presentano enormi dispersioni di calore verso l’esterno che fanno lievitare non di poco il costo del riscaldamento durante i mesi invernali, specie quelli più freddi.
La maggiore causa di dispersione, oltre ad infissi non ermetici, è che spesso i radiatori sono disposti in corrispondenza di pareti esterne, solitamente nei pressi o sotto le finestre. Tale disposizione fa si che buona parte del calore prodotto si dissipi nelle pareti sfociando all’ esterno.

A questo però c’è un rimedio efficace e abbastanza economico: i pannelli termoriflettenti.

I pannelli termoriflettenti sono delle superfici che hanno il compito di riflettere il calore giunto su di essi. Si tratta di fogli in politilene (resina termoplastica con ottime proprietà isolanti) rivestiti di alluminio, ignifughi e atossici, che posizionati dietro i termosifoni, ostacolano l’aria calda e non permettono ad essa di disperdersi nel muro esterno dissipandosi, invece la riflettono verso l’interno dell’ abitazione.
Funzionano anche a basse temperature, e aumentano la resa termica dei vostri radiatori del 10%.
Sono facilmente reperibili in negozi di bricolage, rivenditori di materiali per l’edilizia, rivenditori di stufe e caldaie e  in qualche centro commerciale.

 

 

 

Casa.it ha fatto un test dopo aver applicato questi pannelli dietro i termosifoni di una abitazione, ottenendo risultati straordinari in qualità di calore prodotto e risparmio giornaliero. Vi mostriamo di seguito il video del test.

La vita è tutta una questione di equilibrio

 La vita è tutta una questione di equilibrio. Non sempre è necessario fare qualcosa. A volte è assolutamente necessario spegnere tutto, rilassarsi e non fare nulla…

– Dalai Lama

Cosa Succede al Ciuccio Quando la Mamma lo Pulisce con la Sua Saliva

La saliva della mamma può addirittura rinforzare il sistema immunitario e ridurre il rischio di allergie.

Il problema dell’igiene è spesso grande fonte di preoccupazione per qualche mamma. Ci si chiede fino a che punto si debba sterilizzare tutto e come fare per proteggere i nostri piccoli da ogni fonte di possibili malattie.

 

La regola principale da seguire sempre è “occuparsi senza preoccuparsi”, mantenere un comportamento lucido e non maniacale, pur conoscendo e praticando tutte le accortezze igieniche possibili.

Il sistema immunitario dei neonati è infatti ancora immaturo, per questo, nei loro confronti, un occhio in più è doveroso, per non sovraccaricare le loro difese ancora in fase di addestramento.

LA SALIVA DELLA MAMMA È IMPORTANTE

saliva della mamma per pulire il ciuccio

 

Molte mamme, istintivamente, puliscono il ciuccio con la propria saliva mettendolo in bocca nel caso in cui cada per terra e non si abbia alternative immediate per lavarlo.

 

Sembra una pratica un po’ tribale ma pare che abbia un fondamento assolutamente scientifico e possa proprio annoverarsi in uno di quei casi in cui il nostro istinto sia perfettamente in linea con la scienza.

 

Secondo la  prestigiosa rivista Pediatrics, a cui fa capo la American Academy of Pediatrics, questa sarebbe proprio una verità incontestabile. Proprio sulla rivista è stato pubblicato infatti uno studio svedese che dimostrerebbe come ciò sia possibile.

 

LA SALIVA DELLA MAMMA PUÒ ADDIRITTURA RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO E RIDURRE IL RISCHIO DI ALLERGIE.

In questa ricerca sono stati analizzati 184 bambini dai 4 mesi ai 3 anni.

 

Fin da subito sono stati prelevati dei campioni di saliva per analizzarne la composizione chimica, soprattutto riguardante i batteri presenti.

 

Verso i sei mesi è stato chiesto di relazionare l’uso del ciuccio da parte dei bambini e se capitava che i genitori lo pulissero con la loro saliva.

