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Il professore disse che dio non esiste. Lo studente gli dette una risposta incomparabile!

Un professore di filosofia ateo resta immobile dinanzi alla sua classe e dopo chiede a uno dei suoi studenti di alzarsi:

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Tu sei cristiano, non è vero figliolo?’

Sì, signore’, risponde lo studente.

Così credi in Dio?’

Certamente’.

Dio è buono?’

Certo! Dio è buono’.

Dio è onnipotente? Dio può fare qualsiasi cosa?’

Sì’.

Sei buono o cattivo?’

La Bibbia dice che sono cattivo’.

Il professore sorride deliberatamente. ‘Aha! La Bibbia! Riflette per un istante. ‘Rispondi a questa domanda. Diciamo che c’è una persona malata e tu puoi curarla. Puoi farlo. La aiuteresti? Ci proveresti?’

Sì, signore’.

Quindi sei buono…!’

Non direi questo’.

Ma perché non lo diresti? Aiuteresti una persona malata e storpia, se potessi. La maggior parte di noi lo farebbe, se potesse. Ma Dio no’.

Lo studente non risponde, allora il professore continua. ‘Non lo fa, vero? Mio fratello era cristiano ed è morto di cancro, sebbene pregasse Iddio di guarirlo. Come può essere buono Dio? Mi sai rispondere?’

Lo studente resta in silenzio. ‘No, non sai rispondere, vero?’ dice il professore. Beve un sorso di acqua da un bicchiere sulla cattedra per concedere allo studente il tempo per rilassarsi ‘Iniziamo daccapo, giovanotto. Dio è buono?’

Er…sì,’ afferma lo studente.

Satana è buono?’

Lo studente non ha esitazioni su questo. ‘No.’

Allora da dove viene Satana?’

Lo studente balbetta. ‘Da Dio’

Giusto. Dio ha creato Satana, non è vero? Dimmi, figliolo. C’è cattiveria nel mondo?’

Sì, signore…’

II male è ovunque, non è vero? E Dio è il creatore di tutto, giusto?’

Sì’.

Quindi chi ha creato il male?’ Il professore continua, ‘Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora Dio è malvagio’.

Ancora una volta lo studente non risponde. ‘C’è la malattia? L’immoralità? L’odio? L’orrore? Tutte queste cose terribili esistono nel mondo?’

Lo studente è imbarazzato. ‘Sì’.

Quindi chi le ha create?’

Lo studente non risponde ancora una volta, allora il professore ripete la sua domanda. ‘Chi le ha creati?’ Ancora nessuna risposta. Improvvisamente il professore inizia a camminare su e giù per l’aula. La classe resta incantata. ‘Dimmi’, si rivolge a un altro studente. ‘Credi in Gesù Cristo, figliolo?’

La voce dello studente lo tradisce e spara. ‘Sì, professore, ci credo’.

Il vecchio si ferma. ‘La scienza afferma che hai cinque sensi per identificare e osservare il mondo che ti circonda. Hai mai visto Gesù?’

No, signore. Non l’ho mai visto’.

Allora dicci, hai mai udito il tuo Gesù?’

No, signore…’

Hai mai toccato il tuo Gesù, assaggiato il tuo Gesù o sentito il suo odore? Hai mai avuto una percezione sensoriale di Gesù Cristo, o di Dio, per quel che importa?’

No, signore, purtroppo.’

Ma continui a credere in lui?’

Sì’.

Secondo le regole del protocollo empirico, testabile e dimostrabile, la scienza afferma che il tuo Dio non esiste… Che cosa mi dici a riguardo, figliolo?’

Niente’, replica lo studente… ‘Io ho soltanto la mia fede’.

Sì, la fede’, ripete il professore. ‘E quello è il problema che la scienza ha con Dio. Non ci sono prove… solo la fede’.

Lo studente rimane zitto per un momento, prima di rivolgere una sua domanda. ‘Professore, esiste il caldo?’

Sì’.

Ed esiste il freddo?’

Sì, figliolo, c’è anche il freddo’.

No, signore, non esiste’.

Il professore si volta per guardare lo studente, ovviamente interessato. All’improvviso irrompe il silenzio nella stanza. ‘Puoi avere molto calore, ancora più calore, super calore, mega calore, calore illimitato, calore bianco, poco calore o assenza di calore, ma non abbiamo niente che si chiami ‘freddo’. Possiamo avere 458 gradi sotto lo zero, che non è calore, ma non possiamo andare oltre. Non esiste il freddo; altrimenti potremmo andare oltre i — 458 gradi. Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, e il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno (-458° F), è l’assenza totale di calore.  Vede, signore, ‘freddo’ è soltanto una parola che usiamo per descrivere l’assenza di calore. Non possiamo misurare il freddo. Possiamo misurare il calore in unità termali perché il calore è energia. Il freddo non è l’opposto del calore, signore, ma soltanto la sua assenza’.

Silenzio nella stanza. Cade una penna da qualche parte, ma sembra un martello.

E il buio, professore. Esiste il buio?’

Sì’, replica il professore senza esitare… ‘Che cos’è la notte se non esiste il buio?’

Si sbaglia di nuovo, signore. Il buio non è qualcosa; è assenza di qualcosa. Possiamo avere la luce fioca, la luce normale, la luce brillante, la luce intermittente, ma se non hai la luce costante non hai niente e questo è il buio, giusto? Ecco il significato che attribuiamo alla parola. In realtà, il buio non esiste. Se esistesse, potremmo rendere l’oscurità più scura, non è vero?’

Il professore inizia a sorridere al ragazzo davanti a lui. Questo sarà un buon semestre. ‘Quindi arriva al punto, giovanotto?’

Sì, professore. Il punto è, la sua premessa filosofica è imperfetta dall’inizio e quindi anche la sua conclusione lo è’.

