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“Ci avete rotto il cazzo”.

A noi che ci dimostriamo forti per nascondere la nostra fragilità, noi che nascondiamo le lacrime dietro il nostro più splendido sorriso. Noi che amiamo con il cuore, quel cuore che troppo spesso cade nelle mani sbagliate e viene fatto a pezzi.

 

Ma che noi da sole prendiamo ago e filo e ce lo ricuciamo fingendo che non sia successo nulla. Noi che dobbiamo imparare ad amarci di più, noi che non dobbiamo accontentarci di essere la seconda scelta, ma sempre la scelta. Perché noi sappiamo quanto valiamo, non ci svendiamo, e sopratutto abbiamo il coraggio, quel coraggio di vivere la vita con il cuore puntato sui nostri sogni. A tutte noi voglio dire questo, non permettete mai a nessuno di mettervi in dubbio e ricordatevi che prima di essere madri,nonne, figlie, sorelle, fidanzate, siamo donne.

– G. Angels

Chi semina raccoglie..(bellissima da leggere)

 Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po’ di spazio sotto ogni nome.
Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla.
Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.
Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.
Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo.
“Davvero?” sentì sussurrare. “Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!” e “Non pensavo di piacere tanto agli altri” erano le frasi più pronunciate.
Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l’esercizio era servito al suo scopo.
Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale.
Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo…
La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò “Lei era l’insegnante di matematica di Mark?”. Lei annuì, dopodiché lui le disse “Mark parlava di lei spessissimo” Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco.
I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante.
“Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. “Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo”
Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.

 

 

 
“Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark. “Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro”
Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse “Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa”.
La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.
Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po’ consumata, mostrandola al gruppo.”La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata”
In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.
Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l’altro. E non sappiamo quando accadrà.
Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi. E un modo di farlo è: continuare ad inoltrare questo messaggio.
Se non lo invii, avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri.
Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei importante e c’è almeno una persona di cui ti importa.
Se sei “troppo occupato” per prenderti questi pochi minuti sufficienti ad inoltrare il messaggio, è perché è la PRIMA volta che non fai quelle piccole cose che farebbero la differenza in una relazione.
A più persone invii questo messaggio, migliore sarà la tua relazione con gli altri.

Ricorda, “chi semina raccoglie”. Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua.

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Come funziona la comunicazione subdola?

 Per destabilizzare qualcuno, non è necessario creare un conflitto diretto oppure esercitare violenza fisica: l’uso dell’ironia, delle prese in giro e di insinuazioni fa parte di un tipo di comunicazione tra pari da cui un individuo esce danneggiato.

La comunicazione subdola fa riferimento ad una tortura psicologica verso un proprio simile; essa non è eclatante, ma destabilizza e confonde il soggetto verso cui è diretta. Tutto può avere inizio con una banale mancanza di rispetto, accompagnata dall’assenza di un senso di colpa da parte di chi la causa.

Per esercitare questo tipo di comunicazione, basta che qualcuno prenda in giro i gusti musicali di un suo compagno, che si beffi dei suoi successi o delle sue aspettative, sia in privato che in pubblico. È anche frequente che lo privi della facoltà di esprimersi e di chiarire il suo punto di vista.

Un altro caso è quando una persona smette di rivolgere la parola a qualcuno, nonostante i costanti tentativi di chiarimento della vittima, che vuole capire se il suo compagno lo stia ignorando senza motivo. Normalmente, tali azioni vengono accompagnate da una comunicazione non verbale composta da sguardi altezzosi o pesanti sospiri.

L’ironia e la presa in giro: due forme di comunicazione subdola

L’ironia e la presa in giro sono due armi maneggiate da una determinata categoria di persone e determinano l’essenza delle relazioni. A prima vista, questo atteggiamento può far sembrare un individuo forte, dato che lo fa apparire come “colui che sa”.

Persistere in quest’atteggiamento porta alla credenza collettiva che quella persona sia così, punto e basta. Nella sostanza, tale comportamento dà vita ad un clima sgradevole e ad un’atmosfera inopportuna e contribuisce ad ostacolare la nascita di spazi di comunicazione sinceri ed intimi.