 

Più tardi, tra i 18 e i 36 mesi, si è provveduto a verificare se i bambini del gruppo avessero sviluppato eczema o qualche tipo di allergia.

 saliva della mamma per pulire il ciuccio

 

 

 

 

 

I risultati più significativi sono stati i seguenti:

  • – il 25% aveva avuto un eczema;
  • -il 15% aveva sviluppato qualche tipo di allergia alimentare;
  • – il 5% doveva combattere con l’asma.

LA SALIVA DELLA MAMMA PUÒ AVERE UN RUOLO FONDAMENTALE NELLO SVILUPPO DELLE DIFESE IMMUNITARIO E NELLA PREVENZIONE DI MOLTE MALATTIE.

La cosa che ha sconcertato in positivo, è stato che, se i genitori adottavano la pratica del pulire il ciuccio con la loro saliva, le percentuali dei problemi risultavano diminuite di circa un terzo rispetto ai bimbi che avevano genitori che non lo facevano.

 

E’ inoltre curioso notare un’altra informazione secondaria e incrociata: pare che, numeri alla mano, l’abitudine di pulire il ciuccio con la saliva della mamma sia preferita dalle donne che hanno avuto un parto naturale rispetto al cesareo.

 

I ricercatori hanno poi fatto dei riscontri con i risultati primari generali incrociando i dati relativi al tipo di parto e le abitudini suddette:

 

Una buona percentuale dei bambini nati con parto naturale e i cui genitori pulivano il ciuccio con la propria bocca, non ha sviluppato eczema o allergie, con un buon 54%.

 

Invece e casi in cui i bimbi sono nati con cesareo e i genitori non hanno adottato la pratica istintiva di pulire il ciuccio con la saliva della mamma, hanno avuto una refrattarietà rispetto alle malattie solo del 31%.

saliva della mamma per pulire il ciuccio

LA SALIVA DELLA MAMMA: CONCLUSIONI

In base a questo studio possiamo dunque concludere tutto ciò sulla saliva della mamma:

 Sapendo che ogni bambino ha la sua flora batterica intestinale, il fatto che un genitori, nella fattispecie la mamma, possa ad esempio succhiare il ciuccio per pulirlo e fare così in modo da mescolare la sua saliva con quella del piccolo, fa sì che la sua flora batterica venga potenziata grazie al trasferimento di microbi da parte nostra e possa ridurre il rischio di sviluppare allergie, potenziando il suo sistema immunitario.

 Questa pratica potrebbe dunque essere annoverata come una tipologia di prevenzione primaria nei confronti delle infezioni.(fonte)

Inizia Soffiando Il Vetro Attraverso Il Tubo: L’opera Finale è Un Capolavoro!

L’arte di realizzare sculture col vetro è tanto famosa quanto difficile. Se non vi fosse mai capitato di assistere alla realizzazione di un oggetto usando questa tecnica, l’opera che realizza il ragazzo nel video di sicuro vi conquisterà. Inizia creando la base per il corpo di un drago e poi procede con le parti più piccole e dettagliate in un procedimento che affascina ma che… fa sudare solo a guardarlo!

Un problema cela sempre un’opportunità

Che i problemi celino sempre un’opportunità è una realtà che è stata confermata più volte. Tuttavia, seppur non manchiamo mai di ripetere questa frase ai nostri amici per motivarli nei momenti di difficoltà, spesso siamo proprio noi a dimenticarcene quando ne avremmo più bisogno.

I problemi non rappresentano soltanto sfide per l’intelligenza e per la ragione. Magari fosse così! La difficoltà sta nel fatto che spesso essi danno vita a molte emozioni istintive e quasi meccaniche: la paura, l’ira, i pregiudizi e le apprensioni, l’intolleranza…

Di conseguenza, spesso finiamo per perderci in un bicchier d’acqua. Perdiamo la prospettiva di quello che siamo capaci di fare e rimaniamo fermi, paralizzati dalla paura, schivi o abbandonandoci semplicemente alla lamentela. Forse abbiamo programmato la nostra mente per vedere nei problemi minacce dalle quali non c’è via d’uscita; forse abbiamo perso di vista il fatto che i problemi sono delle sfide e che affrontandole possiamo diventare persone migliori. Oggi vi parleremo delle vicende di uomini e donne che hanno trasformato i propri problemi in opportunità.