Il professore questa volta non riesce a nascondere la sua sorpresa. ‘Imperfetta? Puoi spiegarmi in che senso?’

Lei sta partendo dalla premessa del dualismo’, lo studente spiega… ‘Sostiene che c’è la vita e di conseguenza la morte; un Dio buono e un Dio cattivo. Sta vedendo il concetto di Dio come qualcosa di finito, qualcosa che si può misurare. Signore, la scienza non è in grado di spiegare neanche il pensiero. Usa l’elettricità e il magnetismo, ma non ha mai visto e ancora meno compreso appieno un pensiero. Vedere la morte come l’opposto della vita significa ignorare il fatto che la morte non può esistere come una cosa sostanziale. La morte non è l’opposto della vita, ma soltanto assenza di vita’.

Ora mi dica professore… Lei insegna ai suoi studenti che essi discendono da una scimmia?’

Se si riferisce all’evoluzione naturale, giovanotto, sì naturalmente’.

Ha mai osservato l’evoluzione con i suoi occhi, signore?’

Il professore inizia a scuotere la testa, ancora sorridendo, appena si rende conto dove sta approdando la questione. Un ottimo semestre, davvero.

Siccome nessuno ha mai visto il processo evolutivo e non può neanche provare che questo processo sia continuo, non sta insegnando una sua opinione, signore? Adesso non è uno scienziato, bensì un predicatore?’

La classe è in subbuglio. Lo studente rimane in silenzio finché non si placa l’agitazione. ‘Per continuare con quanto stava dicendo prima all’altro studente, lasci che le faccia un esempio su ciò che voglio dire’. Lo studente volge uno sguardo alla classe. ‘Qualcuno ha mai visto il cervello del professore?’ La classe scoppia a ridere. ‘C’è qualcuno che ha mai udito il cervello del professore, sentito il cervello del professore, toccato o percepito il cervello del professore? Nessuno sembra averlo fatto. Quindi, secondo le leggi del protocollo empirico, stabile, dimostrabile, la scienza afferma che lei è non ha cervello, con tutto il dovuto rispetto, signore’. ‘Quindi se la scienza afferma che lei non ha cervello, come possiamo avere fiducia nelle sue lezioni, signore?’

Ora la stanza è in silenzio. Il professore fissa lo studente, con il volto indecifrabile. Alla fine, dopo quella che sembra un’eternità, il vecchio risponde ‘Immagino che dobbiate avere fede.’

Adesso lei ammette che ci sia la fede e infatti la fede esiste insieme alla vita’, continua lo studente. ‘Ora, signore, esiste il male?’ Incerto, il professore risponde ‘Naturalmente, esiste. Lo vediamo ogni giorno. Ne è un esempio la mancanza di umanità tra gli esseri umani. È nella molteplicità dei crimini e della violenza ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono nient’altro che il male’.

Allora lo studente replica, ‘Il male non esiste signore, Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio. Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita. È come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce’.

Il professore si mette a sedere.

Lo studente era Albert Einstein.

Source: Marketium

Senzatetto entra in un ristorante elemosinando del cibo. Il direttore gli offre un pasto, a una condizione

È facile dimenticare che anche i senzatetto sono esseri umani, che forse non se la stanno passando bene solo temporaneamente.

Il direttore di un ristorante della catena Chick-Fil-A ricevette ebbe una reazione inaspettata nel momento in cui un senzatetto dall’aspetto trasandato entrò per chiedere degli avanzi di cibo. Invece di cacciare via l’uomo affamato o di preoccuparsi che i suoi capi potessero avere da ridire sulla sua presenza nel ristorante, il direttore si avvicinò all’uomo e avanzò una semplice richiesta.

Joey Mustain, un uomo che assistette alla scena tra il senzatetto e il direttore, ha raccontato l’accaduto.

Secondo quanto ha riportato, lui e sua figlia Stella erano al ristorante per pranzare. Descrivendo ciò che successe quando entrò il senzatetto, Joey ha detto, “Le persone cercavano di mantenere le distanze, ma ciò nonostante lui continuava a essere gentile. Rivolgeva la parola alla gente che gli rispondeva malvolentieri, e mentre aspettava il direttore, sorrideva”.

Joey ha aggiunto che subito dopo arrivò il direttore e i due iniziarono a parlare.

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“Tutto ciò che riuscii a cogliere dalla loro conversazione fu che il direttore gli disse che gli avrebbe offerto un pasto caldo completo. Non semplicemente degli avanzi di cibo. L’unica cosa che chiedeva in cambio era che l’uomo gli permettesse di pregare insieme a lui”.

Dopo il direttore posò la mano sull’uomo e iniziarono a pregare. Joe rimase talmente colpito, che chiese a sua figlia di guardare. Subito anche lei chinò il capo, unendosi alla preghiera.

“Sentivo l’amore in quella preghiera. L’uomo senzatetto non rovinava la reputazione del ristorante. Era il motivo per cui quell’esercizio commerciale aveva aperto le sue porte quella mattina (o qualsiasi altra mattina)”. Joey ha raccontato.

La gentilezza nei confronti di chiunque, indipendentemente dalla sua età, dalla classe sociale a cui appartiene, dalla sua etnia e via dicendo, è molto importante. Il mondo sarebbe un posto molto migliore se fossimo più gentili tra di noi.

Questa bimba di 5 anni ha passato solo 1 giorno a scuola e ha fatto piangere la sua maestra. Ma la ragione vi farà fortemente commuovere.

Miriam Gwynne, vive in Scozia ed è la mamma di due bambini di 5 anni, Naomi e Isaac. La vita non è molto facile per loro, dal momento che entrambi sono autistici. Miriam, in particolare, era piuttosto nervosa quando Naomi dovette affrontare il primo giorno di scuola… sarebbe stata presa in giro dai nuovi compagni di classe? Come se la sarebbe cavata la sua piccolina? 