In questo modo, l’interlocutore finisce per permettere il sarcasmo, l’indifferenza e il disprezzo del partner, dell’amico o del collega, come se quello fosse il prezzo da pagare per avere un rapporto con lui, una persona interessante, ma estremamente complicata.

Il sarcasmo e il lieve disprezzo sono frecciatine che infastidiscono l’altro, spesso in presenza di altra gente. Inoltre, di frequente, nel gruppo c’è anche un complice che rincara la dose. L’aggressione è così minacciosa che il bersaglio non capisce se si sta parlando sul serio o se si tratta di un semplice scherzo che va accettato.

 

 

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Il circolo vizioso di queste relazioni tossiche

Questi gesti sono così quotidiani che sembrano essere la cosa più normale del mondo. Hanno inizio con una semplice mancanza di rispetto, che, però, sfocia in continui attacchi che porteranno a pesanti conseguenze per la salute mentale della vittima.

Si tratta di un fenomeno talmente sleale e, allo stesso tempo, quotidiano, che le vittime finiscono per accettarlo: ammirano l’artefice di quella comunicazione con la ferma certezza che sia meglio stare con lui che contro di lui. Ciò porta ad una vera e propria distorsione della relazione.

Marie-France Irigoyen è esperta di questo tipo di violenza, che cresce in maniera molto insidiosa e graduale, e che porta le vittime a non reagire o contrattaccare, ma a manifestare proprio l’atteggiamento che più di tutti alimenta le aggressioni celate dell’altro: l’eccessiva amabilità. Credono che, se riescono a piacere al loro intrattabile interlocutore, questo diventerà più cortese.

Se, ad un certo punto, la vittima decide di ribellarsi e di reagire in modo diverso, l’altro si incaricherà di frenarla, eliminando ogni sua capacità di pensiero critico e facendole perdere la nozione della sua identità.

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Come evitare le relazioni di questo tipo?

Le persone piuttosto insicure di se stesse sono facili vittime dei manipolatori. Le persone di questo tipo danno la precedenza alle opinioni altrui rispetto alle proprie, perché credono che questi ne sapranno sempre più di loro.

Ora, dopo questa lunga analisi, sapreste dire chi è il vero insicuro? Il manipolato o colui che ha bisogno di manipolare per sentirsi forte nelle situazioni quotidiane? È chiaro che c’è una necessità di educare i figli, sin dalla tenera età, a rispettare gli altri. Dobbiamo capire che ogni individuo è unico ed irripetibile e che nessuno deve essere una figura minacciosa per i propri simili.

Non vi conosco (o forse sì), ma posso dirvi che valete tanto quanto le persone che vi circondano, né più né meno. Camminate a testa alta ovunque andiate; le vostri opinioni, le vostre aspirazioni, le vostre mete e il vostro fisico sono degni di essere apprezzati.

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Molti li hanno, pochi ne parlano. I fibromi si combattono con un condimento da insalata! (VIDEO)

In molti ne soffrono ma quasi nessuno ne parla: sono I fibromi. I fibromi – noti anche come verruche peduncolate – sono piccoli tumori benigni della pelle, comuni sia agli uomini che alle donne. Hanno l’aspetto di piccoli sacchetti pendenti dalla pelle.
È facile trovare I fibromi sotto le braccia, nella parte cava del ginocchio, sulla gola, nella zona dell’inguine o sulle palpebre. Generalmente si sviluppano nei punti in cui la pelle si sfrega più facilmente.
Spesso I fibromi iniziano a crescere già durante la pubertà. La causa del loro sviluppo non è ancora nota. Gli scienziati sospettano che all’origine possa esserci un sistema immunitario indebolito, ma nessuna prova medica è stata finora fornita con certezza.