Elizabeth Murray, dai problemi più bui alla luce

Elizabeth Murray è nata nel Bronx, USA, e le circostanze in cui è cresciuta l’hanno portata a vivere un’infanzia complicata. I suoi genitori, due hippy degli anni 70, hanno presto ceduto al mondo delle droghe e, quando lei nacque, erano giù due tossicodipendenti con scarse speranze di guarigione – consumavano abitudinariamente cocaina ed eroina.

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Liz Murray con suo padre

Liz Murray e sua sorella passarono l’infanzia a mangiare cubetti di ghiaccio e dentifricio, le uniche cose che riuscivano a trovare per riempirsi lo stomaco. Per i più, i loro genitori si ammalarono di AIDS e la madre morì. Il padre si trasferì in un centro per persone senza fissa dimora e la sorella andò a vivere da un amico – Liz rimase letteralmente per strada all’età di 15 anni.

La ragazza cominciò ad accettare qualsiasi lavoretto, a 17 anni tornò a scuola e, durante una visita di un esponente di Harvard, decise che quello sarebbe stato il suo obiettivo. E lo raggiunse: ottenne una borsa di studio grazie al New York Times. Oggi è una psicologa di successo capace di comprendere il dolore umano meglio di chiunque altro. Ha anche pubblicato un libro di successo e la sua vita è stata trasportata sul grande schermo.

Arturo Calle, l’uomo che ha fatto dell’austerità la sua forza

È l’imprenditore colombiano di maggior successo nel campo della moda maschile. Suo padre morì quando era appena un bambino, lasciando una famiglia formata da 8 figli piccoli e una madre vedova. Per aiutare la sua famiglia, Arturo Calle cominciò a lavorare fin da piccolo – conosceva il valore di ogni centesimo e per questo si adattò ad una filosofia di vita particolarmente austera.

Non appena divenne maggiorenne, ottenne un lavoro che gli permetteva di guadagnare un salario minimo. Ciò nonostante, continuò a risparmiare per vari anni senza sosta, fino a che non mise da parte il denaro sufficiente per aprire un piccolo negozio di indumenti. Il suo motto era “risparmiare senza mai indebitarsi”.  

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Fu così che, passo dopo passo, è diventato un imprenditore di successo e proprietario oggi di numerosi negozi sparsi per tutta l’America Latina. I suoi capi hanno un valore in più: il rapporto qualità-prezzo è ottimo poiché l’azienda di Arturo Calle non deve un solo centesimo a nessuno. Di conseguenza, i costi di produzione sono minori e i prezzi più bassi. L’uomo è considerato anche uno dei 5 migliori datori di lavoro di tutta la Colombia, poiché anche grazie all’aiuto dell’impresa, tutti i suoi dipendenti possiedono una casa propria.

Wilma Rudolph, una storia che vi ispirerà

Quello di Wilma Rudolph era molto più che un problema. Le difficoltà l’hanno accompagnata fin dal suo primo giorno di vita: nacque prematura e i medici dubitavano che sarebbe sopravvissuta. La piccola, però, resistette, ma all’età di 4 anni contrasse una polmonite doppia e si ammalò di poliomielite. Come se non bastasse, proveniva da una famiglia povera, soprattutto considerando che dovevano dar da mangiare a ben 22 figli.

A causa della malattia, Wilma perse l’uso della gamba sinistra e si vide costretta a camminare con l’aiuto di un apparecchio ortopedico. Nonostante questo, a 9 anni decise di provare a camminare senza nessun aiuto, riuscendoci. A 11 anni riuscì ad entrare nella squadra di pallacanestro della sua scuola, e per la prima volta cominciò ad avere fiducia nelle sue capacità fisiche. All’età di 13 anni decise di provare con l’atletica. Durante la sua prima gara arrivò all’ultimo posto, risultato che si ripeté in molte altre gare negli anni successivi.