Tuttavia, le sue preoccupazioni non si avvicinavano minimamente ad immaginare quello che sarebbe successo a scuola. Alla fine della giornata, Miriam riceve una chiamata dall’insegnante di sua figlia. La maestra voleva condividere con lei alcuni pensieri sul comportamento di Naomi in classe. Miriam non riusciva a credere alle sue parole.

“Come ogni mamma ero terrorizzata quando mia figlia ha iniziato la scuola a tempo pieno. Anche se l’ho vestita e messa a posto con il suo cravattino, mi sono chiesta ancora una volta se quello sarebbe stato il posto giusto per lei, in mezzo a tanta gente.

Avevo inoltre più motivi di altre mamme per essere preoccupata, dal momento che a mia figlia è stato diagnosticato un mutismo selettivo e una forma di autismo; inoltre, fino a quel giorno, non era ancora in grado di vestirsi da sola o di usare correttamente il vasino e, pur avendo trascorso già un anno in più alla scuola materna, era ancora una delle bambine più piccole.

Alla tenera età di 5 anni, poi, mia figlia porta già un pesante fardello su di sé.

Spesso mi chiedo se i professionisti si rendono conto del peso quotidiano che anche i fratelli portano sulle loro spalle ogni giorno…

La stessa diagnosi che è toccata alla mia bella bimba dagli occhi blu, infatti, riguarda anche il suo fratello gemello… che, rispetto a lei, ha esigenze ancora più complesse. Ha tumori, una forma grave di autismo, un comportamento provocatorio, e forme di ritardo mentale e verbale molto serie. Lei deve già convivere con queste cose quotidianamente, alla fragile età di cinque anni.

 

 

 

Come avrebbe reagito senza la sua presenza e con la scuola a 14 miglia di distanza? Come avrebbe fatto a soddisfare le sue esigenze personali, se non è in grado di parlare? La sua ansia e vulnerabilità la potrebbero rendere facile bersaglio per i bulli? Lo stress domestico potrebbe causare problemi al suo apprendimento?

Ero preoccupata. E non smettevo di farmi domande.

Ma qualcosa è cambiato in quella prima settimana di scuola. Un giorno la sua maestra di sostegno mi ha detto che la mia speciale, fragile, silenziosa bambina aveva effettivamente cambiato tutto in classe senza dire nemmeno una parola.

Si scopre infatti che in classe c’erano altri due bambini che rimanevano in silenzio, ma per un motivo molto diverso: non erano in grado di parlare inglese. Per comodità mia figlia è stata messa a sedere accanto a loro, di modo che l’insegnante potesse assisterli tutti e tre più facilmente. Ma nessuno dei docenti parlava russo e tutti stavano ancora cercando di capire quale fosse il modo migliore per aiutare questi bambini che, a causa dei loro problemi, erano in qualche modo esclusi dal resto della classe.

L’insegnante ha fatto lezione e i bambini si sono seduti sul pavimento. La mia bambina si è seduta, ha ascoltato con attenzione e poi è tornata al suo posto. Ali bambini era stato chiesto di disegnare un quadrato e di inserire i loro nomi nella parte superiore del foglio. Mentre tutti i bambini hanno iniziato a prendere le matite e le penne, desiderosi di cominciare, Naomi se ne è rimasta seduta. Osservava come l’assistente in aula cercasse il modo di aiutare gli altri due bambini che non riuscivano a capire cosa fosse stato loro richiesto.

Approfittando di un momento di distrazione dell’assistente, Naomi si è alzata dalla sedia e si è avvicinata ai due bimbi. Ha preso il contenitore dell’acqua dal centro della scrivania e lo ha posizionato accanto a loro. In silenzio ha preso ogni bambino per mano e ha indicato il suo nome e poi la parte superiore del loro foglio di carta. Poi ha preso un pennarello e ha cominciato a segnare con un tratto leggero la loro carta e a indicare quello che gli altri stavano facendo.

Ha atteso che loro cogliessero il suo tentativo di comunicare senza la lingua e loro lentamente hanno cominciato a copiare il loro nome e hanno iniziato a disegnare. Lei li ha guardati e ha sorriso. Solo allora è tornata al suo posto per cercare di scrivere il suo nome.

L’insegnante osservava. E per la commozione è scoppiata a piangere in classe.

Quel giorno, proprio la bimba più improbabile della classe aveva insegnato a tutti la lezione. La bambina cui è stato diagnosticato un disturbo di comunicazione, in realtà ha mostrato a tutti come comunicare.

Lei non conosce il russo. Ma vivere con un fratello muto, che ha esigenze complesse, le ha insegnato qualcosa che è stata in grado di trasmettere a tutta la classe pur senza dire una parola. Lei non ha bisogno di parole per aiutare le persone.

Io sono ancora preoccupata. Ma so che tutto ciò che vive in mia figlia è in qualche modo capace di trasformare la cenere in bellezza. E io non potrei essere più orgogliosa di lei”.

Se la storia della piccola Naomi ti ha ispirato, condividila con tutti quelli che conosci. 

Questo musicista sta per chiudere la serata – decide di fare il bis per il pubblico più simpatico del mondo

Questo musicista di strada in Malesia stava finendo la sua esibizione in questa giornata che a dire il vero non aveva avuto molto successo. Ma qualcosa di eccezionale stava per accadere…

Poco prima di rimettere tutto a posto, ha deciso di fare un ultimo bis ed è proprio in quel momento che si è presentato il pubblico più simpatico. Quattro gattini si sono seduti davanti a lui, come se volessero dargli sostegno!