 

 
Molte persone si rivolgono al medico per rimuoverli chirurgicamente, mentre altri ricorrono a costosi unguenti o pomate che promettono di contrastare questi avversari poco estetici… ma la soluzione è molto più semplice! Si può infatti fare affidamento su qualcosa che quasi tutti hanno già in casa: l’aceto di mele!

Lecco come applicare l’aceto: Versare un po’ di aceto di mele su un batuffolo di cotone e strofinare sul fibroma. Ripetere l’operazione 2 o 3 volte al giorno. Dopo l’applicazione quotidiana, il colore del fibroma inizierà a cambiare. Diventerà più scuro e quasi nero nel momento in cui si andrà essiccando. Alla fine, cadrà dal vostro corpo. Ma fate attenzione! Questo metodo può essere utilizzato solo su quei fibromi che si trovano sulla pelle.

I fibromi sorti in bocca, oppure in prossimità degli occhi, richiedono invece una visita dal medico il più rapidamente possibile.

I figli non si “perdono” per strada, ma dentro casa

I figli non si “perdono” per strada. Quella perdita, infatti, inizia dentro casa, con gli stessi genitori assenti, con quella madre che è sempre impegnata, con una montagna di necessità che vengono ignorate e di frustrazioni che non vengono risolte. Un adolescente si allontana dopo un’infanzia satura di distanza e di un amore che non ha mai saputo educare, orientare, aiutare.

Iniziamo chiarendo il fatto che esistono sempre delle eccezioni. Ovviamente, ci sono bambini che sono cresciuti in ambienti ricchi di armonia, ma che hanno un comportamento disadattivo oppure adolescenti responsabili che sono riusciti a mettere distanza tra loro e un parente tossico. Esistono sempre alcuni casi che sfuggono alle dinamiche classiche quando ciò che accade giorno dopo giorno in una casa segna in modo irrimediabile il comportamento generale dei bambini.

“Seminate nei bambini buone idee, perché anche se oggi non le comprendono, un giorno si preoccuperanno di farle fiorire”

-Maria Montessori-

In realtà, e per quanto possa sembrare curioso, un padre o una madre non sempre riescono ad accettare del tutto questo tipo di responsabilità. Infatti, quando un bambino mostra comportamenti aggressivi a scuola, per esempio, e i professori si mettono in contatto con i suoi genitori, è comune che la famiglia dia la colpa al sistema, all’istituto scolastico stesso e alla comunità scolastica perché “non sanno educare”, perché non intuiscono le sue necessità e non usano le giuste strategie.

Anche se è vero che, per quanto riguarda l’educazione di un bambino, tutti noi siamo “agenti attivi” (scuola, mezzi di comunicazione, organismi sociali…), è la famiglia a piantare e a far crescere nel cervello del piccolo il concetto di rispetto, le radici dell’autostima o il seme dell’empatia.

Oggi vi invitiamo a riflettere al riguardo.

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I figli: l’eredità più importante del nostro futuro

Una volta, H. G. Wells disse che l’educazione del futuro camminerà mano nella mano con la catastrofe stessa. In una delle sue opere di fantascienza più famose, La macchina del tempo, Wells prevede che entro l’anno 802.701, l’umanità sarà divisa in due tipi di società. Una che vive sulla superficie della Terra, i cosiddetti Eloi, e un’altra civiltà priva di scrittura, di empatia, di intelligenza o di forza fisica.

Secondo Wells, i risultati ottenuti dallo stile educativo predominante al suo tempo puntavano già in questa direzione. L’inizio degli esami standardizzati, della competitività, delle crisi finanziarie, della mancanza di tempo dei genitori per educare i loro figli e della preoccupazione inesistenti di incentivare la curiosità infantile o il desiderio inerente all’apprendimento fecero sì che, già agli albori del XX secolo, questo famoso scrittore non si aspettasse niente di buono per le generazioni future.

Non si tratta certo di nutrire tutto questo pessimismo, ma è importante scoprire e diffondere uno stato di allerta e un senso di responsabilità. Per esempio, un aspetto del quale si lamentano molti terapeuti, psicologi scolastici e pedagoghi è la mancanza di sostegno familiare che spesso trovano quando iniziano a lavorare con un adolescente problematico o con un bambino che presenta evidenti problemi emotivi o di apprendimento.