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Wilma Rudolph, 1960

Dopo svariati anni di allenamento, finalmente riuscì a vincere una gara, e, una volta sulla strada per il trionfo, decise di non fermarsi più. Riuscì a qualificarsi ai Giochi Olimpici di Melbourne nel 1956 ottenendo la medaglia di bronzo per gli Stati Uniti. Nel 1960 vinse due medaglie d’oro nei Giochi Olimpici di Roma. Dopo aver contratto la poliomielite ed aver subito una grave lesione, questa donna ha raggiunto la vetta dell’atletica mondiale vincendo ben tre medaglie olimpiche. fonte:lamenteemeravigliosa 

Il villaggio più freddo del mondo? Ecco dove si trova… La temperatura può scendere anche a -71° (VIDEO)

Nelle ultime settimane la nostra penisola è stata invasa dal mal tempo, in particolare da un’ondata di gelo anomala che ha causato danni soprattutto al centrosud. Non siamo di certo abituate a temperature così basse e per questo non perdiamo mai l’occasione di lamentarci.
Il freddo ci limita, non ci consente di passeggiare, di portare I figli al paco, di fare la spesa o andare a lavoro temendo che la macchina si fermi da un momento all’altro, o slitti sulla neve liscia. Insomma, siamo un disastro. Per noi queste sono vere e proprie emergenze! Eppure, basterebbe pensare a quelle popolazioni costrette a vivere in posti freddi sul serio, per risollevarci il morale.
Avete mai sentito parlare di oymyakon? È un villaggio della russia (che si trova ad est della siberia). In questo piccolo villaggio si raggiungono temperature pazzesche. Pensate che di inverno, le temperature arrivano fino a 67° sotto zero.
Negli anni scorsi, la temperatura è scena persino a -71°, qualcosa di incredibile ed immaginabile per noi italiani. Un freddo così nemmeno lo riusciamo ad immaginare, figuriamoci a tollerare. Questi numeri, lo rendono di certo il villaggio più freddo della terra in assoluto.
Le condizioni climatiche ovviamente non permettono ai cittadini di vivere normalmente, pensate che ad abitarlo ad oggi, sono circa 500. Tanti giornalisti sconvolte dalle condizioni di vita della popolazione di questo villaggio, hanno fatto degli interessanti reportage trasmessi poi in varie lingue. Ecco un video che vi darà almeno una vaga idea, di come si vive in una ghiacciaia.

La temperatura più bassa, -71.2 gradi, nella regione è stata misurata dallo scienziato russo sergey obrychev nel 1924. Il 6 febbraio 1933 invece le temperature giunsero anche a -67,7. Questa temperatura è stata registrata come la temperatura più bassa misurata per un luogo di residenza permanente sulla terra. Gli inverni a oymyakon raggiungono in media la temperatura di -45 gradi, guardate un po’. E tu ci vivresti?

Hai In Casa Delle Fascette? Ecco Alcuni Curiosi Usi Che Dovresti Provare Adesso

Il video che state per vedere vi mostrerà alcuni impieghi inusuali delle fascette: sebbene vi possano sembrare di poca utilità, state certi che vi torneranno in mente alla prima occasione, fosse anche per stupire gli amici! Dunque se volete conoscere come costruire una tazza a partire da un bicchiere o come strappare pezzi di scotch senza usare forbici o ancor peggio i denti… Non vi resta che dare un’occhiata al video che trovate qui sotto!

Abitate Ai Piani Alti E Dovete Pulire I Vetri? Ecco Come Farlo In Tutta Facilità E… Sicurezza!

Se abitate ai piani alti e non avete la comodità di disporre di un balcone, allora per voi pulire le finestre può tramutarsi in una missione difficile. Di certo però non poteva mancare chi da questa problematica ha saputo ricavare un’idea geniale! Ecco allora lo strumento magnetico che vi permette di pulire entrambi i lati di un vetro in tutta sicurezza e col minimo sforzo.

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