Le persona che ha ripreso in video questo singolare quadretto ha detto:

“I gattini sono venuti fuori dal nulla, avevano circa tre mesi di età e si sono seduti di fronte a lui.Sembrava che potessero sentire la sua disperazione e che volessero dargli il loro sostegno. I gattini sono rimasti fino a quando la canzone è finita, dopodiché il musicista li ha ringraziati per averlo ascoltato. Sembra quasi che ondeggiano a tempo con la musica!”

La musica è proprio un linguaggio universale e forse cinque stelle si sono incontrate quella notte!

Guardate il video del singolare concerto per gatti e condividetelo con i vostri amici, se vi è piaciuto com’è piaciuto a noi!

La tua lingua dice se sei in salute. Ecco come capirlo

La lingua è un ottimo indicatore del nostro stato di salute: il suo colore e la sua superficie rivelano informazioni importanti per capire se c’è qualcosa che non va o se stiamo bene. Da sempre in tutte le scuole di medicina dell’antichità fino ai ‘medici di una volta’, l’analisi della lingua faceva a pieno titolo parte della diagnosi. In questo articolo spiegherò come ‘leggere la lingua’ in modo semplice e chiaro.

Normalmente viene considerata solo come un muscolo necessario per poter parlare, con una funzione meccanica per la masticazione del cibo o come organo dove sono localizzate le papille gustative per la percezione dei gusti.

Raramente pensiamo che possa fare da indicatore su alcuni aspetti della nostra salute, un campanello di allarme quando cambia aspetto che ci informa che qualche cosa nel nostro organismo non funziona bene.

LA LINGUA NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Naboru Muramoto nel suo bestseller, Il Medico di Se Stesso, afferma: “La lingua rivela la forza e la condizione del cuore e anche il funzionamento dello stomaco. Dovrebbe essere di colore rosa e avere la superficie ruvida con piccoli peduncoli.

  • Quando è segnata da una profonda screpolatura, o è liscia, lucente e rossa, indica problemi cardiaci;
  • Le macchie, le afte e il colore bianco sulla lingua suggeriscono che ci sono disturbi allo stomaco;
  • La lingua che trema quando viene tirata fuori o quando non si riesce ad estrarla, evidenzia un problema al sistema nervoso o al cervello;
  • Quando la radice della lingua è scura, nera, è probabile che ci sia la presenza di un cancro.”

 

 

ANALISI IN DETTAGLIO

Sono parecchie le manifestazioni che possono apparire sulla lingua, vediamole da vicino.

Lingua bianca e patinosa: cattiva digestione, intestino pigro o di una malattia febbrile delle vie respiratorie;

Lingua con chiazze bianche: forte ristagno di tossine nel tratto digerente;

Lingua secca, rossa con puntini bianchi: infezione da Candida Albicans, sistema immunitario debole;

Lingua secca: disidratazione, problemi renali, diabete;

Lingua pallida: stato di anemia;

Lingua con la faccia inferiore gialla: congestione del fegato;

Lingua che brucia: stato di depressione psichica;

Lingua verde/gialla disturbi di fegato, cistifellea o milza;

Lingua con afte (lesioni biancastre tondeggianti circondate da un alone rossastro): anemia perniciosa, carenza di ferro o di acido folico, celiachia;

Lingua gonfia: allergia, probabilmente ad un cibo o ad un farmaco;

Lingua nera:affezione benigna, piuttosto frequente dovuta all’uso prolungato di antisettici locali o antibiotici a largo spettro che alterano la flora batterica orale, oppure psicofarmaci che rallentano il flusso salivare;

Lingua plicata: anomalia congenita, caratterizzata dall’accentuazione dei solchi normalmente presenti sulla superficie tanto da causare fessure profonde in cui possono accumularsi detriti alimentari, batterici o fungini che portano a infiammazioni croniche.

Insomma prevenire è meglio che curare e se la lingua non è rosea, umida, rugosa al centro e liscia ai bordi, il corpo ci sta comunicando un disagio su cui è bene intervenire prima che si cronicizzi e il disturbo cominci a farsi sentire. Per millenni l’analisi della lingua è stato centrale nella diagnosi, mentre oggi con l’avanzare di strumenti tecnologici e la perdita del contatto medico-paziente, è stato perso. Dobbiamo ritornare ad essere medici di noi stessi ovvero saper ascoltare e comprendere i bisogni di questo tempio chiamato corpo.

FONTE

Mare: un “farmaco” ed “aerosol” naturale che cura molte malattie. Lo dice la scienza

Il mare è uno dei migliori “farmaci” esistenti in natura che possiede un’abbondanza di benefici spesso sottovalutati.Ecco quali sono

Grazie alla salsedine, allo iodio, all’aria salsoiodica, il mare rappresenta una vera e propria cura per molte malattie. Alla base c’è l’azione curativa del clima marino, che migliora la respirazione grazie a una specie di aerosol naturale che contiene sali come cloruro di sodio e di magnesio, calcio, potassio, bromo e silicio, e l’acqua di mare, che contiene caratteristiche che rappresentano dei benefici per il nostro organismo.
Una vacanza al mare può essere la cura per molti disturbi comuni.

Secondo la scienza infatti sono molti i benefici che apporterebbe il mare alla nostra salute.

Migliora la respirazione: Prendetevi qualche giorno di pausa e passate più tempo possibile in riva al mare, o vicino alla costa, perchè l’aria presente contiene una quantità più elevata di sali minerali ( cloruro di sodio, cloruro di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio). Tali sali vengono sprigionati dall’ urto delle onde e dall’ acqua marina sollevata dal vento. Questo “aerosol marino” rappresenta un beneficio per i polmoni in quanto migliora sensibilmente la respirazione.

 

 

 

 

Scioglie catarro e muco: L’ aerosol marino scioglie in fretta muchi e catarro, libera le vie nasali ed effettua un’azione espettorante sui polmoni. Se avete il raffreddore o catarro riponete almeno per un giorno nei cassetti spray nasali, aspirine, sciroppi e andate al mare, i risultati saranno quasi immediati.