 

 

 

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Quando non c’è una vera collaborazione, o persino quando un padre o una madre tolgono autorità o boicottano il lavoro di questi professionisti, dei professori o dello psicologo, non faranno che continuare a nuocere al bambino, a loro figlio. L’adolescente, inoltre, sentirà di avere ancora più potere per continuare a sfidare i genitori e cercherà per strada ciò che non trova a casa o ciò che nemmeno il sistema educativo è riuscito a dargli.

Bambini difficili, genitori impegnati ed emozioni contrapposte

Esistono bambini difficili e impegnativi ai quali piace comportarsi da autentici tiranni. Ci sono adolescenti incapaci di assumersi le loro responsabilità e che adorano superare i limiti che gli altri impongono loro, arrivando quasi alla delinquenza. Tutti conosciamo più di un caso simile, eppure dobbiamo renderci conto di una cosa: nulla di tutto ciò è un fenomeno nuovo. Nulla di tutto ciò è causato da Internet, dai videogiochi o da un sistema educativo più permissivo.

“Prima di insegnare ad un bambino a leggere, insegnategli che cosa sono l’amore e la verità”.

-Gandhi-

In fin dei conti, questi bambini mostrano le stesse necessità e gli stessi comportamenti di sempre, ma nel contesto tipico dei nuovi tempi. Per questo motivo, la prima cosa da fare è evitare di trasformare l’infanzia o l’adolescenza in una patologia. Il secondo passo, è assumersi la parte di responsabilità che corrisponde ad ognuno di noi, che sia come educatori, come professionisti della salute, come divulgatori o come agenti sociali. L’ultimo passo, ma non meno importante, è capire che i bambini sono, senza alcun dubbio, il futuro del mondo, ma, prima di tutto, sono i figli dei loro genitori.

Riflettiamo insieme su alcuni aspetti importanti.

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Gli ingredienti di una vera educazione

Quando un professore chiama una madre o un padre per parlare del cattivo comportamento di un bambino a scuola, la prima cosa che pensano i genitori è che stiano mettendo in dubbio l’amore che provano per i loro figli. Non è affatto così. Ciò che accade davvero è che, a volte, quell’affetto, quell’amore sincero, viene comunicato e manifestato nel modo sbagliato.

  • Voler bene a un figlio non significa soddisfare tutti i suoi capricci, aprirgli tutte le porte o evitare che venga colpito dalle esperienze negative della vita. L’amore autentico è quello che guida, quello che risveglia sin da subito un vero senso della responsabilità nel bambino e che sa gestire la sua frustrazione dicendogli “no” quando ce n’è bisogno.
  • Un’educazione di qualità conosce le emozioni e capisce la pazienza. Un bambino impegnativo non smetterà di comportarsi in un certo modo se gli si urla contro o se lo si isola per due ore in camera sua. Ciò di cui ha bisogno, e per il quale vi ringrazierà, è l’attenzione data dalle parole, da nuovi stimoli, dagli esempi e dalle risposte che soddisfaranno le sue avide domande.

Dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che, in un’epoca dove molte mamme e papà sono costretti a rispettare orari di lavoro che vanno poco o per nulla d’accordo con la vita familiare, ciò che importa non è la quantità di tempo reale che si condivide con i propri figli. Ciò che importa è la QUALITÀ di quel tempo trascorso insieme.

I genitori che sanno intuire le necessità e le emozioni dei propri figli, che sono presenti per guidarli, per orientarli e per favorire i loro interessi, i loro sogni e le loro speranze, sono quelli che lasciano il segno e che fanno crescere le radici dei propri figli, evitando che i loro bambini vadano a cercarle per strada.

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Ecco che cosa succede al tuo corpo se mangi uova tutti i giorni

Le uova sono tra i cibi più nutrienti che ci siano. Sono ricchi di ferro, di aminoacidi e di antiossidanti. Le uova possono essere cucinate in modi diversi, quindi sono un piatto davvero flessibile.

Il tuorlo contiene due acidi grassi essenziali: gli omega-3 e gli omega-6, che dovrebbero far parte della nostra dieta. L’albume è ricco di proteine, che fanno bene ai muscoli. Mangiando regolarmente uova, il corpo assume tutti questi nutrienti.

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Ecco che cosa succede al nostro corpo se mangiamo uova regolarmente. Le uova:

1. Rafforzano il sistema immunitario

Una o più uova al giorno vi aiuteranno a rafforzare il sistema immunitario. Le uova contengono anche le vitamine A, D ed E.

2. Riducono lo stress e l’ansia

Mangiando uova, introduciamo la serotonina, un neurotrasmettitore. Questo ci aiuta di rilassarci, ci rende più felici e favorisce la concentrazione.

3. Regolano i livelli di colesterolo

Le uova contengono circa 200 mg di colesterolo, soprattutto quello buono, HDL. Solo una piccola parte contiene il colesterolo “cattivo”, LDL.

BBC

4. Rafforzano i denti e le ossa

Come abbiamo detto sopra, le uova contengono la vitamina D. Secondo molti, le uova sono la fonte principale di vitamina D (dopo il sole). Quindi, fanno particolarmente bene in inverno.

5. Migliorano le funzioni cognitive

Le uova contengono la colina, che agisce sui segnali nervosi che ci aiutano a ricordare ciò che facciamo, ad esempio dove abbiamo messo le chiavi di casa. Un supplemento di colina favorisce una migliore reattività.

 

 

 

6. Aiutano a prendersi cura della propria pelle

Le uova sono ricche di vitamine B2 e B12. Una carenza si riflette sull’aspetto e il colorito della pelle.

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7. Favoriscono la perdita di peso

In genere a colazione assumiamo carboidrati, ma secondo alcuni studi, le proteine e i grassi saturi saziano di più. Pertanto, va bene mangiare un uovo a colazione. Chi mangia uova a colazione tende ad introdurre meno calorie durante il giorno.

8. Proteggono la vista

Secondo alcune riviste di salute, le uova contengono la luteina e la zeaxantina, due antiossidanti che favoriscono la salute della vista e dell’occhio.

NYT

Che cosa mangerete domani a cena? Magari un paio di uova al tegamino?

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5 metodi naturali per combattere la depressione

La depressione è una condizione che dipende da molteplici fattori. Questo significa che la sua comparsa e il suo impatto sulla vita di chi ne soffre sono la conseguenza di diversi elementi. Per combatterla, la cosa migliore è lottare su più fronti.

Ultimamente è stata data molta importanza ai cambiamenti chimici che si verificano nel cervello e che sono associati alla depressione. Si parla di ormoni della felicità, dello stress, di qualsiasi cosa. Si parla anche di neurotrasmettitori e del loro effetto sullo stato d’animo. Ora, anche se si tratta di un approccio scientifico e valido, è importante precisare alcune cose in merito.

 

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Prendersi Cura Di Sé è Il Primo Passo Verso La Felicità

Spesso commettiamo l’errore di renderci troppo disponibili ai bisogni degli altri perdendo di vista quelli che sono i nostri desideri e le nostre emozioni. Facciamo lo sbaglio di credere che per essere felicibisogna in primis rendere felici gli altri, dimenticandoci di quanto sia importante riuscire ad Amarci ed ascoltarci.

Ignoriamo che il “sano egoismo” sia un valore positivo che aiuta a prenderci cura di noi stessi senza trascurare quelli che sono i nostri spazi ed i nostri pensieri, il che non significa escludere gli altri ma ascoltare anche cosa dice il nostro cuore.