Combatte la ritenzione idrica: Farsi un bel bagno nel mare vuol dire combattere (inconsapevolmente) la ritenzione idrica. I sali minerali presenti nell’ acqua marina favoriscono (per osmosi) l’eliminazione dei liquidi accumulati nei tessuti attraverso la pelle.

Aiuta a dimagrire: Vi siete mai chiesti perchè dopo una giornata al mare, nonostante il relax, ci si sente stanchi? Vi siete mai messi sulla bilancia subito dopo? Fatelo, e noterete subito dei risultati . Ciò accade perchè il sale stimola le terminazioni nervose della pelle accelerando il metabolismo, di conseguenza l’organismo brucia grassi più velocemente del normale, anche se stiamo fermi e rilassati. Questo è anche il motivo per cui ci si sente stanchi quasi come se avessimo corso per un giorno intero.

Migliora la circolazione: La pressione dell’ acqua e il modo ondoso del mare massaggiano il nostro corpo riattivando la circolazione sanguigna.

Migliora il tono muscolare: A migliorare il tono muscolare non è il mare in se per se ma l’acqua in generale. Non è una novità che il nuoto è un vero toccasana per i nostri muscoli.

Combatte artrite e artrosi:  Il nuoto inoltre è anche un ottimo rimedio contro l’artrite e l’artrosi in quanto scioglie  le contratture e da mobilità alle articolazioni bloccate.

FONTE

Non la dimenticherai, ma nel frattempo puoi ricostruire la tua vita

Uno dei pensieri che genera più malessere nelle persone che stanno elaborando la fase di rottura e stanno cercando di lasciarsi alle spalle una relazione tossica è la paura di non riuscire a dimenticare quella persona. La paura nasce dal fatto che sentiamo che quella persona è ancora presente, anche se non è più nella nostra vita. Questo timore ha a che vedere con l’incertezza, perché non sappiamo se questa situazione prima o poi cambierà e se il ricordo svanirà per sempre.

Durante questo processo, si produce un impatto emotivo importante quando all’improvviso ci tornano in mente tutti i bei momenti passati con quella persona. La sensazione di nostalgia si mischia a quella di rabbia, e questi stati d’animo intermittenti rappresentano una fonte di costante sofferenza.

In questi casi è naturale chiedersi “Come mai i ricordi legati a qualcuno che mi ha fatto soffrire così tanto e da cui devo allontanarmi continuano a sembrarmi così belli e a generare tanto malessere? Forse è quello l’amore della mia vita, e non dovrei lasciarmelo sfuggire nonostante tutto?”.

Il fatto è che, sì, continuiamo ad amare quella persona. Ed è questa la cosa che ci fa più male quando cerchiamo di allontanarci da qualcuno per il nostro bene e per salvaguardare il nostro amor proprio. Ma come si può continuare ad amare qualcuno che ci ha fatto tanto male? È questa la domanda che continua a ronzarci per la testa.

Non la dimenticherete, e continuerete persino ad amarla

La verità è questa: si può. Si può continuare ad amare qualcuno che non ci merita. Si può continuare a ricordare quella persona con affetto, e ad avere dolci ricordi legati a lei. Anche se gli amici vi dicono “Come fai a non odiarlo dopo tutto quello che ti ha fatto?”, “Ma come, con tutto quello che ti ha fatto passare, non la guardi con occhi diversi?”, si può. Perché, anche se queste domande sono logiche per la mente, risultano molto meno chiare per il cuore.

Certo che si può continuare ad amare una persona che ci ha fatto soffrire. È la logica del cuore. La passione e le belle emozioni che abbiamo vissuto restano lì e portano con sé bei ricordi. Ricordi che, quando stiamo cercando di allontanarci da qualcuno, ci fanno male e causano dolore. Perché la nostra testa non riesce a capacitarsi di questo assurdo paradosso.

Ma è un paradosso che esiste, ed è umano. È inutile frustrarci cercando di convincere il cuore a non provare emozioni, quando questa è la sua funzione. Il cuore andrà sempre al di là di ciò che la testa gli comanda. Forse penserete che ci sono teste capaci di porre limiti al cuore, che hanno costruito intorno ad esso una fortezza dalle pareti spesse e in acciaio, che ne attenuano il battito fino a renderlo impercettibile. Ma pensate anche che qualsiasi fortezza o muraglia non è altro che una misura difensiva, che ci allontana da ciò che proviamo davvero.

La sensatezza sarà la nostra alleata lungo il cammino

Accettare questa verità è molto faticoso, ma vi eviterà un’enorme quantità di sforzi inutili. Ora, il fatto che il cuore sia difficile da comandare non significa che non possiamo usare la testa, perché sarà solo il buon senso ad aiutarci a mantenere intatto il nostro amor proprio. Non riuscire a dimenticare qualcuno che (per quanto male ci abbia fatto) è stato importante nella nostra vita non significa che quella persona debba rimanere accanto a noi.

“Rifiutati di soffrire per amore, trova il tuo posto nella solitudine e non permettere che il desiderio di amare prevalga su tutto il resto.”
-Walter Riso-

Ricordare è umano e naturale, ma lo è anche continuare a costruire la propria vita. Farlo alla luce di questa nuova esperienza, inoltre, ci aiuterà a proteggerci. Fate tutto ciò che desiderate, iscrivetevi a quel corso che avete sempre voluto fare, ma per cui non avevate tempo, dipingete, ballate, componete canzoni, scrivete, costruite, create, amate i vostri cari… Amate voi stessi.