Non dobbiamo mai dimenticare che i nostri desideri sono esattamente importanti tanto quanto quelli degli altri, questo ci rende consapevoli di quanto sia essenziale iniziare a prenderci davvero cura di noi stessi e della nostra persona

Amare se stessi è il presupposto fondamentale per riuscire a raggiungere la felicità e diventare migliori, riuscendo così a dare valore aggiuntivo alle nostre relazioni e donare amore alle persone a cui vogliamo bene.

Così dobbiamo iniziare a:

PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA FELICITA’

Dobbiamo focalizzarci sulla nostra idea di Felicità.

Nessuno può decidere al posto nostro cosa può renderci felici o chi.

Molte persone cadono nell’errore di lamentarsi della propria condizione senza però fare nulla per cambiare le cose. Iniziamo invece a considerare la nostra idea di felicità come motore attivo per ottenere la vita che più desideriamo e rendere questo desiderio il nostro obiettivo principale.

PRENDERCI CURA DEI NOSTRI PENSIERI

Non lasciarci travolgere dai pensieri negativi ma accogliere i pensieri positivi nella nostra vita e nella nostra quotidianità, senza mai ignorarli. Ogni mattina, appena apriamo gli occhi dobbiamo sforzarci di cacciare via tutti quei pensieri che sentiamo ci possano trascinare verso il basso ed abbattere, concentrarci su cosa c’è di più positivo e lasciare che questo ci spinga verso una visione della realtà più fiduciosa e ottimista.

PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA UNICITA’

Lasciamoci ispirare e migliorare da ciò che abbiamo intorno, ma non perdiamo mai di vista che non dobbiamo somigliare a nessuno proprio perché noi siamo perfetti nella nostra unicità. Prendersi cura di questo pensiero ci rende persone sicure di noi stesse in grado di comprendere che l’essere unici ed inimitabili, con i nostri pregi e soprattutto i nostri difetti, è un grande valore da conservare. Non bisogna mai sentirsi meno degli altri o sbagliati: siamo straordinari proprio per come siamo!

PRENDERCI CURA DELLE NOSTRE EMOZIONI 

Le nostre emozioni riflettono quello che siamo, i nostri desideri e la nostra personalità: non bisogna mai giudicarci per quello che proviamo quando siamo in preda a delle emozioni negative. Piangere, provare rabbia o ansia fa parte della vita e rispecchia il nostro intimo, condannare tutto questo e provare sensi di colpa ci allontanerebbe soltanto da noi stessi. Bisogna invece osservare ed accogliere le nostre emozioni, iniziando a prendercene davvero cura.

PRENDERCI CURA DEI NOSTRI SOGNI

I sogni, motore dell’anima e della nostra esistenza! Come potremmo mai vivere senza di essi?

Prendiamoci cura dei nostri sogni, che sono solo nostri e di nessun altro. Dobbiamo dargli fiducia e crederci, senza giudicarli od analizzarli troppo a fondo. I sogni, brivido ed emozione, sono fatti per essere vissuti, nient’altro.

Quindi inseguiamoli, fa bene all’anima e ci rende persone felici e che amano davvero se stesse.

FONTE

Il Muro Di Ghiaccio Trema E Poi Collassa: Le Riprese Sono Da Mozzare Il Fiato

Così come lo spettacolo di un fiotto gigantesco di lava che si riversa in mare ci lascia senza fiato, allo stesso modo un ghiacciaio che inizia a collassare ha il potere di ricordarci quanto è potente la natura. Quelli che vedete qui sono gli attimi in cui una parte del ghiacciaio di Viedma (Argentina) si stacca dalla parete e finisce nell’acqua del lago sottostante. Immagini incredibili.

 

 

Alike: Il cortometraggio che farà piangere e riflettere ogni genitore preoccupato per il rendimento scolastico dei propri figli

Sempre più spesso – negli ultimi tempi – mi capita di constatare negli adulti che mi circondano, un’ eccessiva apprensione per il rendimento scolastico dei propri figli.

Per approfondire cosa intendo si legga l’articolo qui riportato “ Recenti studi dimostrano che le madri assillanti hanno più probabilità di crescere figlie di successo ”  e in calce allo stesso le mie riflessioni critiche.

È vero, noi adulti abbiamo “imparato la lezione” a nostre spese, e ci preoccupiamo quindi di trasmettere loro il “senso del dovere” che potrà renderli persone di successo.

Ma siamo sicuri che ciò basterà a renderli felici e realizzati più di noi? Ad evitare loro “di fare la nostra fine”?

Pepe School Land 

Oppure, è proprio quando si “impara la lezione” che si diventa duri e privi di gioie e speranze – che sono il motore della vita e infondo anche della stessa produttività – che si fallisce?

Pepe School Land

Gli adulti di questo video sono “i grigi” i bambini amano i colori, ma presto apprendono ad essere “grigi” anch’essi.

Pepe School Land

Qual’è la cosa allarmante che deve far riflettere ogni genitore? Che l’adulto “grigio” vive momenti di spensieratezza e felicità in famiglia solo finché il bambino resta “colorato”.
Quando il bambino si spegne, adempiendo esclusivamente al “senso del dovere” che gli trasmettiamo, e inizia a credere – come non gli insegnamo altrimenti – che la felicità sia legata esclusivamente al “far soldi”, mettendosi “in riga” e lasciando da parte ogni “infantile euforia”, allora l’adulto, che dovrebbe essere contento per la diligenza e il carattere che si sta formando nel figlio, invece sente mancarsi la terra sotto i piedi, quella speranza che il figlio possa continuar sempre a vivere con gioia, che non faccia la sua fine.

Quando vediamo i nostri figli tristi, è  come se “la vita” ci mandasse un segnale, un messaggio, è come quando il “corpo ti dice basta”.

 Ma noi questo messaggio lo sappiamo ascoltare, o non abbiamo più tempo nemmeno per riflettere? E se è così, a causa di cosa?

Pepe School Land


Riflettete gente, vi prego, riflettete prima di dire che “i professori devono farli lavorar sodo”, frase che sempre più spesso sento in giro, genitori che si fanno aguzzini e controllori di un sistema educativo che – diciamocelo pure dato che di recente si è sdoganato anche sui media mainstream che laureati non sanno scrivere: Se i giovani non sanno l’italiano sono i maestri che devono cambiare metodo (c’è una laurea apposta) – fa acqua da tutte le parti.

Abbiate il coraggio di capire che il mondo sta cambiando ancora, d’altronde sarebbe stato troppo facile aver capito tutto e trasmetterlo ai nostri figli, se funzionasse così non credete che i vostri genitori avrebbero fatto lo stesso e ora saremmo tutti miliardari e felici?

Non funziona così. 

Bisogna avere il coraggio di ammettere i propri errori, e gli errori del sistema in cui viviamo.

E l’unica speranza che abbiamo diffondere amore. 
Se vostro figlio vuole fare l’artistico, non fategli fare lo scientifico solo perché “pensate” possa offrire più opportunità professionali.

Lasciatelo seguire le sue attitudini, che lo rendono unico e di valore nella società. 

Fidatevi delle sue potenzialità e lo renderete una persona di “successo” molto più che forzandolo.

D’altronde una volta, quando si apprendevano liberamente i “mestieri” e non “nozioni obbligatorie”, ognuno seguiva la sua strada, e qualcosa tirava su, Leonardo Da Vinci nacque in quel periodo ad esempio.
Paradossalmente  invece, oggi tantissimi laureati  devono, una volta finiti gli studi, ricominciare da zero e lavorare in settori diametralmente opposti o rispetto a ciò che hanno studiato, o peggio, accettare lavori degradanti e per nulla collegati alla necessità di una laurea.

Dobbiamo vivere il dovere non con “diligenza”, non con ansia, ma con grazia”. Gioiosa e modesta, lo insegna anche il Vangelo.

Il video insegna questo ed altro, e fa piangere i cuori più sensibili.

Vi prego di vederlo e farlo vedere ai vostri figli, chiedendogli scusa per tutte le volte che avete messo un freno alle loro passioni.

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