Responsabilità e amor proprio

Amatevi, prendetevi cura di voi stessi, considerate il vostro amor proprio un impegno da rispettare. Riflettete sulle cose che avete imparato grazie a questa relazione. Incolpare l’altro del danno ricevuto vi aiuterà solo momentaneamente, ma non a lungo termine. Al contrario, sapere che siete stati in grado di tollerare troppe cose per “amore” o per colpa di quella passione che vi accecava vi aiuterà ad assumervi anche la vostra fetta di responsabilità.

“L’uomo viaggia intorno al mondo in cerca di ciò di cui ha bisogno e torna a casa per trovarlo.”
-George Moore-

Pensateci, siate onesti con voi stessi. Chiedetevi: “Quali limiti ho superato nella relazione con il mio amor proprio?”. Prendetevi del tempo per rispondere con calma. “Quali limiti so di non essere più disposto a superare in nessuna relazione?”. Partite da questa esperienza per ricostruirvi e non abbiate fretta se non riuscite a dimenticare. Pensate che è impossibile dimenticare una persona che abbiamo amato, ma che possiamo costruire nuovi ricordi grazie alle nuove esperienze che verranno e che alimenteranno l’amore che meritiamo.

FONTE

Applica questa maschera nei capelli e aspetta qualche minuto – gli effetti ti sorprenderanno

Molte persone sono alla ricerca di trattamenti alternativi per riparare e nutrire i capelli al fine di abbellirli, naturalmente e senza investire ingenti somme di denaro. Oggi condivideremo una maschera per capelli stupefacente al miele e cannella per la cura dei capelli e migliorare il loro aspetto.

La maschera per capelli di miele e cannella farà oggi un’alternativa naturale per ottenere un capello spettacolare è quello di raccogliere i frutti di ingredienti come cannella e miele. Per molti anni questi due elementi sono stati utilizzati per trattamenti estetici per le sue molte proprietà.

CANNELLA.

Cannella è ampiamente usata in trattamenti di bellezza dei capelli, quindi, da applicare singolarmente o insieme ad altri ingredienti, produce risultati molto buoni, dona la bellezza ai capelli, la forza, brillantezza, e una ricco aroma.

Cannella funge come stimolatore per il cuoio capelluto ed è molto buona per coloro che soffrono di perdita di capelli perché rafforza le radici. Inoltre, è un detergente, che aiuta a mantenere i follicoli piliferi in buone condizioni per i nuovi capelli a la crescità in condizioni ottimali. Si dice che contribuisce a schiarire i capelli, anche se questo dipenderà dal colore di base che avete, ma su capelli castani può funzionare molto bene.

MIELE.

Miele, un altro ingrediente principale della maschera per capelli di miele e cannella è un prodotto naturale che di solito è consumato come dolcificante, ma pochi sanno la loro utilità per la cura dei capelli dal momento che possiede vitamine ed enzimi che proteggono dalla secchezza e contribuiscono mantenere la sua naturale lucentezza.

 

Il miele deterge in profondità i capelli, ammorbidisce e rimuove il grasso in eccesso per darvi un aspetto sano e bello.

In conclusione la maschera per capelli di miele e cannella:

Offre molteplici vantaggi per i capelli.
Nel caso di forte spessore e secchezza, migliora l’aspetto e la salute.
Protegge e ripara i capelli fragili.
Capelli più belli e la crescita sana e più forte.
Stimola la crescita, pulisce il cuoio capelluto e previene la caduta.

Oggi impareremo a fare una maschera che aiuterà a idratare i capelli, dare lucentezza e di chiarire che, è naturale.

Maschera per capelli semplice ed efficace di miele e cannella.

Ingredienti:

• 1 cucchiaino di cannella.
• 1 cucchiaino di miele.
• ½ tazza di olio d’oliva.

Preparazione:

• Versare mezzo bicchiere di olio d’oliva e mettere in un pentolino sul fornello.
• riscalda l’olio, quindi aggiungere la cannella e miele.
• Mescolare bene con un cucchiaio la maschera per capelli di miele e cannella.

Applicazione:

• Posizionare la maschera per capelli di miele e cannella in un applicatore (si può anche fare con un pennello) e si applicano in tutto il cuoio capelluto. Poi allungare il prodotto con leggero massaggio per raggiungere le estremità dei capelli.
• Lasciare sulla maschera per capelli di miele e cannella per 15 minuti.
• Poi lavare e condizione i capelli come si fa normalmente.
• È possibile applicare la maschera per capelli di miele e cannella una volta alla settimana e godere dei suoi risultati meravigliosi.

fonte

Il bicarbonato di sodio rimuove grasso della pancia, cosce, braccia e schiena. Ma solo se lo usi in questo modo…

Tutti abbiamo in casa questo ingrediente comune, stiamo parlando ovviamente del bicarbonato di sodio, che possiamo usare in tantissimi modi. Può essere impiegato per realizzare degli ottimi dolci, del pane, per cuocere le verdure, per ridurre l’acidità di stomaco che causa il reflusso gastrico, per ammorbidire la carne e le omelette.

Eppure non tutti sanno che si può impiegare il bicarbonato anche per avere benefici estetici e salutari. Spesso per risolvere problemini estetici si ricorre ai prodotti di farmacia o del supermercato che costano un occhio della testa, perché non risparmiare usando il bicarbonato?

Usare il bicarbonato per dire addio al grasso del corpo

Questo ingrediente utilissimo può essere usato per curare il bruciore di stomaco e l’indigestione. Ma forse questi sono i suoi benefici più comuni, meno nota è la capacità del bicarbonato di riuscire a sciogliere il grasso corporeo e quindi aiutare a dimagrire chi ha bisogno di perdere peso. Bisogna però utilizzarlo in maniera corretta se si vuole usufruire dei suoi benefici. Ecco come preparalo per poter perdere peso:
1 limone o pompelmo
Mezzo bicchiere d’acqua
Bicarbonato di sodio.

In un bicchiere versate l’acqua, sciogliete il bicarbonato di sodio e aggiungete il succo di limone o succo di pompelmo. Mescolare bene fino a quando i componenti si saranno ben miscelati. Bevete il composto al mattino, a stomaco vuoto almeno 20 minuti prima della colazione. Se non preferite il limone, potrete utilizzare l’aceto di mele. Ecco gli ingredienti:
Due cucchiai di aceto di mele
Un bicchiere d’acqua
Mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio

La preparazione sarà la stessa della ricetta precedente e va assunta al mattino al stomaco vuoto.

Infine, potreste miscelare il bicarbonato di sodio alla frutta. Ecco come:
Due limoni
Due tazze di acqua
Una tazza di fragole
Un ramo di foglie di menta
Un cucchiaino di bicarbonato di sodio

Questa bevanda si prepara esattamente allo stesso modo, miscelando tutti gli ingredienti e amalgamandoli per bene. Evitate di aggiungere dolcificanti e assumetela tutti i giorni!

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Esegui questi movimenti ogni notte prima di andare a dormire e osserva il miracolo

Se avete spesso difficoltà nell’addormentarvi, sappiate che non siete soli: più persone di quanto credete hanno gli stessi problemi, e ogni notte si girano continuamente nel letto prima di riuscire finalmente a prendere sonno.

Quando il problema si cronicizza, poi, si tende a sentirsi costantemente stanchi durante il giorno – si cerca di contrastare questa situazione assumendo dosi eccessive di zucchero e caffeina, ma i risultati sono ben altri: uno stato del genere può portare a depressione e aumento di peso, solo per citare alcuni disturbi correlati.

Oggi vi presentiamo alcune posizioni yoga che vi aiuteranno non solo a prendere sonno, ma anche a dormire serenamente senza svegliarvi nel cuore della notte. Si tratta di movimenti molto semplici, per cui anche se non siete soliti praticare questa disciplina non vi preoccupate: non c’è bisogno di essere estremamente “flessibili” – non avrete nessuna difficoltà.

Se siete interessati all’argomento, potreste scoprire di più circa i benefici dello yoga per la salute. Dopo tutto, non c’è niente da perdere, giusto?

Se vi avvicinate per la prima volta allo yoga, ricordate di non mantenere queste posizioni troppo a lungo: un minuto sarà sufficiente. Poi col tempo potrete aumentare il tempo a 5 minuti circa (ma mai senza eccedere).

1. Balasana – Posizione del bambino

Se avete problemi alle ginocchia, forse questa posizione non è una buona idea. Per chiunque altro, si tratta di un movimento ottimo per rilassare il sistema nervoso, la schiena, le spalle, la pancia e la mente.

Se il bacino non riesce a toccare i talloni e questo vi provoca scomodità, potete inserire una coperta o un asciugamano in questo “spazio vuoto”, in modo da trovare sollievo. Potete rilassare le braccia liberandole davanti a voi, oppure lasciandole andare al lato del corpo, come nell’immagine sopra. Per non stare troppo sulla posizione – e alla fine provare dolore o fastidio – potete fissare un tempo servendovi della sveglia o del telefono. Non dimenticate di respirare profondamente: questo asana (posizione) si presta a liberare il respiro, in modo particolare sulla schiena.

2. Supta Baddha Konasana — Posizione delle ginocchia piegate

Molte persone chiamano questo asana “posizione della farfalla”, probabilmente per la disposizione delle gambe, che ricorda le ali di una farfalla. Sdraiati, con le braccia libere lungo il corpo, ruotate i fianchi in avanti e piegate le gambe sino a che le piante dei piedi non aderiranno perfettamente l’una all’altra.

Quando si è in questa posizione, è impossibile che le ginocchia aderiscano perfettamente al terreno (o al materasso del letto), anche i più flessibili avranno difficoltà! Per ovviare a questo problema, potete mettere degli asciugamani sotto alle ginocchia, in modo da sostenerle. Abbandonatevi completamente a questa posizione e respirate profondamente, cercando di utilizzare in modo particolare la parte bassa della pancia.

3. Ruotare sulla schiena

Sdraiati sulla schiena, piegate entrambe le gambe in avanti, cercando di portare il più possibile le ginocchia verso il petto. Prendete entrambe le gambe con le mani. Se avete difficoltà ad afferrare saldamente le gambe, fermatevi fin dove arriva la presa e non forzate le gambe. Una volta raggiunto un certo equilibrio, ruotate col corpo da un lato e poi dall’altro. Questa posizione è ottima per massaggiare la parte bassa della schiena, dopo una lunga e stancante giornata. Cercate il più possibile di lasciar andare le spalle, e le gambe, respirando lungo tutto il corpo. Fate attenzione a non stressare le ginocchia mentre le tenete piegate.

4. Supta Matsyendrasana – Piegati e reclinati di lato

Sdraiati sulla schiena, piegate le gambe verso l’alto, all’altezza delle ginocchia. Raggiunta questa posizione, lasciate andare le gambe (mantenendole piegate) da un lato, e poi dall’altro. Quando piegate le gambe da un lato, non dimenticate di volgere la testa verso il lato inverso. Le braccia sono rilassate, aperte “a croce”.

Questa posizione è ottima per rilassare le spalle. Non dimenticate di eseguirla da entrambi i lati, e di respirare profondamente.

5. Matsyasana – Posizione del pesce

Sdraiati, con il viso rivolto verso l’alto, fate scivolare lentamente i palmi delle mani lungo i fianchi e poi premete spingendo la parte superiore del corpo verso l’alto: la testa segue questa posizione, il petto si inarca spingendo verso l’alto, e le spalle si piegano leggermente verso l’interno. Alla fine, dovreste ritrovarvi a sorreggervi con i vostri gomiti.

Se avete problemi al collo e alle spalle, praticate questo asana con moderazione, svolgendo tutti i movimenti molto lentamente e lasciando la testa roteare indietro solo quando vi sentite abbastanza sicuri. Dopo aver respirato profondamente, tornate alla posizione iniziale, semplicemente sdraiati, e godetevi la sensazione di aver “aperto” il vostro petto.

6. Kapotasana – Posizione del piccione

Questa posizione è adatta a chi ha già alle spalle un poco di pratica. Potreste avere bisogno di aiutarvi con un cuscino o con una coperta per poterla praticare al meglio, quindi non dimenticate di preparare l’occorrente in precedenza. Seduti con le gambe piegate all’altezza delle ginocchia, lasciate stirare una delle due gambe dietro di voi, mentre l’altra rimane piegata. Le braccia rimangono lungo il busto e i palmi delle mani toccano il terreno. La parte superiore dei piedi spinge verso l’interno. Il busto si apre in avanti, e la testa è piegata verso l’alto. Nel caso provaste un certo disagio all’altezza del bacino, servitevi di un cuscino o di una coperta a sostegno. Una volta raggiunta una certa posizione, lasciate che tutto il corpo si stiri e respirate profondamente.

Quando praticate la posizione del piccione, non dimenticate di tenere la schiena ben salda, e piegata in avanti. Non è importante quanto le gambe siano piegate fintanto che la schiena rimane in una posizione naturale.

Vista la maggiore difficoltà di questo asana, consigliamo ai principianti di non stare in questa posizione per più di un minuto – non temete, col tempo arriverete a rimanerci anche per dieci!

7. Meditazione

Come moltissime persone hanno avuto modo di verificare, la meditazione è ottima per rilassarsi, per lasciare lo stress alle spalle dopo una lunga e pesante giornata, liberare i pensieri e lasciar andare. Ecco la posizione ideale per praticare una rilassante meditazione: seduti, gambe incrociate, schiena e spalle dritte e rivolte verso l’esterno. Posizionate le mani sulle ginocchia e respirate profondamente.

Una volta raggiunta una certa comodità in questa posizione, concentratevi sul respiro: il ritmo, l’intensità, e la sensazione che concentrarvi sulla respirazione vi trasmette. Vi raccomandiamo di non strafare (attenzione a non andare in iperventilazione!) e a tenere il tempo con una sveglia o col vostro telefono.

Molto importante per meditare è cercare di rimanere concentrati sul respiro, senza perdersi in pensieri – alcuni dei quali, spesso, fastidiosi e stressanti. Ci rendiamo conto che non è sempre semplice praticare una sorta di “assenza di pensiero” (pratica non comune nel mondo occidentale, d’altra parte), ma si può imparare a meditare, piano piano. Non temete.

8. Paschimottanasana – Piegati in avanti

Seduti con la schiena e le spalle rivolti verso l’alto, cercate di mantenere il collo e la testa dritti (ma senza forzare la posizione), e piegate la parte superiore del corpo in avanti. Gambe e bacino rimangono rilassati. I piedi sono nella cosiddetta posizione “a martello”. Quando vi piegate in avanti, lasciate stirare la spina dorsale e respirate profondamente su questo movimento.

Se non avete particolari problemi con la schiena, provate a “misurarvi” cercando di piegare la schiena in avanti più che potete. All’inizio forse non sarà semplicissimo assumere questa posizione, ma col tempo vedrete evidenti miglioramenti e alla fine vi meraviglierete della vostra flessibilità. Durante questo asana le mani afferrano i piedi o verso la parte superiore, oppure all’altezza della metà del piede, o ancora all’altezza dei talloni. Oppure, potete afferrare direttamente le vostre caviglie. Mi raccomando: non dimenticate di respirare profondamente!

9. Parivrtta Sukhasana – Seduti, reclinati di lato

Questa posizione è una variante della posizione di cui abbiamo fatto già esperienza al punto 4. Secondo lo stesso principio: seduti con la parte del corpo sollevata, piegare una gamba verso l’interno e lasciare l’altra distesa in avanti. Tutta la parte superiore del corpo – testa, collo, spalle, schiena e petto – si volta verso un lato. Mentre si è piegati lungo queste due direzioni inverse, cercare di stirare il più possibile le due parti del corpo (superiore e inferiore).

10. Viparita Karani — Posizione delle gambe lungo la parete

Cercate un po’ di spazio sufficiente lungo una delle pareti della vostra stanza da letto e praticate questa posizione. Sdraiati con schiena, collo e testa lungo il pavimento, posizionate il bacino e le gambe lungo la parete fino a farli aderire completamente. Respirate profondamente, in modo particolare con la parte superiore del corpo.

È possibile che questa posizione vi crei un poco di disturbo all’inizio, soprattutto se tendete ad avere problemi nella parte bassa della schiena. Aiutatevi con un cuscino basso o con una coperta, che potrete posizionare tra i reni e il bacino.

Se siete stati sempre scettici sull’effettiva efficacia dello yoga, forse è arrivato il momento di cominciare. Dopo tutto, non si tratterà di frequentare un corso in una palestra, vedere altre persone… Con questi semplici esercizi, potrete praticare questa affascinante disciplina in tutta privacy, nella vostra camera da letto, senza alcuna ansia se non riuscite a mantenere i movimenti e alcuno stress su cosa succede intorno a voi.

Sappiate, in ultima analisi, che diversi studi scientifici testimoniano come lo yoga sia assolutamente salutare per gli esseri umani. Si tratta di una disciplina fisica e mentale sicura, che non ha nessuna controindicazione, semplice da praticare, quando e dove volete. Da oggi non avrete più difficoltà nel rilassarvi prima dormire… Condividete tutto questo con gli amici e i cari che potrebbero averne bisogno!

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